21.3487 · Mozione · 2021-05-04
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un disegno affinché in futuro non sia più versata alcuna prestazione AI ai cosiddetti "sans-papiers".
Begründung
Secondo stime attuali, in Svizzera vivono circa 100 000 "sans-papiers". Fintanto che sono tenute ad assicurarsi, queste persone hanno diritto alle prestazioni dell'AI nonostante soggiornino ed esercitino illegalmente un'attività lucrativa in Svizzera. Il catalogo delle prestazioni comprende un'ampia gamma di misure quali provvedimenti sanitari, provvedimenti professionali e mezzi ausiliari, nonché rendite e assegni per grandi invalidi. Questa situazione è sconcertante e va cambiata. I migranti illegali non sono altrimenti incentivati in alcun modo a cercare di ottenere un titolo di soggiorno. L'esercizio illegale di un'attività lucrativa in Svizzera diventa meno attrattivo se i "sans-papiers" sono esclusi dalle prestazioni AI e devono assumersi personalmente il rischio di un'incapacità totale o parziale al lavoro di lunga durata se non addirittura permanente. Il disegno deve mirare a indurre i "sans-papiers" a regolarizzare la loro situazione o a lasciare la Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha già analizzato approfonditamente la situazione dei sans-papiers in Svizzera nel rapporto del dicembre 2020 in adempimento del postulato CIP-N 18.3381 "Per un'ampia analisi della problematica dei sans papiers". Dal rapporto emerge che occorre mantenere l'obbligo di versare contributi alle assicurazioni sociali per tutte le persone residenti in Svizzera.
Vi è tuttavia un conflitto tra l'accesso alle assicurazioni sociali e la legislazione sugli stranieri: per principio l'assoggettamento alla maggior parte delle assicurazioni sociali, quali l'AVS, l'AI, l'AMal e l'AINF non dipende dallo statuto di soggiorno degli stranieri. L'aspetto determinante è invece il domicilio in Svizzera. D'altro canto, il soggiorno illegale degli stranieri è combattuto in particolare tramite le misure di controllo della legge federale contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41) e le disposizioni penali della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI; RS 142.20).
L'esclusione generalizzata dei sans-papiers dalle assicurazioni sociali violerebbe in primo luogo gli obblighi di diritto internazionale della Svizzera (segnatamente il Patto ONU I e la Convenzione sui diritti del fanciullo) e appare problematica anche nell'ottica della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In secondo luogo non rispetterebbe i principi stabiliti dall'articolo 112 capoverso 2 Cost. per l'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità, che garantiscono un'assicurazione obbligatoria per tutti. In terzo luogo sarebbe contraria all'attuale sistema delle assicurazioni sociali e renderebbe ancora più interessante per i datori di lavoro occupare sans papiers, dato che nel loro caso non dovrebbero pagare gli oneri sociali come per gli altri salariati. Infine, la soluzione proposta non contribuirebbe a ridurre l'immigrazione illegale.
Per quanto riguarda l'AI il diritto dei sans papiers alle prestazioni sussiste se sono adempiute le condizioni legali. Concretamente questo vuol dire che devono essere assoggettati all'assicurazione, il che è di regola il caso in virtù del loro domicilio, e devono versare contributi in qualità di lavoratori o persone senza attività lucrativa (nel secondo caso al più tardi a partire dal 1° gennaio seguente il compimento del 20° anno d'età).
Presumibilmente, nella pratica è piuttosto raro che i sans papiers ricorrano alle prestazioni dell'AI. Nella maggioranza dei casi è infatti probabile che queste persone non adempiano i propri obblighi contributivi, perché è difficile che prendano volontariamente contatto con i servizi ufficiali, perché non vengono annunciate alle casse di compensazione dai loro datori di lavoro o perché non si annunciano volontariamente, qualora non esercitino alcuna attività lucrativa.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.