21.3772 · Mozione · 2021-06-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di assicurare che anche gli operatori dell'economia delle piattaforme rispettino il diritto del lavoro vigente e che gli uffici del lavoro cantonali vigilino e ne assicurino il rispetto.
Begründung
La crisi del coronavirus ha prodotto anche dei vincitori: grazie soprattutto alla chiusura di negozi e ristoranti, nel corso dell'ultimo anno i servizi di consegna a domicilio hanno visto aumentare vertiginosamente il proprio fatturato. Dal momento che non si considerano datori di lavoro, riescono spesso a eludere le normative in materia di lavoro servendosi di pratiche commerciali sleali. Ciò si ripercuote non solo sugli pseudo-indipendenti, che vivono una situazione precaria, ma anche sulle aziende tradizionali che si attengono alle condizioni di lavoro attualmente in vigore.
Oggi disponiamo tuttavia di sentenze chiare e definitive; nel Canton Vaud, per esempio, la corte d'appello ha riconosciuto a un autista di Uber lo statuto di dipendente del servizio taxi, decretando la relazione Uber-autista come contratto di lavoro.
Ciò significa che anche i fornitori di servizi operanti nell'ambito della cosiddetta economia delle piattaforme sono tenuti a garantire ai propri dipendenti il salario minimo specifico di ogni settore, il rimborso spese e i giorni di vacanza nonché a versare i contributi sociali.
Il Consiglio federale è chiamato ad attivarsi affinché anche coloro che operano nell'economia delle piattaforme digitali si attengano al diritto del lavoro vigente e affinché i Cantoni vigilino e ne assicurino il rispetto.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Per stabilire se una legge possa o meno essere applicata a una determinata fattispecie bisogna prendere in considerazione il singolo caso concreto. Ciò vale anche per l'economia delle piattaforme quando ci si trovi in una situazione di incertezza giuridica relativa alla classificazione di un'attività lucrativa come dipendente o indipendente e alla conseguente applicabilità delle relative disposizioni di legge in materia di lavoro o di assicurazioni sociali. Il rispetto delle prescrizioni in materia di diritto del lavoro viene a sua volta garantito in diversi modi, a seconda che si tratti di diritto pubblico o privato.
I lavoratori di una piattaforma che rivendicano le garanzie in materia di diritto del lavoro risultanti dal contratto possono adire le vie legali se la piattaforma gliele nega. Questo è il caso di un ex autista di Uber, che ha avuto la meglio sulla controparte. La sentenza della corte d'appello vodese del 23 aprile 2020 è la dimostrazione del fatto che i meccanismi di attuazione delle norme di diritto privato funzionano. A tal proposito occorre precisare che la sentenza in questione ha chiarito esclusivamente gli aspetti legati al diritto del lavoro e che non ci si può appellare a essa in sede di classificazione dell'attività lucrativa (come dipendente o indipendente) nel quadro della legislazione sulle assicurazioni sociali.
La questione della natura giuridica del rapporto contrattuale si pone anche in relazione al personale a prestito. Con la sentenza del 29 maggio 2020 (ATA/553/2020), il tribunale amministrativo di Ginevra ha in seguito decretato la sussistenza di un rapporto di lavoro dipendente tra gli autisti di UberEats e Uber Svizzera: si tratterebbe di personale a prestito poiché UberEats cede ai ristoranti i diritti di impartire istruzioni. Tale sentenza è stata impugnata dinanzi al Tribunale federale e non è pertanto ancora passata in giudicato.
Alla fine del 2018 la SECO ha commissionato all'Università di Neuchâtel una perizia sulla questione dell'applicabilità della legge sul lavoro alle nuove modalità d'impiego basate sulle tecnologie digitali. Il documento (in francese e in tedesco) è disponibile all'indirizzo: www.seco.admin.ch > Lavoro > Condizioni di lavoro > Legge sul lavoro e ordinanze > Avis de droit sur le champ d'application de la loi sur le travail (LTR) / Rechtsgutachten zum Geltungsbereich des Arbeitsgesetzes (ArG). Sulla base di quanto emerso dalla perizia è stata creata una check-list ad uso degli ispettori del lavoro, i quali vengono così agevolati nel decidere, caso per caso, se l'attività professionale in esame rientra tra quelle disciplinate dalla legge sul lavoro o meno. In caso affermativo, al lavoratore si applicano tutte le disposizioni di protezione e il datore di lavoro è tenuto a rispettarle. Sulla loro applicazione vigila l'ispettorato del lavoro, le cui decisioni possono essere oggetto di ricorso in tribunale.
I Cantoni sono inoltre incaricati di effettuare controlli in funzione del rischio sul rispetto delle condizioni salariali e lavorative in uso in Svizzera nel quadro delle misure di accompagnamento. Se necessario, possono selezionare determinati settori da sottoporre a controlli più approfonditi. Negli ultimi anni, alcuni Cantoni hanno quindi tenuto sotto stretta osservazione aziende e settori ricompresi nell'economia delle piattaforme. Tuttavia, anche in questo caso sono i tribunali ad avere l'ultima parola sulla classificazione dell'attività lucrativa. Inoltre gli ispettori del lavoro nero controllano gli obblighi di annuncio e di autorizzazione in funzione dei rischi in tutti i rami dell'economia. Se dai controlli risulta un sospetto di violazione di uno dei suddetti obblighi si procede ad informare le autorità competenti per il rispettivo ambito legislativo (p. es. le casse di compensazione). Saranno poi loro a stabilire la categoria giuridica da attribuire all'attività lavorativa in questione.
Alla luce di quanto esposto sopra il Consiglio federale non ritiene necessario predisporre ulteriori interventi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.