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21.3395 · Interpellanza · 2021-03-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

L'intenzione espressa dal DFAE (Dipartimento federale degli affari esteri) di non finanziare più l'attività di informazione delle ONG in Svizzera nel quadro dei contributi della DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) è molto preoccupante.

È infatti assolutamente incoerente realizzare progetti a sostegno dei Paesi del Sud senza allo stesso tempo sensibilizzare la popolazione svizzera e stimolarla a riflettere sulle cause e sulle conseguenze dei problemi a cui vogliamo porre rimedio con le nostre attività di cooperazione.

In un mondo globalizzato non è più possibile agire come se i problemi fossero a compartimenti stagni.

La Svizzera sostiene gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) dell'ONU e il DFAE si è impegnato ad attuarli. Nessuno può negare che lo sviluppo sostenibile debba essere pensato in chiave globale ed è impensabile sostenere progetti nell'emisfero sud senza mettere in discussione il nostro stile di vita nell'emisfero nord.

È inoltre del tutto normale che le ONG che rappresentano la società civile possano esprimersi su temi legati alla politica svizzera, a maggior ragione quando è toccato un settore che sta loro a cuore. In ballo vi è la salute del dibattito democratico in Svizzera.

Diverse ONG hanno espresso preoccupazione per questa situazione scrivendo al DFAE ed esprimendo la loro opinione nei media. Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale pensa davvero che le ONG debbano rinunciare a intervenire nel dibattito pubblico per informare la popolazione svizzera nei loro settori d'attività?

2. È normale che in un Paese che si vanta di essere all'avanguardia nella difesa dei diritti umani, le ONG debbano contare sempre di più sulla generosità delle persone, visto che i finanziamenti pubblici tendono a diminuire?

3. Perché il Consiglio federale tratta le ONG attive nella cooperazione internazionale in modo diverso rispetto agli altri beneficiari di sovvenzioni pubbliche, che possono comunque condurre campagne di educazione e sensibilizzazione con i fondi federali?

Stellungnahme des Bundesrates

Una società civile forte e variegata è un aspetto caratterizzante della cultura politica svizzera. È con queste parole che il Consiglio federale si è espresso nella sua risposta del 24 febbraio 2021 alla mozione Portmann 20.4395 "Nessun fondo pubblico per progetti di ONG che aderiscono a campagne politiche". Con o senza finanziamenti federali, le ONG sono membri della società civile e, come tali, partecipano alla vita politica.

Il finanziamento da parte della Confederazione di campagne politiche e di attività di lobbismo in Svizzera è sempre stato chiaramente vietato. In realtà, però, non è sempre facile fare una distinzione chiara e netta tra campagne (politiche) o lobbismo e attività d'informazione e di sensibilizzazione. Per una maggiore chiarezza e trasparenza, i nuovi contratti conclusi dal 2021 escludono esplicitamente l'utilizzo dei contributi di programma della DSC per le attività d'informazione e di sensibilizzazione in Svizzera, come avviene con le campagne politiche e le attività di lobbismo [cfr. la risposta del Consiglio federale del 24 febbraio 2021 all'interpellanza Schneider-Schneiter 20.4611 "Caso "Solidar" e conseguenze per la cooperazione internazionale (CI)"]. Per preservare la loro indipendenza alcune ONG hanno sempre finanziato il loro lavoro d'informazione e di sensibilizzazione in Svizzera con fondi propri o attraverso appelli mirati di donazioni.

Dal 2021 i contributi di programma della DSC devono essere utilizzati esclusivamente nei Paesi partner. Questo cambiamento di prassi non comporta un taglio dei contributi. La Strategia CI 2021-2024 prevede un aumento dell'importo totale dei contributi di programma di circa 508 milioni di franchi, dunque a 550 milioni di franchi, per il periodo coperto dal messaggio concernente la strategia di cooperazione internazionale (CI) 2021-2024.

Come sottolinea il Consiglio federale nella sua risposta dell'8 marzo 2021 all'interrogazione Molina 21.7193 "Esclusione del lavoro di informazione e di sensibilizzazione dai contributi della DSC. Coerenza nell'assegnazione dei contributi federali" conformemente alla legge federale sugli aiuti finanziari e le indennità (legge sui sussidi, LSu) le autorità federali possono sostenere il lavoro di informazione e di sensibilizzazione, a condizione che contribuisca esplicitamente a realizzare l'obiettivo primario dei sussidi. Se ciò non fosse possibile, il Consiglio federale ritiene che non sia auspicabile versare sussidi per finanziare questo genere di attività.

Questa condizioni si applica a tutte le organizzazioni che ricevono sussidi federali.

Nelle sue risposte dell'8 marzo 2021 all'interrogazione Friedl 21.7187 "Formazione e sensibilizzazione sul tema della sostenibilità e dell'interconnessione globale" e del 19 maggio 2021 all'interpellanza Sommaruga 21.3287 "Politica di sviluppo e Agenda 2030. Formazione e sensibilizzazione della popolazione. Come possiamo rispettare gli impegni assunti dalla Svizzera dinanzi all'ONU e le raccomandazioni dell'OCSE?", il Consiglio federale ha inoltre spiegato come il pubblico svizzero venga informato sulle sfide globali e sullo stretto legame esistente tra pace, sicurezza, sviluppo sostenibile e prosperità.

Risposta del Consiglio federale.