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Misure contro l'immigrazione illegale (5/9). Inserire una riserva nel Patto dell'ONU relativo ai diritti economici, sociali e culturali!

21.3489 · Mozione · 2021-05-04

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di denunciare il Patto internazionale dell'ONU relativo ai diritti economici, sociali e culturali (RS 0.103.1), approvato dall'Assemblea federale il 13 dicembre 1991, e di firmarlo nuovamente in tempi brevi con la riserva che tutti i diritti sanciti nel Patto si applichino esclusivamente alle persone che soggiornano legalmente in Svizzera.

Begründung

Nelle risposte a numerosi interventi che chiedono di rendere meno attrattivo il soggiorno in Svizzera per le persone che arrivano illegalmente (i cosiddetti "sans papiers"), il Consiglio federale rimanda al Patto I dell'ONU.

L'UDC non intende in alcun modo limitare i diritti sanciti nel Patto per le persone che soggiornano legalmente nel nostro Paese. Al contrario, sosteniamo in pieno gli obiettivi di questa convenzione internazionale.

L'idea però non era quella di concedere gli stessi diritti delle persone presenti legalmente sul nostro territorio a coloro che invece vi si trovano illegalmente. Per questo motivo il Patto deve essere denunciato e firmato nuovamente inserendo un'apposita riserva.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Svizzera ha aderito al Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali il 18 giugno 1992.

Il Patto I non contiene alcuna clausola di ritiro né di denuncia. In assenza di tali clausole un trattato può essere oggetto di ritiro o di denuncia soltanto se è accertato che era nell'intenzione delle parti accettare tale possibilità o se il diritto alla denuncia o al ritiro può essere dedotto dalla natura del trattato (art. 56 par. 1 della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, CVDT), fattispecie che in questo caso non sussiste. Il Patto I non è denunciabile perché i diritti che tutela sono diritti fondamentali, perché codifica degli obblighi derivanti dallo Statuto delle Nazioni Unite e per via dell'importanza che la comunità internazionale attribuisce ai diritti umani (cfr. FF 1991 I 942).

Una riserva come quella proposta andrebbe contro l'obiettivo del Patto I, che all'articolo 2 capoverso 2 sottolinea l'importanza dei principi di uguaglianza e non discriminazione. Escludere da questi diritti una determinata categoria di persone violerebbe il Patto e sarebbe inoltre in contrasto con i principi di uguaglianza e dignità umana sanciti nella Costituzione federale svizzera.

In generale, la denuncia di un trattato seguita da una nuova adesione con una riserva che punta palesemente ad aggirare le norme del diritto internazionale in materia di riserve (art. 19 e 23 cpv. 2 CVDT) costituisce un abuso di diritto. Una riserva del genere non sarebbe quindi valida (cfr. parere del Consiglio federale relativo alla mozione 21.3397 del 13 marzo 2021 e al postulato Stöckli 13.4187 del 12 dicembre 2013).

Il Patto I è uno strumento fondamentale dell'ONU in materia di diritti umani. Anche se la Svizzera potesse ritirarsi, i diritti sanciti dal Patto sarebbero tutelati da altri strumenti legislativi ratificati dal nostro Paese.

L'adesione della Svizzera al Patto I è molto importante per la nostra politica estera: insieme al Patto II dell'ONU, infatti, è stato il primo strumento a livello internazionale nel campo dei diritti umani e rappresenta un elemento fondamentale per le relazioni diplomatiche tra Stati. Pertanto, la misura richiesta dalla mozione nuocerebbe gravemente alla credibilità politica e internazionale della Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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