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21.3391 · Interpellanza · 2021-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In base ai dati di Eurostat, con un tasso di femminicidi commessi dal partner o da un membro della famiglia di 0,53 su 100 000 donne, nel 2015 la Svizzera occupava la prima posizione tra i Paesi dell'Europa occidentale, davanti a Germania (0,51), Italia (0,34), Francia (0,41) e Spagna (0,32). Nel 2019, l'UST ha censito 19 669 casi di violenza domestica (+6,2 % rispetto al 2018). 14 donne e 1 uomo sono stati uccisi nel contesto di una relazione di coppia. Questa non è però che la punta dell'iceberg, poiché soltanto una piccola parte delle violenze è denunciata alla polizia e soltanto una piccola parte delle denunce sfocia in una procedura giudiziaria (a Ginevra il 35 %).

Nelle sue risposte all'interpellanza 18.3109 e al postulato 20.4113 di Laurence Fehlmann Rielle, il Consiglio federale si dice contrario all'istituzione di un osservatorio della violenza contro le donne e della violenza domestica, poiché a suo avviso l'adozione del piano d'intervento per l'attuazione della Convenzione di Istanbul elaborato nel quadro della Strategia per la parità tra donne e uomini 2030 permetterà di fare progressi. L'articolo 11 della Convenzione di Istanbul, in effetti, invita la Svizzera a raccogliere a intervalli regolari dati statistici pertinenti e a condurre indagini sulla popolazione per determinare la prevalenza e le tendenze di ogni forma di violenza.

Invitiamo quindi il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Dopo la pubblicazione, nel giugno del 2020, dei dati sulla violenza domestica in Svizzera, quali nuove indagini ritiene utile avviare?

2. Potrebbe essere realizzato un confronto intercantonale delle differenze nel modo in cui è trattata la violenza (dalla polizia, dalle associazioni, dai servizi sociali e dalla giustizia) e in cui sono svolte le procedure per violenza?

3. Sono già disponibili strumenti per assistere i Cantoni che intendono riformare e modernizzare il loro approccio nell'assistenza fornita alle vittime e per offrire un sostegno speciale alle persone meno propense a denunciare queste violenze (persone in situazione precaria, persone senza statuto legale ecc.)?

4. Un osservatorio che permetta di aggregare i dati sulla violenza, obbligando in particolare i Cantoni a raccoglierne un maggior numero, e di fornire strumenti e mezzi per combattere la violenza non sarebbe uno strumento efficace?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel confronto internazionale, la Svizzera dispone di una buona base di dati sulla portata del fenomeno della violenza domestica. Dal 2015 ad oggi, la Confederazione ha pubblicato più di 60 rapporti e studi sulla violenza contro le donne e la violenza domestica e almeno altri otto sono attualmente in elaborazione in adempimento di interventi parlamentari. Come sottolineato dal Consiglio federale nel suo parere in risposta al postulato Reynard 20.4229 "Cifre attendibili sulla violenza domestica", l'Ufficio federale di statistica (UST) e l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU) stanno elaborando le basi per un'indagine esaustiva sulla frequenza della violenza contro le donne e della violenza domestica in Svizzera. Con il sostegno dell'UFU, l'UST conduce inoltre una rilevazione complementare quinquennale di tutti gli omicidi censiti nella Statistica criminale di polizia dal 2019 al 2024. I primi risultati sono attesi nel 2025. Dal canto suo, in adempimento del postulato Graf Maya 19.3618 "Basta agli omicidi contro le donne nell'ambito familiare. Rapporto sulla ricerca delle cause ed elenco di misure contro i femminicidi in Svizzera", l'UFU sta elaborando uno studio sulle cause degli omicidi in ambito domestico, la cui pubblicazione è prevista per la fine del 2021.

2. La Svizzera dispone di un ampio arsenale di strumenti per combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica. In considerazione del fatto che i Cantoni hanno strutture e basi legali diverse, questi strumenti rispondono tuttavia a una logica federalista. Sono però disponibili panoramiche comparative, quali la tabella dell'UFU sulle legislazioni cantonali a tutela delle vittime di violenza (www.ebg.admin.ch/ebg/it/home/temi/violenza-domestica/legislazione.html). La Svizzera riferirà inoltre sullo stato di attuazione della Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35) nel suo primo rapporto, che presenterà al Consiglio d'Europa nel giugno 2021 e nel quale sono illustrati anche diversi approcci e diversi misure adottati dai Cantoni per far fronte alla violenza. Sul sito della Conferenza svizzera contro la violenza domestica è disponibile una sintesi dei piani d'azione cantonali per prevenire e combattere la violenza domestica (www.csvd.ch/it/sintesi-dei-piani-dazione-2/).

3. e 4. Dal 2021 l'ordinanza contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (RS 311.039.7) permette alla Confederazione di accordare aiuti finanziari a progetti di prevenzione della criminalità a livello nazionale, di regione linguistica o intercantonale; i progetti cantonali e comunali possono essere sostenuti se hanno un carattere di modello di importanza nazionale. Come già sottolineato dal Consiglio federale nel parere in risposta al postulato Fehlmann Rielle 20.4113 "Per una legge che concretizzi la Convenzione di Istanbul (protezione dalla violenza nei confronti delle donne)", sia la Confederazione che i Cantoni hanno già designato servizi incaricati di raccogliere dati sulla violenza contro le donne e coordinare e attuare misure per prevenirla e combatterla nel quadro delle loro competenze e responsabilità. D'altra parte, in occasione del dialogo strategico del 30 aprile 2021 la Confederazione, i Cantoni e altri attori interessati hanno elaborato misure concrete e repertoriato esempi di buone pratiche con l'obiettivo, in particolare, di rafforzare la lotta alla violenza domestica migliorando al contempo l'assistenza alle vittime. La Confederazione e i Cantoni monitorano l'evoluzione della violenza domestica in Svizzera, tra l'altro anche tramite la "Task force violenza domestica e coronavirus" diretta dall'UFU, e adottano le misure necessarie. L'istituzione di un ulteriore ente di monitoraggio creerebbe doppioni e non è quindi ritenuta efficiente.

Risposta del Consiglio federale.