21.3516 · Interpellanza · 2021-05-04
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
I negoziati sull'Accordo istituzionale sono in una fase delicata. Le divergenze tra l'UE e la Svizzera sulle questioni in sospeso rimangono importanti. Nel caso di un'eventuale interruzione dei negoziati vi è il rischio di conseguenze negative, che riguarderebbero tutti i dipartimenti. Di conseguenza, ogni dipartimento ha un grande interesse a garantire il mantenimento della via bilaterale. Chiediamo al Consiglio federale di spiegare come si dovrà procedere nel caso di fallimento dell'Accordo istituzionale e, in particolare, di rispondere alle seguenti domande:
1. DFAE: come pensa il Consiglio federale di sviluppare le relazioni bilaterali con l'UE se l'Accordo istituzionale dovesse fallire?
2. DEFR: come intende il Consiglio federale fare in modo che la Svizzera possa partecipare a Orizzonte Europa e a Erasmus plus? E come vuole attutire gli svantaggi di una mancata associazione per il polo di ricerca e formazione svizzero? Come intende l'Esecutivo portare avanti l'aggiornamento dell'MRA per i settori interessati (tecnologia medico-sanitaria, farmaceutica, ingegneria meccanica ecc.)?
3. DFI: quali sarebbero le conseguenze per l'accordo sulla salute già negoziato? Vi è il rischio di un'esclusione costante dal sistema di allarme rapido e di reazione dell'UE (SARR)? Quali sono le conseguenze del mancato aggiornamento dell'MRA per l'industria farmaceutica?
4. DFF: quali sarebbero le ripercussioni a lungo termine sul settore dei servizi finanziari? Quali opportunità alternative di cooperazione con l'UE sono concepibili? Quali sono le possibilità di riottenere l'equivalenza borsistica? Oltre alla contromisura esistente, sono previste altre misure?
5. DATEC: la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico e la stabilità della rete elettrica non possono essere garantite da un solo Paese visto che il mercato europeo dell'elettricità è fortemente interconnesso. Come possono essere assicurate in Svizzera senza un accordo sull'energia elettrica? Una stretta cooperazione è fondamentale anche nel settore dei trasporti. Quali sono le possibili conseguenze riguardo alla prevista adesione all'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA)?
6. DFGP: il Consiglio federale teme un rifiuto dell'equivalenza della protezione dei dati da parte dell'UE e come reagirebbe al riguardo? Quali piani ha per compensare gli oneri amministrativi supplementari e il maggior rischio di sanzioni? In che misura l'accordo aggiuntivo nel campo della gestione delle frontiere e dei visti (BMVI) è a rischio?
7. DDPS: quali sarebbero le conseguenze nella garanzia della cybersicurezza?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Contemporaneamente alla decisione di porre fine ai negoziati sull'accordo istituzionale, il Consiglio federale ha ribadito il suo interesse a portare avanti, nei rapporti con l'UE, la collaudata via bilaterale. Anche senza accordo istituzionale, la Svizzera rimane un partner affidabile e impegnato dell'UE e dei suoi Stati membri. Per stabilizzare la cooperazione bilaterale, il 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha adottato una serie di misure. Innanzitutto si adopererà affinché il Parlamento sblocchi rapidamente il secondo contributo svizzero ad alcuni Paesi membri dell'Unione e si giunga in tempi brevi a una finalizzazione del memorandum d'intesa (MoU) con l'UE. L'Esecutivo propone inoltre all'UE di avviare un dialogo politico strutturato, per esempio a livello ministeriale, allo scopo di sviluppare e attuare un'agenda condivisa sulla futura collaborazione, nell'interesse di entrambe le parti. Infine, il Consiglio federale sta esaminando la possibilità di ridurre autonomamente le differenze tra il diritto svizzero e quello dell'UE, sempre che ciò risponda agli interessi della Svizzera.
2. Il Consiglio federale si impegna per una continuazione della partecipazione della Svizzera al pacchetto Orizzonte 2021-2027 e per un'associazione del nostro Paese a Erasmus plus. Se ciò non sarà possibile, il messaggio di finanziamento del pacchetto Orizzonte permetterà il finanziamento diretto dei ricercatori svizzeri che collaborano a progetti UE aperti a Paesi terzi. Nel caso di Erasmus plus potrà essere portata avanti la soluzione svizzera esistente volta a promuovere gli scambi e la mobilità nel campo della formazione. L'aggiornamento regolare dell'MRA resta una priorità per il Consiglio federale. Benché l'accordo non contenga alcun obbligo legale che garantisca un aggiornamento tempestivo, il suo buon funzionamento è in linea di principio nell'interesse di entrambe le parti. Nel settore dei dispositivi medici la Svizzera cercherà di concordare a breve termine con l'UE disposizioni transitorie equilibrate per i prodotti conformi al diritto previgente. L'ordinanza relativa ai dispositivi medici è stata rivista il 19 maggio 2021 (RU 2021 281) per garantire la disponibilità in Svizzera di dispositivi sicuri e la sorveglianza del mercato anche senza aggiornare l'MRA. Sono state prese in considerazione le preoccupazioni del settore interessato.
