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21.3624 · Interpellanza urgente · 2021-06-02

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Come intende mantenere o sviluppare la via bilaterale senza chiarire le questioni istituzionali?

2. Perché ha interrotto i negoziati senza avere un piano B?

3. Rispetto all'Accordo istituzionale, le opzioni attualmente in discussione (SEE, adesione all'UE) garantiscono alla Svizzera più o meno autonomia nei tre ambiti controversi: misure di accompagnamento, direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE e aiuti di Stato?

4. Quando pensa di sbloccare il miliardo di coesione?

5. Intende porre fine alle disparità di trattamento dei cittadini e delle cittadine provenienti da diversi Stati membri dell'UE in materia di permessi di soggiorno?

6. Nelle sue decisioni non si sente obbligato a tenere conto dei risultati delle consultazioni delle Commissioni della politica estera e dei Cantoni?

7. Nella sua attuale composizione e con l'attuale distribuzione dei dipartimenti, il Consiglio federale ha la volontà e la capacità di ampliare e sviluppare le relazioni con l'UE?

8. Perché anche dopo la rottura dei negoziati si rifiuta di rendere pubblicamente note le conseguenze negative che si aspetta nei vari ambiti politici a seguito dell'interruzione dei negoziati?

9. In quali ambiti politici si aspetta che il fallimento dei negoziati abbia conseguenze di media entità e in quali conseguenze gravi?

10. Come intende garantire la compatibilità tra i certificati COVID svizzeri e UE?

11. Come garantirà anche in futuro la sorveglianza del mercato per i dispositivi medici e con essa la sicurezza dei pazienti e delle pazienti?

12. Come procederà con l'accordo sanitario?

13. Come pensa di compensare gli svantaggi per il polo di ricerca svizzero qualora non sia possibile un'associazione (a pieno titolo) a Orizzonte Europa?

14. Come intende procedere con l'accordo sull'energia elettrica?

15. Quali implicazioni avrà l'interruzione dei negoziati per il frontalierato e le regioni di frontiera?

16. Come pensa di ottenere risultati rapidi con l'UE in materia di protezione climatica?

17. Quali conseguenze ha il fallimento dei negoziati per le PMI e l'economia? Quali misure sono destinate a compensare gli svantaggi?

18. Come intende evitare che le aziende delocalizzino la loro produzione nell'UE per avere un accesso più facile al mercato comune? E come pensa di risolvere i problemi dell'economia di esportazione?

19. Alla luce del raffreddamento delle relazioni con l'UE a seguito della rottura dei negoziati, intende rafforzare le relazioni con i Paesi esterni all'UE? Con quali Paesi? E con quali modalità?

Stellungnahme des Bundesrates

1 e 2. Nella sua seduta del 26 maggio 2021 il Consiglio federale ha disposto vari provvedimenti volti a stabilizzare la cooperazione bilaterale senza Accordo istituzionale, assicurando di adoperarsi affinché il Parlamento sblocchi al più presto il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell'UE e si giunga in tempi brevi a una finalizzazione del memorandum d'intesa (MoU) con l'UE. L'Esecutivo propone inoltre all'UE di avviare un dialogo politico strutturato, per esempio a livello ministeriale, allo scopo di definire e attuare un'agenda condivisa sulla futura collaborazione, nell'interesse di entrambe le parti. Sta infine vagliando la possibilità di ridurre autonomamente le discrepanze tra la legislazione svizzera e il diritto dell'UE, in particolare nei settori dell'accesso settoriale al mercato, sempre che ciò sia anche nell'interesse del nostro Paese. Per mitigare le conseguenze negative di una mancata conclusione dell'Accordo istituzionale, il Consiglio federale ha da tempo cominciato a pianificare e attuare misure di attenuazione, che però possono compensare soltanto parzialmente la mancanza di uno sviluppo degli accordi bilaterali.

3. Le alternative menzionate imporrebbero alla Svizzera obblighi nei settori delle misure di accompagnamento, della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE e degli aiuti di Stato che vanno ben oltre quanto era previsto nell'Accordo istituzionale.

4. Lo sblocco del contributo svizzero richiede una decisione del Parlamento. Il 4 giugno 2021 il Consiglio federale ha deciso di elaborare un apposito messaggio, che dovrebbe essere trattato nella sessione autunnale 2021.

5. Le disparità dipendono dalle diverse basi legali. I cittadini e le cittadine provenienti da 17 Stati dell'UE e dell'AELS con i quali sono state concluse convenzioni bilaterali supplementari o si è consolidata una prassi pluriennale ricevono dopo cinque anni un permesso di domicilio, se soddisfano le condizioni necessarie. Per i cittadini e le cittadine degli altri Stati membri dell'UE vigono le disposizioni della legge sugli stranieri e la loro integrazione (RS 142.20) che prevedono il rilascio di un permesso di domicilio in linea di massima soltanto dopo dieci anni di soggiorno in Svizzera.

