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21.3724 · Mozione · 2021-06-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali per aumentare l'efficienza o ridurre il numero dei controlli che lo Stato effettua sui datori di lavoro e sulle PMI nei settori dell'artigianato, del commercio, dei servizi e dell'industria grazie a una maggiore cooperazione e un migliore coordinamento tra le autorità e gli organi di controllo sotto il profilo dei contenuti e delle scadenze.

Begründung

In futuro, i controlli salariali in ambito AVS e LAINF, i controlli degli organi dell'IVA, degli ispettorati del lavoro, delle autorità della sicurezza sul lavoro, relativi alle norme ambientali, dell'Amministrazione federale delle dogane e altri controlli specifici dei vari settori da parte delle autorità e degli organi d'esecuzione dei CCL vanno pianificati ed eseguiti in modo coordinato.

Vista la nuova situazione economica e congiunturale in seguito alla pandemia di COVID-19, per rafforzare la piazza economica svizzera è necessario ridurre al minimo i costi della regolamentazione legati alle formalità amministrative e alla burocrazia dell'apparato statale.

Secondo dati ufficiali, le regolamentazioni statali costano ogni anno alle imprese svizzere circa 10 miliardi di franchi. A risentirne sono soprattutto le microimprese e le piccole imprese.

Grazie a una maggiore efficienza risultante dal coordinamento delle attività degli organi di controllo, come proposto con la presente mozione, si eviterebbe che un'impresa sia controllata più volte e si potrebbero ridurre non solo le spese relative ai controlli, ma anche l'onere a carico delle imprese.

Per sfruttare il potenziale di risparmio rilevato - stimato a diversi milioni di franchi - e incrementare l'efficienza è inoltre necessario diminuire in modo considerevole non soltanto gli oneri di controllo, ma anche i costi di revisione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

I controlli statali assorbono risorse sia delle imprese sia dello Stato che potrebbero essere usate per altre attività che generano valore aggiunto. Tuttavia, sono uno strumento importante per assicurare l'effettivo rispetto delle prescrizioni e il raggiungimento degli obiettivi normativi previsti. Il Consiglio federale si adopera per mantenere il più basso possibile l'onere amministrativo che ne deriva per le imprese.

Nell'ambito del rapporto del 29 maggio 2019 in adempimento del postulato 15.3117 depositato dal consigliere nazionale de Courten, è stato condotto un sondaggio tra un campione rappresentativo di piccole e medie imprese (PMI). Ne è emerso che la frequenza dei controlli statali nelle PMI è in media relativamente bassa: in 3,5 anni il 56 per cento non è mai stato controllato. Inoltre, secondo le imprese consultate l'onere amministrativo è sostenibile e nella maggior parte dei casi i controlli statali portano loro anche un beneficio diretto.

Nel rapporto è stato anche esaminato l'incarico formulato nella mozione di coordinare meglio i controlli statali. È emerso che la maggioranza delle autorità di controllo consultate riteneva che fossero già sfruttate tutte le sinergie utili derivanti da un maggiore coordinamento. Per esempio, nell'ambito dei contributi alle assicurazioni sociali, c'è una cooperazione tra le casse di compensazione e la SUVA nei controlli alle imprese che sottostanno a quest'ultima conformemente all'articolo 66 della legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF). I controlli sono effettuati da una delle due autorità, che in seguito informa l'altra. Un coordinamento più sistematico che coinvolga numerosi controlli non sembra essere molto efficace: l'onere per le autorità di esecuzione aumenterebbe, mentre non è chiaro il beneficio per le imprese (p. es. controlli più lunghi, più personale necessario, ecc.). Alcuni controlli, dati la loro natura e il modo in cui vengono organizzati, non possono essere combinati (p. es. quelli con e senza preavviso). Inoltre, secondo il sondaggio menzionato in precedenza, solo l'11 per cento delle imprese ritiene che un maggiore coordinamento sia una misura di sgravio prioritaria.

Migliorare il coordinamento delle scadenze richiede anche uno scambio di informazioni tra gli organi di controllo. Per contenere il numero di punti di contatto, con l'aumento degli organi di controllo diventa necessario creare un sistema centralizzato. Nel rapporto in adempimento del postulato 15.3117 è stata valutata l'opzione di istituire una banca dati comune per i controlli, proposta accolta con favore dalla maggior parte degli organi di controllo. La protezione dei dati potrebbe però rappresentare un ostacolo significativo all'uso di una simile banca dati e al conseguente scambio di informazioni tra vari enti, e richiederebbe una serie di modifiche legislative. Centralizzare i dati potrebbe rivelarsi un problema anche dal punto di vista tecnico e vi è il rischio che le risorse necessarie siano molto maggiori rispetto ai benefici auspicati.

Il Consiglio federale ritiene che il potenziale di miglioramento nell'attuazione dei controlli statali sia stato adeguatamente esaminato e sfruttato. Per sgravare le imprese dai costi normativi, il 28 aprile 2021 ha avviato una procedura di consultazione sulla legge sullo sgravio delle imprese e sull'introduzione di un freno alla regolamentazione. Con questa legge il Consiglio federale vuole procedere a una verifica sistematica del potenziale di sgravio nelle regolamentazioni vigenti e nei nuovi disegni di legge. Inoltre, con la piattaforma elettronica EasyGov, intende sfruttare i vantaggi offerti dalla digitalizzazione nell'espletamento delle pratiche amministrative.

Con il freno alla regolamentazione, i nuovi atti normativi che implicano importanti oneri per le imprese sarebbero sottoposti a una maggioranza qualificata in Parlamento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.