21.3789 · Interpellanza · 2021-06-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Vari Paesi nel mondo si trovano confrontati con deficit importanti a seguito della pandemia da coronavirus.
Quando i governi hanno le casse vuote, procedono ad aggravi fiscali.
I ministri delle Finanze del G7 hanno dunque stabilito, di recente, il principio di un'aliquota globale minima ("global minimum tax") del 15 % sui profitti esteri delle società multinazionali.
Il G7 evidentemente intende imporre a livello globale (lo dice già il nome) l'introduzione della citata aliquota minima. Il tema concerne anche la Svizzera. Ancora una volta, paesi stranieri pretendono di dettare a noi quante tasse dobbiamo prelevare: questo per evitare fenomeni, a loro sgraditi, di concorrenza fiscale.
Una simile ingerenza nella nostra sovranità fiscale non deve essere tollerata.
Così come non si vuole, a giusto titolo, permettere all'UE di imporci le sue leggi ed i suoi giudici stranieri tramite l'accordo quadro istituzionale, allo stesso modo non si può accettare supinamente che il G7 prescriva alla Svizzera le aliquote fiscali che deve applicare.
La sovranità fiscale è in effetti un elemento costitutivo della sovranità tout-court.
Chiedo al Consiglio federale:
- E' intenzione del Consiglio federale difendere la sovranità fiscale della Svizzera?
- Quali conseguenze potrebbe avere, a mente del Consiglio federale, un'applicazione in Svizzera della "global minimum tax" del 15 % decisa dal G7 per quanto attiene alla probabile partenza di importanti contribuenti giuridici ed alla conseguente perdita di gettito?
- La stima di 3-4 miliardi di minor gettito annuale è attendibile?
Stellungnahme des Bundesrates
Il 1° luglio 2021 l'Inclusive Framework on BEPS dell'OCSE, di cui fanno attualmente parte 139 Paesi, ha pubblicato i principi della futura imposizione delle grandi imprese attive a livello internazionale. La Svizzera aderisce a tali principi ai fini del proseguimento dei lavori, facendo valere le proprie riserve e condizioni. I principi pubblicati prevedono un limitato trasferimento dei diritti di imposizione nei Paesi di commercializzazione e l'applicazione di un'aliquota d'imposta globale minima di almeno il 15 per cento.
La priorità per la Svizzera è costituita dall'insieme delle condizioni quadro competitive intese a promuovere una crescita durevole della propria piazza economica. Nel quadro dei negoziati multilaterali si adopera a favore di uno standard ampiamente condiviso e applicato uniformemente a livello mondiale, che garantisce alle imprese certezza nella pianificazione ed evita il rischio di un groviglio di soluzioni nazionali. L'attuazione deve rispettare le procedure legislative dei singoli Paesi.
Un accordo multilaterale è atteso entro fine anno. Al raggiungimento di tale accordo, nel contesto dei lavori dell'OCSE e del G20, il Consiglio federale effettuerà una valutazione delle sue ripercussioni per la Svizzera e deciderà in merito all'attuazione a livello nazionale. A tale scopo si orienterà agli obiettivi strategici volti a promuovere l'attrattiva della piazza economica svizzera, l'accettazione internazionale e la resa fiscale. Una stima delle ripercussioni finanziarie per la Svizzera non è possibile allo stato attuale.
Il Consiglio federale parte dal presupposto di poter decidere nel primo trimestre del 2022 in merito a un piano di riforma coordinato. Un'organizzazione di progetto interdipartimentale, in collaborazione con i Cantoni, i Comuni e gli ambienti economici e scientifici, sta attualmente elaborando le basi necessarie a tale decisione.
Risposta del Consiglio federale.