6 e 7. La decisione di porre termine ai negoziati sull'Accordo istituzionale e parallelamente ribadire l'intenzione di proseguire la collaborazione bilaterale con l'UE è stata presa dal Consiglio federale in corpore sulla base della consultazione con le Commissioni della politica estera e dei Cantoni.

8 e 9. Nel rapporto del 26 maggio 2021 riguardante i negoziati per un accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l'UE, il Consiglio federale ha presentato in dettaglio la sua valutazione globale dei risultati dei negoziati e le sue basi decisionali. La decisione di non concludere l'Accordo istituzionale è il risultato di una valutazione degli interessi ad ampio respiro che tiene conto anche degli svantaggi di una mancata conclusione dell'Accordo, presentati al numero 3.5 "Conseguenze di una mancata conclusione". Si allega una tabella riassuntiva degli effetti della mancata conclusione di un accordo istituzionale. Per quanto riguarda le conseguenze e le misure di attenuazione, questa tabella è la versione più aggiornata della panoramica utilizzata dal Consiglio federale il 26 maggio 2021 come base decisionale.

10. La Svizzera mantiene stretti contatti con la Commissione europea per garantire il reciproco riconoscimento dei rispettivi certificati COVID, per quanto possibile, dal momento dell'introduzione del certificato europeo.

11. Il 19 maggio 2021 è stata rivista l'ordinanza relativa ai dispositivi medici (RU 2021 281) per garantire anche in futuro la disponibilità in Svizzera di dispositivi sicuri e la sorveglianza del mercato anche senza un aggiornamento dell'MRA.

12. Il Consiglio federale ritiene che la conclusione dell'accordo sanitario sia nell'interesse tanto della Svizzera quanto dell'UE. Tuttavia non si sa con certezza se in assenza di accordo istituzionale l'UE tenderà una mano alla Svizzera.

13. Per quanto riguarda Orizzonte Europa, il messaggio sul finanziamento già approvato consente di utilizzare in modo flessibile i fondi per un'associazione piena o parziale oppure anche per uno status di Paese terzo con possibilità di finanziamento diretto della Confederazione nei progetti di ricercatori svizzeri accessibili a Stati terzi. I relativi lavori preliminari sono in corso.

14. Non è più possibile prevedere quando sarà stipulato un accordo sull'energia elettrica (nel senso di un accordo di accesso al mercato). L'UE ritiene che singoli aspetti, come per esempio la sicurezza della rete, non possano essere negoziati indipendentemente dall'acquis comunitario nel settore elettrico. Swissgrid continuerà a prendere le misure necessarie per continuare a garantire la stabilità della rete, per esempio mediante accordi tecnici (di diritto privato) con i gestori europei. Tuttavia questi accordi non possono sostituire un accordo sull'energia elettrica.

15. La mancata conclusione dell'Accordo istituzionale non ha alcuna ripercussione sull'attività lucrativa e sui diritti dei frontalieri e delle frontaliere. Gli attuali accordi bilaterali, in particolare la direttiva sulla libera circolazione delle persone, continuano ad applicarsi invariati.

16. La Svizzera persegue una propria politica ambientale, energetica e climatica, il cui livello di ambizione è equivalente a quello dell'UE. Gli obiettivi comuni della Svizzera e dell'UE comprendono gli obiettivi di riduzione del CO2 entro il 2030 e il 2050, l'introduzione di una tassa sul CO2 e il collegamento dei sistemi di scambio di quote di emissioni di gas a effetto serra. A livello nazionale la revisione della legge sul CO2 serve lo scopo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e rafforzare la protezione del clima.

17. Gli accordi bilaterali continuano ad applicarsi. Le conseguenze della decisione di non firmare l'Accordo quadro istituzionale dipendono in larga misura dalla reazione dell'UE e dai futuri sviluppi del mercato interno dell'Unione e non sono quantificabili in maniera attendibile. Per mitigare le conseguenze negative, il Consiglio federale ha da tempo cominciato, ove possibile, a pianificare e in parte anche ad attuare misure di attenuazione.

18. Il Consiglio federale si adopererà anche in futuro per garantire condizioni quadro attrattive della piazza economica svizzera. Alla luce del comprovato interesse di ambedue le parti, si dovrebbe continuare ad applicare pienamente gli accordi bilaterali esistenti con l'UE e aggiornarli laddove si registrino sviluppi rilevanti del diritto comunitario, al fine di mantenere il reciproco accesso al mercato.

19. Gli obiettivi di politica estera del Consiglio federale sono presentati nella Strategia di politica estera 2020-2023 (https://www.eda.admin.ch/dam/eda/it/documents/publications/SchweizerischeAussenpolitik/Aussenpolitische-Strategie-2020-23_IT.pdf). Tra questi obiettivi figurano il mantenimento di buone relazioni con tutti gli Stati (principio dell'universalità) e la collaborazione intensa con organizzazioni regionali e multilaterali nonché con partner globali e Paesi prioritari.

Tabelle

Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.

Risposta del Consiglio federale.