3. L'UE fa dipendere la conclusione dell'accordo nel campo della sanità pubblica dall'accordo istituzionale. Data l'attuale situazione pandemica, la Commissione europea ha accordato alla Svizzera un accesso temporaneo e limitato al meccanismo di gestione delle crisi dell'UE su una base ad hoc. Senza un accordo, la Svizzera può essere esclusa in qualsiasi momento dalla partecipazione a questo meccanismo. Nel settore farmaceutico l'abolizione dell'MRA avrebbe un impatto negativo sulle attività di ispezione (p. es. potrebbe portare a un aumento massiccio delle ispezioni UE in Svizzera) oltre che sui vaccini e gli emoderivati. Nel caso dei dispositivi medici, verrebbe a cadere l'agevolazione reciproca degli scambi commerciali, la cooperazione a livello di sorveglianza del mercato risulterebbe limitata e la sicurezza dei pazienti non sarebbe più altrettanto garantita.
4. Nel campo dei servizi finanziari ci sono già segni di un graduale spostamento delle attività verso l'area UE. Nelle sue relazioni con l'UE e i Paesi limitrofi, il Consiglio federale sostiene la ricerca di soluzioni praticabili per l'accesso al mercato, compreso il riconoscimento dell'equivalenza della regolamentazione e della vigilanza svizzere. Inoltre, l'Esecutivo continua ad adoperarsi per un riconoscimento illimitato dell'equivalenza borsistica (cfr. risposta all'interrogazione Nussbaumer 20.1073).
5. Un accordo sull'energia elettrica per il momento non sembra realistico. La mancanza di un accordo in questo ambito potrebbe portare a un aumento dei flussi di elettricità non pianificati attraverso la Svizzera, con conseguenti rischi per la stabilità della rete. Al fine di garantire la sicurezza della rete svizzera, Swissgrid ha avviato trattative con 14 operatori di rete europei. L'esito di questi negoziati per il momento è incerto. Il DATEC sta anche esaminando, insieme a Swissgrid ed ElCom, altre soluzioni tecniche miranti ad assicurare l'approvvigionamento e la stabilità della rete svizzera. I colloqui sull'adesione all'Agenzia dell'Unione europea per le ferrovie (ERA) sono attualmente sospesi perché connessi alla revisione dell'Accordo sui trasporti terrestri, necessaria per l'attuazione del pilastro tecnico del quarto pacchetto ferroviario UE (4RP TP). La Commissione europea, tuttavia, non dispone ancora di un mandato di negoziazione e dall'inizio del 2020 lo ha subordinato a progressi sull'accordo istituzionale. Una soluzione transitoria per il 4 RP TP ha potuto essere prorogata fino alla fine del 2021, riducendo l'onere amministrativo per i richiedenti (imprese ferroviarie e industria del materiale rotabile). Il DATEC punta ad attuare in modo indipendente il 4 RP TP; un'adesione separata all'ERA è ancora in fase di analisi.
6. La decisione dell'UE del 25 agosto 2000, che conferma l'equivalenza della protezione dei dati svizzera, rimarrà in vigore finché non sarà revocata, modificata o sospesa dalla Commissione europea. Nel quadro della valutazione delle vigenti decisioni della Commissione europea, il Consiglio federale non ha individuato alcun elemento che dimostri che, con la nuova legge sulla protezione dei dati adottata il 25 settembre 2020 (FF 2020 6695), il diritto svizzero non soddisfi i requisiti richiesti. Se la Commissione dovesse mettere in discussione l'equivalenza della protezione dei dati svizzera, dovrebbe avviare consultazioni con la Svizzera per correggere la situazione. Il regolamento UE su cui si basa lo strumento di sostegno per la gestione delle frontiere e i visti (Border Management and Visa Instrument, BMVl) è uno sviluppo di Schengen. L'associazione della Svizzera a Schengen e Dublino non è stata finora toccata dalle questioni istituzionali. Anche nelle discussioni preliminari informali con la Commissione europea su un accordo supplementare, necessario per la partecipazione della Svizzera al BMVI, non è stata stabilita una tale connessione.
7. Nel settore della difesa informatica il Consiglio federale non prevede conseguenze immediate. La Svizzera può partecipare ai lavori della NATO sulla difesa informatica nel quadro del programma "Partnership for Peace". Conduce inoltre un dialogo bilaterale con importanti Stati partner. Anche la lotta contro la cibercriminalità potrà essere portata avanti nell'ambito della cooperazione internazionale ed europea di polizia che si svolge sul piano bilaterale e nel contesto degli accordi Europol e di associazione Schengen. Nel caso della cibersicurezza civile non è ancora possibile valutare pienamente quali saranno le ripercussioni sulla cooperazione con l'UE e in particolare con l'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA).
Si allega una tabella riassuntiva degli effetti della mancata conclusione di un accordo istituzionale. Per quanto riguarda le conseguenze e le misure di attenuazione, questa tabella è la versione più aggiornata della panoramica utilizzata dal Consiglio federale il 26 maggio 2021 come base decisionale.
Tabelle
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Risposta del Consiglio federale.