21.3535 · Interpellanza · 2021-05-05
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Finora gli effetti misurabili e tangibili della crisi economica legata al coronavirus non sono molti. Tuttavia, ci lasciamo cullare da un falso senso di sicurezza: la crisi economica è stata infatti praticamente congelata grazie a provvedimenti statali, crediti, indennità per lavoro ridotto e altri aiuti. Vi è il timore giustificato che la crisi ci colpirà duramente in un secondo tempo. Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Ci sono segnali che, a causa delle massicce misure di sostegno statali, anche in Svizzera vi sia un aumento del numero delle cosiddette "aziende zombie" tenute in vita in modo artificiale?
2. Come si prepara il Consiglio federale ad affrontare le instabilità finanziarie e dell'economia reale in caso di aumento del numero di queste aziende in Svizzera, ma soprattutto all'estero?
3. Come si spiega il fatto che, contrariamente alle aspettative, nel 2020 ci sono stati addirittura meno fallimenti rispetto al 2019? Qual è la probabilità che le misure di sostegno statali abbiano semplicemente ritardato i fallimenti e che già quest'anno o nei prossimi anni si registri un numero di fallimenti superiore alla media?
4. Come ha influito, e influirà nel prossimo futuro, la crisi del coronavirus sulla quota d'incidenza della spesa pubblica?
5. Come giudica il Consiglio federale i timori che la crisi economica legata al coronavirus si percepirà davvero solo quando emergeranno effetti di secondo impatto sui salari, sull'assegnazione di mandati esterni, sul comportamento dei consumatori, ecc.? Probabilmente dopo una prima fase di sovracompensazione euforica si sentiranno i postumi della sbornia.
6. Questo effetto a scoppio ritardato potrebbe verificarsi anche nel caso delle assicurazioni sociali. Finora le cifre relative alla disoccupazione e all'assistenza sociale non sono preoccupanti. Quante sono tuttavia le probabilità che l'attuale crisi economica produrrà effetti estremamente negativi già a medio termine - ma soprattutto a lungo termine - sull'assistenza sociale, sull'assicurazione contro la disoccupazione e sull'assicurazione per l'invalidità? Ci sono scenari e possibili soluzioni per far fronte in futuro a questi enormi costi aggiuntivi e ai profondi cambiamenti socio-politici?
Stellungnahme des Bundesrates
Domande 1, 2 e 3: le misure sono intese a sostenere in maniera il più possibile mirata i dipendenti e le imprese che sono stati e sono tuttora maggiormente colpiti. Dai dati a disposizione relativi ai casi di rigore e alle indennità per lavoro ridotto emerge che la maggior parte degli aiuti è stata versata in quei settori che sono stati gravemente colpiti dalle restrizioni legate alla pandemia. Questo fatto è stato confermato anche per quanto riguarda i crediti transitori COVID-19 da una valutazione della Banca Nazionale Svizzera (Fuhrer L., Ramelet M. e Tenhofen J. [2020] "Firms' participation in the COVID-19 loan programme"), da cui risulta che hanno beneficiato dei crediti soprattutto le imprese fortemente colpite dalla crisi e con problemi di finanziamento. Non vi sono invece indizi che siano aumentati i casi di aziende con bassa redditività e alto indebitamento che vi hanno fatto ricorso. Il fatto che il numero di fallimenti nel 2020 sia stato di circa il 10 per cento inferiore al livello dell'anno precedente potrebbe comunque lasciar supporre che le misure straordinarie di sostegno abbiano preservato strutture che a lungo termine non sarebbero sopravvissute. Tuttavia, dall'inizio del 2021 il numero di fallimenti è tornato al livello del 2019. Per evitare di favorire il mantenimento di strutture che a lungo termine non potrebbero sopravvivere, durante la fase di ripresa è importante che queste misure non siano solo mirate, ma anche limitate nel tempo, come peraltro previsto nella legge COVID-19.
Domande 2, 3 e 5: dopo il calo del 2,6 per cento del PIL nel 2020, da marzo 2021 l'economia ha ripreso slancio, in parallelo con gli allentamenti decisi dal Consiglio federale. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, nel 2021 (+3,6 %) e nel 2022 (+3,3 %) il tasso di crescita dell'economia sarà fortemente superiore alla media. Non ci sono attualmente segnali di una flessione della domanda come effetto di secondo impatto. Non c'è quindi da aspettarsi un forte aumento del numero di fallimenti. Nonostante lo sviluppo attualmente molto positivo, ci sono ancora notevoli rischi per quanto riguarda l'evoluzione congiunturale. Il 15 giugno, insieme alla previsione congiunturale, sono stati pubblicati anche scenari complementari aggiornati. Nello scenario degli "effetti di secondo impatto" vengono illustrate possibili conseguenze di effetti economici di questo genere risultanti dalla crisi e si delinea una ripresa economica molto meno marcata, che si traduce anche in un tasso di disoccupazione leggermente più alto nel 2022 (3,4 %). Tuttavia, secondo i dati congiunturali attuali questo scenario è improbabile.
Domanda 4: dal momento che nel 2020 le misure di sostegno hanno comportato un aumento dei consumi dello Stato e allo stesso tempo il valore aggiunto nell'economia è sceso a causa della crisi, è probabile che la quota d'incidenza della spesa pubblica sia temporaneamente aumentata. Tuttavia, nella strategia di transizione per la politica economica stabilita il 18 giugno 2021 (cfr. https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-84032.html) il Consiglio federale intende portare avanti una normalizzazione della politica economica e una graduale eliminazione delle misure straordinarie di sostegno di pari passo con gli ulteriori allentamenti. Ci si aspetta dunque che la quota d'incidenza della spesa pubblica calerà di nuovo.
Domanda 6: in vista della ripresa prospettata, il Consiglio federale si aspetta anche ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è già sceso dal picco di gennaio 2021 (3,7 %) al 2,8 per cento di giugno, con una contemporanea diminuzione del lavoro ridotto.
Il numero di beneficiari dell'assistenza sociale è rimasto finora molto stabile, anche grazie alle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione nell'ambito del lavoro ridotto e all'estensione del diritto all'indennità giornaliera.
Per accompagnare la ripresa anche in futuro, nella strategia di transizione il Consiglio federale intende rafforzare gli strumenti già sperimentati. Entro la fine dell'estate porrà quindi i primi capisaldi di un programma di ripresa per il turismo. Inoltre, fino alla fine del 2022 sarà in corso il programma d'impulso "Capacità d'innovazione Svizzera" di Innosuisse. Infine, l'assicurazione contro la disoccupazione fornisce una copertura in caso di perdita del lavoro e sostiene la reintegrazione nel mercato del lavoro.
Risposta del Consiglio federale.