21.3371 · Mozione · 2021-03-19
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali che consentano agli inquilini e ai comproprietari di una proprietà per piani di usare una stazione di ricarica per auto elettriche. Nei luoghi in cui le auto vengono lasciate per periodi prolungati (garage comuni e parcheggi) dovrebbero poter essere installate infrastrutture di ricarica private. I locatori e le comunioni di comproprietari dovrebbero avere il diritto di definire e attuare le misure necessarie per garantire la predisposizione di stazioni di ricarica intelligenti, controllate e a uso collettivo.
Begründung
La Svizzera è un Paese di inquilini e comproprietari di proprietà per piani. La maggior parte degli abitanti non possiede cioè un alloggio indipendente e non può quindi installare stazioni di ricarica domestica nel proprio garage, ma deve confidare nella disponibilità dei proprietari, degli amministratori e dei comproprietari. Le disposizioni legali in vigore rappresentano un ostacolo che spesso impedisce a inquilini e comproprietari di installare un'infrastruttura di ricarica permanente in un'area di parcheggio in affitto o appartenente a una comunione di comproprietari.
I locatori e i comproprietari dovrebbero invece avere il diritto di offrire una soluzione di ricarica, coordinata e scalabile, che vada a beneficio di tutti coloro che vivono in edifici plurifamiliari. Disponendo di un tale diritto, potrebbero vietare agli inquilini e (altri) comproprietari di installare infrastrutture di ricarica non intelligenti e soluzioni individuali non controllate.
Le stazioni di ricarica domestica sono fondamentali per garantire una rete capillare e intelligente. Coloro che non hanno modo di ricaricare il proprio veicolo nel luogo in cui è parcheggiato per la maggior parte del tempo (cioè perlopiù presso il proprio domicilio) sono costretti a ricorrere a un'infrastruttura sul posto di lavoro o collegata alla rete pubblica. Oltre a creare più volume di traffico e costi aggiuntivi per gli automobilisti, tutto ciò aumenta la necessità di installare stazioni di ricarica rapida nei luoghi pubblici. Lo svolgimento simultaneo di molti processi di ricarica veloce incide tuttavia sulla stabilità della rete elettrica. Le stazioni di ricarica domestica sono invece dispositivi intelligenti e controllati, che riducono i costi a carico dei proprietari dei veicoli e non gravano sulla rete.
Il diritto di installare infrastrutture di ricarica è essenziale per lo sviluppo dell'elettromobilità e per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati per le autovetture. Nell'ottica dell'approvvigionamento energetico, della stabilità delle reti elettriche, della politica climatica, dell'imminente cambiamento della mobilità e nell'interesse dei cittadini, è imprescindibile adeguare le basi legali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'avanzata dell'elettromobilità dipende senza dubbio in larga misura dalla possibilità di ricaricare le auto elettriche presso il proprio domicilio, possibilità di cui devono poter usufruire anche gli inquilini e i comproprietari. Per questo motivo, anche il Consiglio federale punta a promuovere lo sviluppo dell'elettromobilità rendendo disponibili più stazioni di ricarica e facendo in modo che siano più facilmente accessibili.
Ciononostante, il Consiglio federale ritiene che l'approccio proposto nella mozione sia problematico anche per le ragioni esposte qui di seguito.
- Conformemente all'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale (Cost.), le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai Cantoni. A questo riguardo, la Confederazione svolge soprattutto un ruolo di coordinamento (cfr. Interpellanza Munz 20.4194, risposta alla domanda 5). Vari Cantoni stanno in effetti pianificando di adattare le proprie prescrizioni in materia di costruzione per consentire l'installazione di più stazioni di ricarica sia presso il domicilio sia presso il posto di lavoro.
- Introdurre un obbligo legale così come proposto nella mozione non riflette la politica perseguita finora dalla Confederazione nel campo dell'elettromobilità, che finora si basa piuttosto su un sistema di incentivi in grado di dispiegare i suoi effetti in modo più rapido ed efficiente.
- La revisione totale della legge sul CO2 (FF 2020 6901) prevede un nuovo fondo per il clima, il cui scopo è, tra le altre cose, quello di incentivare l'installazione di infrastrutture di ricarica negli edifici con più unità abitative (art. 55 cpv. 2 lett. g legge sul CO2 totalmente riveduta). Ciò contribuirà a motivare un maggior numero di proprietari di case a installare strutture di ricarica o a prevederle nei nuovi edifici (cfr. Interpellanza Munz 20.4194, risposta alla domanda 3).
- Si può supporre che, anche senza un obbligo legale, saranno installate sempre più stazioni di ricarica, non foss'altro che per ragioni economiche, ad esempio per aumentare il valore di una proprietà oppure per migliorare le possibilità di locazione di un edificio plurifamiliare o l'attrattiva di un posto di lavoro o di un negozio. Incentivi come sussidi e agevolazioni fiscali incrementano ulteriormente la redditività.
- La proposta avanzata nella mozione di adeguare il diritto di locazione e quello sulla comunione dei comproprietari per piani introducendo disposizioni obbligatorie rappresenta un'ingerenza nel diritto privato e nella garanzia della proprietà (art. 26 Cost.) che richiederebbe un ulteriore approfondimento quanto a proporzionalità.
Si rammenta inoltre che il Consiglio federale ha raccomandato di accogliere il postulato 20.4627 Grossen, che nel frattempo è stato adottato. Nell'ambito della preparazione del relativo rapporto, è opportuno esaminare in profondità anche eventuali adeguamenti giuridici del diritto di locazione e del diritto della proprietà per piani e le loro conseguenze, in collaborazione con le parti interessate.
Il fatto di accogliere la presente mozione avrebbe l'effetto di anticipare questa analisi più dettagliata.
Se la presente mozione venisse adottata dal Consiglio nazionale, il Consiglio federale si riserva di chiedere alla seconda camera di trasformarla in un mandato d'esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.