21.3510 · Interpellanza · 2021-05-04
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Le misure di igiene volte a contenere la pandemia di COVID-19 devono vertere anche sull'igiene dell'aria. A breve termine, una buona qualità dell'aria permetterebbe a molte persone di ritornare al proprio posto di lavoro. Inoltre, a medio e lungo termine contribuirebbe a ridurre le assenze dovute a malattia sul posto di lavoro, per esempio in occasione delle ondate d'influenza, proteggendo così le persone e l'economia e abbassando i costi della salute - a vantaggio non da ultimo delle casse dello Stato. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Per molto tempo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e il Consiglio federale non si sono preoccupati di misurare la CO2 all'interno degli edifici. In Svizzera, le polveri fini si misurano in ogni angolo, i garage e le gallerie sono dotati di rilevatori di azoto e in estate l'allarme ozono e la concentrazione di pollini sono quotidianamente all'ordine del giorno dei bollettini meteorologici. All'aria ambiente non è finora stata dedicata la medesima attenzione, sebbene nel nostro Paese siano disponibili da tempo fornitori di rilevatori a infrarossi non dispersivi di qualità elevata, che effettuano misurazioni continue e segnalano un eventuale superamento dei valori limite. Il Consiglio federale ritiene che il potenziale delle misurazioni della qualità dell'aria sia finora stato sufficientemente riconosciuto e sfruttato?
2. La task force COVID-19 ha scoperto soltanto di recente l'importanza delle misurazioni della qualità dell'aria mediante rilevatori, e scrive che i rilevatori di CO2 rappresentano uno strumento aggiuntivo semplice, conveniente e finora troppo poco utilizzato per ridurre la trasmissione del SARS-CoV-2. Altri Stati, dall'Australia agli Stati Uniti passando per il Giappone, effettuano da tempo simili misurazioni. L'UFSP ha mancato un'occasione per agire precocemente in relazione alle misurazioni della qualità dell'aria, sebbene in Svizzera siano disponibili soluzioni tecnologiche di punta a livello internazionale?
3. Un ricorso generalizzato a rilevatori intelligenti per la misurazione dell'aria non soltanto contribuirebbe a sensibilizzare la popolazione sugli aerosol e sui rischi di trasmissione, ma permetterebbe anche un ritorno più rapido alla normalità in molte imprese, nel settore della gastronomia, negli spazi pubblici interni, nelle scuole, nei trasporti pubblici ecc. Che cosa prevede il Consiglio federale a questo proposito? Formulare raccomandazioni per i Cantoni? Fissare valori limite per la CO2 negli spazi interni? Se sì, su quali basi?
4. Con quale tempistica e in che misura il Consiglio federale prevede di allentare l'obbligo del telelavoro e di consentire nuovamente l'accesso agli spazi interni dei ristoranti e ai concerti garantendo una buona qualità dell'aria nell'ambito dei piani di protezione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di una buona qualità dell'aria ambiente per la salute pubblica. In virtù dell'articolo 29 della legge sui prodotti chimici (LPChim; RS 813.1), l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) informa in merito ai pericoli connessi con la presenza di sostanze nocive nell'aria all'interno dei locali e può formulare raccomandazioni in tal senso. Tuttavia non è possibile derivarne un mandato di sorveglianza dell'aria ambiente, come è ad esempio il caso per la qualità dell'aria esterna basata sulla legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) e l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1).
L'aria all'interno dei locali può essere contaminata da diverse fonti; di conseguenza anche le sostanze nocive possono essere molteplici. Pertanto, le misurazioni sono effettuate per analizzare aspetti specifici. La risposta alla domanda su quanto debba essere arieggiato un locale in presenza di persone è fornita dalla misurazione della concentrazione di CO2 nell'aria ambiente. Simili misurazioni sono semplici ed economiche. I rilevatori sono utilizzati da molto tempo per la regolazione adeguata al fabbisogno di impianti di ventilazione. L'UFSP ha impiegato le misurazioni di CO2 nelle aule scolastiche per valutare la situazione della loro ventilazione. Sulla base di queste analisi, nel marzo del 2019 sono state pubblicate raccomandazioni sull'arieggiamento di aule scolastiche mediante apertura delle finestre, nonché raccomandazioni sulla pianificazione della ventilazione di nuovi edifici scolastici e nell'ambito del risanamento di quelli esistenti.
L'UFSP ritiene che semplici misurazioni della qualità dell'aria, soprattutto per quanto riguarda la qualità dell'aria ambiente e la ventilazione, possano costituire uno strumento d'aiuto idoneo. Possono contribuire a sensibilizzare sul tema della ventilazione e incoraggiare gli utenti ad aprire le finestre per arieggiare.
2./3. Dal settembre del 2020, l'UFSP promuove l'arieggiamento regolare quale misura di protezione supplementare contro i rischi di trasmissione del coronavirus (www.ufsp.admin.ch > Malattie > Malattie infettive: insorgenze, epidemie, pandemie > Insorgenze e epidemie attuali > Coronavirus > Così ci proteggiamo). L'arieggiamento regolare è prescritto dall'UFSP per i piani di protezione, per esempio nelle scuole.
Un buon arieggiamento è una misura importante per ridurre il rischio di trasmissione a distanze più grandi. Tuttavia non è sufficiente per impedire i contagi attraverso goccioline e aerosol nei luoghi chiusi. Anche altri fattori, come le attività che portano a un elevato rilascio del virus, come parlare ad alta voce, cantare, sforzi fisici e la distanza tra le persone rivestono un ruolo importante. Una buona ventilazione non può pertanto sostituire le misure di igiene e di distanziamento sociale.
I valori di CO2 sono un indicatore buono e semplice per l'arieggiamento di locali con persone, ma non possono essere ritenuti un indicatore generale per il rischio di trasmissione. Pertanto non è possibile fissare valori di riferimento di CO2 che illustrino in modo confacente il rischio di infezione all'interno dei locali.
4. Dal 31 maggio 2021, anche i locali chiusi delle strutture della ristorazione possono riaprire. Allo stesso modo sono state allentate le limitazioni per le manifestazioni relativamente al numero di partecipanti e alla capienza. Dal 26 giugno 2021, il numero di spettatori ammessi per concerti nei luoghi chiusi è limitato a 1000 persone con l'obbligo di stare seduti o a 250 se sono messi a disposizione posti in piedi o se le persone possono muoversi liberamente. Se l'accesso a una manifestazione è limitato alle persone in possesso di un certificato COVID, anche per i locali chiusi non vigono più le limitazioni relative al numero di visitatori. Inoltre, dal 26 giugno 2021 vige per le aziende la raccomandazione, invece che l'obbligo, del telelavoro e la presenza dei lavoratori nell'azienda non richiede più l'esecuzione di test regolari.
Per le attività nei luoghi chiusi, nell'ambito dei piani di protezione si attribuisce grande importanza all'osservanza della qualità dell'aria e a un buon arieggiamento, soprattutto per le attività che non permettono d'indossare una mascherina facciale.
Risposta del Consiglio federale.