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21.3428 · Postulato · 2021-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di avviare una campagna nazionale di vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV) interamente coperta dalla LAMal, vale a dire senza franchigia né aliquota percentuale.

La maggior parte delle malattie sessualmente trasmissibili in Svizzera è riconducibile all'HPV, che provoca verruche genitali, lesioni precancerose e casi di cancro del collo dell'utero, il secondo tipo di tumore più frequente nelle donne dopo quello mammario. La vaccinazione è il modo migliore per proteggersi. In Svizzera, senza vaccinazione, circa sei donne su 100 sviluppano lesioni precancerose e una su 100 si ammala di cancro del collo dell'utero a seguito di un'infezione da HPV.

Dal 2019 è disponibile in Svizzera il Gardasil 9, un vaccino che protegge contro dieci tipi di HPV e presenta un'efficacia elevata. Poiché è sicuro e ben tollerato, l'UFSP lo raccomanda alle ragazze di età compresa fra 11 e 26 anni, ma idealmente la sua somministrazione andrebbe prevista prima dei 15 anni. Nel 2015, la raccomandazione è stata estesa, unicamente a titolo complementare, anche ai ragazzi.

L'UFSP riferisce che nel periodo 2017-2019 il 59 per cento delle ragazze di 16 anni ha ricevuto due dosi del vaccino contro il 17 per cento dei ragazzi. Nel 2015, la copertura vaccinale contro l'HPV per le adolescenti di 16 anni oscillava tra il 27 e il 78 per cento a seconda del Cantone. Mentre i Cantoni della Svizzera francese raggiungono un tasso di vaccinazione femminile più elevato, un margine di miglioramento significativo per la vaccinazione dei maschi si registra su entrambe le sponde della Sarina.

Le campagne nazionali di vaccinazione hanno avuto successo altrove. In Australia, per esempio - dove la copertura vaccinale raggiunge l'80 per cento tra le ragazze e il 75 per cento tra i ragazzi di 15 anni - la circolazione virale e quindi qualsiasi rischio d'infezione e di sviluppare un cancro del collo dell'utero dovrebbero cessare, stando ai modelli epidemiologici. Nel novembre del 2020, l'OMS ha lanciato un appello agli Stati esortandoli ad adottare piani d'azione per debellare questo tipo di tumore entro il 2050 e raggiungere una copertura vaccinale del 90 per cento.

Nella sua risposta all'interpellanza 20.4499, il Consiglio federale ha dichiarato di voler raggiungere una copertura vaccinale dell'80 per cento tra le ragazze. Anche vaccinare i ragazzi dovrebbe contribuire indirettamente a ridurre i casi di cancro del collo dell'utero. Inoltre, la situazione è evoluta dai tempi dell'interpellanza 15.3162. Il doppio standard sostenuto dal Consiglio federale non è pertanto più accettabile. Dato che a beneficiare degli effetti della vaccinazione contro l'HPV sono sia le donne che gli uomini, è ora di smetterla di addossare tutto il peso di questo problema di salute sulle donne.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce l'importanza della vaccinazione contro l'HPV di ragazze, ragazzi, giovani donne e giovani uomini in Svizzera. Secondo il monitoraggio nazionale della copertura vaccinale, la vaccinazione, offerta gratuitamente dal 2007 nel quadro dei programmi cantonali alle persone fino ai 26 anni di età (esentata da franchigia e aliquota percentuale), ha permesso di raggiungere tra i sedicenni una copertura vaccinale di quasi il 60 per cento tra le ragazze e di quasi il 20 per cento tra i ragazzi, nonostante grandi differenze cantonali (17-74 %). Negli ultimi anni, questa percentuale non è più aumentata tra le ragazze. Per raggiungere un'immunità di gregge, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si è posto l'obiettivo di vaccinare completamente l'80 per cento delle ragazze.

Per raggiungere una copertura vaccinale più elevata sono necessarie ulteriori misure. Tuttavia, soprattutto a causa delle grandi differenze cantonali, una campagna vaccinale nazionale non sembra essere la scelta migliore. Per raggiungere il maggior effetto possibile, gli sforzi dovrebbero concentrarsi prima di tutto nelle regioni e nei Cantoni più popolosi a bassa copertura vaccinale.

In generale, le ragioni per le differenze cantonali delle coperture vaccinali sono già state esaminate: si tratta, da un lato, di fattori socioculturali e, dall'altro, di aspetti legati all'implementazione dei rispettivi programmi cantonali di vaccinazione. Pertanto, la sistematica messa a disposizione d'informazioni e l'offerta di vaccinazione nelle scuole contribuiscono in modo importante a raggiungere coperture vaccinali elevate.

Per conoscere meglio le ragioni della copertura vaccinale stagnante nel caso dell'HPV era stata programmata un'analisi della situazione, che tuttavia ha dovuto essere rinviata al 2022 a causa della pandemia. Nell'analisi dovranno essere esaminate in modo più preciso anche le possibili difficoltà d'attuazione dei programmi cantonali.

Nella sua risposta all'interpellanza Lohr 20.4499, il Consiglio federale rafforza il suo sostegno ai diversi sforzi tesi a migliorare la copertura vaccinale contro l'HPV, tra cui quello della cosiddetta "alleanza contro l'HPV" (HPV-Allianz), promossa e ampiamente sostenuta dal Forum svizzero dei consumatori (www.konsum.ch), che sensibilizza e continuerà a sensibilizzare sulla problematica attraverso varie misure.

Per questi motivi, il Consiglio federale non vede al momento la necessità di effettuare una campagna vaccinale nazionale contro l'HPV.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.