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Protezione dei diritti delle minoranze e del clima nell'Artico. Strategia della Svizzera nel Consiglio Artico

21.3808 · Interpellanza · 2021-06-17

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

La Dichiarazione di Ottawa del 1996, atto fondatore del Consiglio Artico, persegue l'obiettivo di migliorare la cooperazione e il coordinamento degli otto Stati che si affacciano sull'Artico e delle relative comunità indigene in alcuni ambiti comuni, in particolare per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile e la protezione dell'ambiente. Recentemente le questioni economiche e militari in questa regione hanno acquisito maggiore importanza e le tensioni relative alla politica di potere sono aumentate. Dal 2017, la Svizzera è uno Stato osservatore del Consiglio Artico. La Russia, che da maggio 2021 ne detiene la presidenza per due anni, ha brevemente presentato la sua nuova strategia, che prevede una forte espansione nell'Artico. Anche gli Stati Uniti vogliono rafforzare la loro posizione economica e militare in questa regione.

Già oggi, numerose comunità indigene artiche subiscono le conseguenze dello sviluppo di progetti infrastrutturali nei loro territori e del relativo inquinamento ambientale.

A questo proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Qual è la posizione del Consiglio federale nei confronti delle crescenti rivendicazioni territoriali e del sempre maggiore sfruttamento economico dell'Artico? Questi fenomeni sono compatibili con l'obiettivo di pace e sicurezza nella regione?

2. Quale strategia e quali obiettivi persegue la Svizzera all'interno del Consiglio Artico?

3. Il Consiglio federale ritiene che le questioni economiche e militari debbano essere regolate all'interno di questo organismo?

4. In che modo la Svizzera si impegna per la protezione delle società civili e dei diritti delle comunità indigene nell'Artico e nei Paesi che vi si affacciano?

5. In che modo la Svizzera si impegna per un coinvolgimento adeguato delle comunità indigene all'interno del Consiglio?

6. In che modo, all'interno del Consiglio Artico, la Svizzera può influire sulla protezione dell'ambiente e sulla tutela dei diritti delle comunità indigene artiche e delle società civili?

7. Cosa fa la Svizzera per i difensori dei diritti umani minacciati, in particolare nella Federazione russa, che si impegnano a favore dei diritti degli indigeni nell'Artico?

8. In che modo il Consiglio federale assicura che le imprese svizzere non contribuiscano all'inquinamento ambientale e alle violazioni dei diritti umani nel fragile ecosistema artico?

Stellungnahme des Bundesrates

1) Nonostante il grande potenziale economico e le questioni aperte sullo statuto giuridico delle vie marittime, gli attori nella regione sono interessati a cooperare tra di loro e a mantenere la stabilità generale. La Svizzera dispone di competenze scientifiche che convoglia per contribuire allo sviluppo sostenibile dell'area, in particolare nell'ambito del Consiglio Artico. Questo impegno consente alla Svizzera di svolgere un ruolo nel promuovere il riconoscimento dell'importanza universale della regione e della cooperazione internazionale pacifica.

2) Come osservatore nel Consiglio Artico, la Svizzera si impegna per promuovere la ricerca scientifica e contenere le ripercussioni ambientali, sociali ed economiche negative dei cambiamenti nell'Artico. Lo status di osservatori consente alle scienziate e agli scienziati svizzeri di far parte dei gruppi di lavoro del Consiglio e di dare il proprio contributo.

3) Le questioni militari sono deliberatamente escluse dal Consiglio Artico per garantire il buon funzionamento della cooperazione in quest'area. Affrontare tali temi in seno a questo consesso comporterebbe il rischio di paralizzarlo e di compromettere anche l'intera governance dell'Artico. Nel Consiglio le questioni economiche sono trattate nell'ottica dello sviluppo sostenibile, in particolare nel Sustainable Development Working Group (SDWG), in cui la Svizzera è rappresentata da un esperto.

4), 5) e 7) Il Segretariato dei popoli indigeni del Consiglio Artico garantisce un'adeguata rappresentanza dei popoli indigeni in questo organismo. Le comunità indigene sono rappresentate dalle loro organizzazioni, che hanno uno status speciale ("partecipanti permanenti"). La Svizzera ascolta con interesse i Paesi artici e i partecipanti permanenti del Consiglio, oltre a essere in contatto anche con rappresentanti non ufficiali e ONG. In linea con le Linee guida sui diritti umani 2021-2024 il DFAE si impegna a favore dei difensori e delle difensore dei diritti umani. È importante, per esempio, che la rete esterna svizzera e il DFAE mantengano contatti regolari con le persone e le organizzazioni interessate per poter reagire rapidamente a eventuali sviluppi.

6) La responsabilità di prendere le necessarie precauzioni per proteggere l'ecosistema e i diritti delle comunità indigene e delle società civili è in primo luogo degli Stati che si affacciano sull'Artico. È importante che i popoli dell'Artico siano esaurientemente consultati su tutte le attività minerarie nella regione. La Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, adottata nel 2007, garantisce i diritti culturali ed economici, individuali e collettivi, dei popoli indigeni, tra i quali figura il diritto di essere consultati, per esempio sulle attività industriali proposte nella regione.

8) La maggior parte della regione artica è soggetta alla sovranità degli Stati che vi si affacciano. Per qualsiasi attività economica in quest'area le imprese svizzere devono rispettare le regole e le procedure di approvazione nazionali. Va da sé che le imprese svizzere devono rispettare il quadro giuridico internazionale, in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Il Consiglio federale si aspetta, inoltre, che le imprese con sede in Svizzera o qui operanti si assumano le proprie responsabilità conformemente alle direttive e agli standard internazionalmente riconosciuti in materia di responsabilità sociale d'impresa (RSI). Le Linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, per esempio, raccomandano l'osservanza della dovuta diligenza in relazione alla protezione dell'ambiente e dei diritti umani. In particolare, sulla base del Piano d'azione sulla responsabilità delle imprese verso la società e l'ambiente e del Piano d'azione nazionale su imprese e diritti umani 2020-2023, la Confederazione sta portando avanti diverse attività per sensibilizzare e sostenere le imprese estrattive nella gestione aziendale responsabile.

Risposta del Consiglio federale.

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