21.3498 · Postulato · 2021-05-04
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare in un rapporto le misure che possono essere adottate a sostegno dello sviluppo economico della Svizzera e della sua competitività nello spazio europeo in assenza, per il momento, di un accordo quadro istituzionale con l'UE.
Begründung
Come Paese fortemente orientato all'esportazione, la Svizzera ha un interesse vitale a operare su mercati aperti e a mantenere buone relazioni con l'Unione europea. L'obiettivo iniziale dell'accordo quadro era quello di istituzionalizzare le "regole del gioco" per accedere a determinati mercati settoriali, assicurare relazioni stabili con l'UE e creare sicurezza giuridica per le aziende. Nell'attesa di un tale accordo quadro che sia in grado di raccogliere i consensi della maggioranza di cittadini, la Svizzera non può rimanere con le mani in mano. Il Consiglio federale è pertanto esortato a esplorare le possibilità d'intervento e a illustrare le misure che possano essere adottate per sostenere - se possibile autonomamente - lo sviluppo economico della Svizzera e la sua competitività nello spazio europeo, compresa la possibilità di un adeguamento unilaterale delle basi giuridiche.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche senza accordo istituzionale, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e l'UE rimangono in vigore. Secondo il Consiglio federale è nell'interesse sia della Svizzera sia dell'UE portare avanti l'ormai collaudata cooperazione bilaterale. In adempimento dei postulati 13.3151 Aeschi Thomas, 14.4080 Gruppo dei verdi e 17.4147 Naef, il Consiglio federale sta elaborando un rapporto relativo alle relazioni con l'UE. Oltre a valutare queste relazioni, il documento presenterà diverse misure per consolidare l'accesso al mercato comunitario e garantire una buona cooperazione con l'UE.
Su incarico del Consiglio federale, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), insieme al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e in collaborazione con i dipartimenti interessati, riferirà al Consiglio federale entro la fine di novembre 2021 sulle possibilità di ridurre autonomamente le differenze normative. La Svizzera è fondamentalmente interessata a dotarsi di regole che siano equivalenti a quelle dei suoi principali partner commerciali, benché senza l'approvazione dell'UE l'armonizzazione unilaterale non dia automaticamente accesso al mercato comunitario. In molti settori il nostro Paese ha dunque uniformato le sue norme con quelle dell'UE già prima di concludere gli accordi bilaterali e anche in settori che ne rimangono esclusi. Il Consiglio federale intende proseguire su questa strada laddove è nell'interesse diretto o indiretto della Svizzera, evitando il più possibile di avere normative diverse.
Il Consiglio federale è consapevole che il mancato raggiungimento dell'accordo istituzionale ha conseguenze anche negative.
Per attenuarle, ha preparato e in certi casi già attuato diverse misure, ad esempio per tutelare l'infrastruttura borsistica svizzera o per garantire la sicurezza di approvvigionamento e la sorveglianza del mercato dei dispositivi medici.
Determinato a promuovere una politica di crescita a lungo termine e favorevole alla libera concorrenza, il Consiglio federale si impegna a creare condizioni quadro ottimali per la nostra economia. A questo proposito ha tra l'altro lanciato il 18 giugno 2021 una strategia di transizione per la politica economica al fine di accompagnare la prevista ripresa economica durante l'allentamento delle restrizioni dovute al coronavirus. In questo quadro e nel contesto dei lavori dell'OCSE e del G20 sull'imposizione globale delle imprese, il Governo presenterà entro la fine dell'anno un'agenda di riforme intese a rafforzare ulteriormente la piazza economica elvetica.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.