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21.3396 · Interpellanza · 2021-03-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Dal colpo di stato militare del 1° febbraio in Myanmar, le manifestazioni pacifiche della popolazione vengono represse in modo cruento. Di fronte alla determinazione del popolo, che lotta per il ripristino della democrazia e delle libertà fondamentali, il potere militare non ha esitato ad aprire il fuoco contro i manifestanti sparando munizioni vere.

Secondo il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric, dal colpo di stato sono stati uccisi almeno 138 manifestanti pacifici, tra cui donne e bambini. I dati che ha citato provengono dall'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani.

Di fronte a questa situazione, molte ONG che si battono per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo hanno chiesto alla comunità internazionale, e in particolare agli Stati, di fare pressione sulle autorità militari affinché cessino immediatamente i loro raid mortali e rilascino tutte le persone arrestate e detenute arbitrariamente.

Attivisti e attiviste che si battono per la democrazia in Birmania hanno lanciato un appello, domandando quanti di loro dovessero ancora morire prima che la comunità internazionale vada in loro aiuto.

Alla luce di questa situazione, il Consiglio federale interverrà per:

1. far sì che le imprese svizzere operanti in Myanmar facciano il loro dovere e smettano di acquistare e importare prodotti provenienti da conglomerati controllati dai militari, in particolare nel settore delle pietre preziose?

2. chiedere il deferimento del Myanmar alla Corte penale internazionale in modo che venga aperta un'indagine e che i responsabili militari vengano processati per i crimini commessi?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è molto preoccupato per la situazione dei diritti umani venutasi a creare in Myanmar dopo il golpe militare.

1. In Svizzera, il Piano d'azione nazionale concernente l'applicazione dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e il Piano d'azione sulla responsabilità socio-ambientale d'impresa contengono una serie di misure per far rispettare i diritti umani nelle attività commerciali. Secondo i due piani d'azione citati, il Consiglio federale si aspetta che le imprese svizzere introducano meccanismi di diligenza e si assicurino che le loro attività non concorrano alla violazione dei diritti umani.

La SECO e il DFAE hanno richiamato l'attenzione delle aziende svizzere che hanno fatto affari con imprese controllate dai militari birmani sui rischi connessi e sulla loro responsabilità di garantire il rispetto dei diritti umani. Nel quadro dell'attuazione del controprogetto indiretto all'Iniziativa per multinazionali responsabili saranno introdotti l'obbligo di rendiconto sulle questioni non finanziarie e l'obbligo di diligenza e di rendiconto nei settori dei minerali provenienti da zone di conflitto e del lavoro minorile.

2. Il Consiglio federale si batte contro l'impunità nei crimini internazionali più gravi. La Svizzera sollecita regolarmente il Myanmar a perseguire gli autori di questi crimini. Chiede inoltre al Consiglio di sicurezza dell'ONU di deferire la situazione in Myanmar alla Corte penale internazionale. Inoltre, nel 2018 la Svizzera ha appoggiato l'istituzione del meccanismo d'indagine indipendente del Consiglio dei diritti umani dell'ONU. Il meccanismo, che ha sede a Ginevra, ha il mandato di raccogliere prove dei crimini internazionali commessi in Myanmar per facilitare i procedimenti penali.

Risposta del Consiglio federale.