21.3654 · Postulato · 2021-06-08
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. A seguito della sua decisione del 26 maggio di non finalizzare il negoziato di un accordo istituzionale con l'UE, il Consiglio federale è incaricato di rivalutare al più presto i vantaggi e gli svantaggi delle diverse opzioni e dei vari strumenti di politica europea, tenendo conto dei cambiamenti avvenuti dalla pubblicazione del suo rapporto del 17 settembre 2010 in risposta al postulato Markwalder 09.3560 "Politica europea: valutazione, priorità, provvedimenti urgenti e passi futuri verso l'integrazione". A tal fine si fonderà sui criteri presentati nel rapporto Europa del 2006 riguardante il proseguimento della via bilaterale.
2. È inoltre incaricato di presentare un catalogo di priorità comprendente misure concrete per la futura politica europea, il quale dovrà conformarsi agli obiettivi fissati dal Parlamento nel programma di legislatura 2019-2023, in particolare agli obiettivi 4, 5 (n. 25-28), 7 (n. 40), 12, 13 (n. 55 e 56) e 14 (n. 58).
3. Infine, è incaricato di descrivere le prossime tappe della politica europea del nostro Paese allo scopo di consolidare e sviluppare le relazioni bilaterali intrattenute finora dalla Svizzera con l'UE. In questo contesto metterà in luce sia le sfide politiche ed economiche sia le possibili conseguenze positive e negative di una mancata firma dell'Accordo istituzionale, tenendo conto delle numerose aspettative, in particolare degli ambienti economici, della formazione e della ricerca nonché della società civile.
Begründung
Dalla pubblicazione del rapporto Europa 2006 e del rapporto in risposta al postulato Markwalder nel 2010, il contesto politico in Svizzera, in Europa e nel mondo intero è radicalmente cambiato, con ripercussioni sulla politica europea del nostro Paese. In particolare, la crisi finanziaria, quella dell'euro, l'emergenza COVID-19 e la Brexit hanno profondamente modificato la situazione in Europa. La decisione del Consiglio federale nel maggio del 2021 di non firmare l'Accordo istituzionale e di non proseguire i negoziati con l'UE su questo tema dà una svolta alla politica svizzera nei confronti dell'UE, che dalla fine del 2013 puntava verso questo obiettivo. I rischi di questa decisione per la piazza economica e finanziaria svizzera, i suoi istituti di formazione e di ricerca, le sue imprese esportatrici e la sua attrattiva in generale sono considerevoli. La Svizzera avrà difficoltà a concludere nuovi accordi di accesso al mercato e non sarà immune da rapporti di forza che potrebbero impedirle di partecipare a importanti programmi e politiche dell'UE, anche non direttamente legati all'accesso al mercato. Se non aggiornata e sviluppata, la via bilaterale rischia di deteriorarsi e il suo interesse potrebbe scemare, con una conseguente perdita di attrattiva e di dinamismo economico della Svizzera. Numerose votazioni federali su argomenti di politica europea, le ultime nel settembre del 2020, hanno mostrato che una maggioranza stabile della popolazione desidera un rapporto forte e duraturo tra la Svizzera e l'UE. Il Consiglio federale è quindi incaricato di riesaminare gli strumenti di politica europea alla luce del nuovo contesto e di proporre soluzioni per un nuovo orientamento.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale sta preparando, in adempimento dei postulati 13.3151 Aeschi, 14.4080 Gruppo dei Verdi e 17.4147 Naef, un rapporto sulle relazioni con l'UE che comprenderà una valutazione dei rapporti CH-UE e misure per garantire l'accesso al mercato interno e una buona cooperazione con l'Unione europea. Alle domande poste nel presente postulato sarà data risposta nell'ambito di questi lavori.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.