21.3406 · Postulato · 2021-03-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di studiare come affrontare il problema dell'importazione di carne di cavallo da Argentina, Australia, Uruguay e Canada, dal momento che questi Paesi non possono garantire il rispetto delle prescrizioni di protezione degli animali e dei consumatori vigenti nell'Unione europea. In particolare dev'essere presa in considerazione la possibilità di stralciare questi Paesi dall'elenco degli Stati terzi da cui può essere importata carne di cavallo.
Begründung
Analisi delle ONG e audit dell'UE svolti dal 2010 dimostrano che in Argentina, Australia, Canada e Uruguay le prescrizioni dell'UE in materia di protezione degli animali e tracciabilità dei cavalli non vengono rispettate. Lungo tutta la catena di produzione i cavalli sono sistematicamente trascurati e maltrattati. Sono percossi, presi a calci e sottoposti a elettroshock. Nelle stalle dei macelli e nei centri di raccolta il foraggio è spesso insufficiente e gli animali sono esposti a condizioni meteorologiche estreme. Attualmente i criteri di protezione degli animali prescritti dall'UE valgono soltanto per i macelli. Centri di raccolta e trasporto non sono soggetti alle pertinenti disposizioni. I cavalli sono ammassati in rimorchi inadeguati e lasciati senz'acqua per lunghi tragitti. Molti giungono già morti al macello.
Nei Paesi citati i cavalli non sono considerati animali da produzione alimentare e sono quindi generalmente trattati con medicamenti che nell'UE e in Svizzera non possono essere somministrati ai cavalli destinati al consumo umano. I sistemi di tracciamento non sono affidabili, in quanto fondati sulle dichiarazioni rilasciate dai proprietari e dai commercianti sui trattamenti medici somministrati ai cavalli nei sei mesi precedenti la macellazione. Nell'UE e in Svizzera i cavalli sono provvisti di una marca auricolare facile da rimuovere e di un passaporto che ne riporta la storia farmacologica. Non essendo garantita la tracciabilità entrano nella catena alimentare cavalli di origine sconosciuta e storia farmacologica incerta e anche cavalli rubati, il che mette gravemente a rischio la sicurezza alimentare dei consumatori europei.
La Confederazione è pertanto incaricata di verificare se non sia opportuno sospendere tutte le importazioni di carne di cavallo da Paesi il cui sistema di tracciamento sia fondato esclusivamente sulle dichiarazioni dei proprietari e dei commercianti di cavalli.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è a conoscenza dei rapporti sulle lacune nelle catene di fornitura di carne di cavallo da Stati terzi. L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) è già intervenuta presso le competenti autorità dei Paesi esportatori e ha chiesto spiegazioni in merito. In questo contesto, va tenuto presente che, conformemente all'allegato 11 dell'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli (RS 0.916.026.81), la Svizzera e l'UE costituiscono uno "spazio veterinario" comune. Questo significa che le spedizioni devono adempiere le stesse condizioni d'importazione, indipendentemente dal fatto che siano destinate alla Svizzera o a uno Stato membro dell'UE. La spedizione è controllata al primo scalo nello "spazio veterinario" comune. Tra la Svizzera e l'UE non sono più svolti controlli veterinari di frontiera. Provvedimenti nei confronti di Stati terzi, per esempio il divieto d'importazione di carne di cavallo, vanno quindi esaminati in stretta concertazione con l'UE. Primi colloqui tra l'USAV e la competente Direzione generale della Commissione europea su possibili provvedimenti hanno avuto luogo il 18 marzo 2021. L'UE ha sottolineato che preferisce un procedimento coordinato con la Svizzera. La Commissione ha assicurato lo stretto coinvolgimento del nostro Paese nella verifica in corso dell'eliminazione delle lacune degli Stati esportatori. Entro la fine di maggio, la Svizzera dovrebbe ricevere una risposta scritta con una descrizione dettagliata e documentata dell'eliminazione delle lacune, sulla base della quale potrà valutare se siano opportuni ulteriori provvedimenti.
Il Consiglio federale ritiene tuttavia importante che, indipendentemente dai provvedimenti ufficiali, sia garantito che gli attori del mercato (importatori, rivenditori) assumano le proprie responsabilità, in particolare verificando se siano adempiute tutte le condizioni per l'importazione (p. es. la tracciabilità degli animali). L'USAV ha esortato gli importatori svizzeri a migliorare i propri controlli e gli importatori hanno già reagito informandolo che stanno intensificando i loro sforzi, per esempio rafforzando con importatori dell'UE il sistema di controllo certificato che prevedrà anche la videosorveglianza e controlli in loco non preannunciati nei Paesi esportatori.
I provvedimenti richiesti sono già all'esame dell'USAV. Un ulteriore incarico in tal senso non è quindi necessario.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.