21.3820 · Interpellanza · 2021-06-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Da oltre vent'anni il 15 giugno è la data prescritta per lo sfalcio delle superfici ecologiche. Questa data di sfalcio fissa presenta evidentemente anche degli svantaggi. Anche le rigide possibilità di gestione delle SPB sono talvolta controproducenti per la varietà delle specie e favoriscono la crescita di piante problematiche e di neofite. Per conseguire e preservare a lungo termine la qualità delle SPB, l'agricoltura deve essere considerata un partner a tutti gli effetti anziché essere controllata con prescrizioni rigide. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.
1. Non sarebbe più opportuno garantire all'agricoltura maggiore flessibilità nel fissare la data dello sfalcio, senza tanta burocrazia, in modo che non tutte le superfici debbano essere falciate contemporaneamente.
2. Il Consiglio federale è consapevole del fatto che con una data di sfalcio rigida è più difficile tenere sotto controllo le piante problematiche e le neofite causando a lungo termine una perdita di varietà delle specie e qualità nei prati?
3. Non sarebbe opportuno optare per un maggiore sfruttamento dei pascoli in primavera o eventualmente per lo spandimento di letame nell'ottica, a più lungo termine, di un'elevata biodiversità e varietà delle specie?
4. Il Consiglio federale concorda sul fatto che il disciplinamento rigido della gestione delle SPB non consente di trarre il massimo beneficio in termini di varietà?
5. Con quali misure il Consiglio federale vorrebbe contrastare la diffusione delle piante problematiche, come ad esempio il rinanto, già ampiamente presente, la setaria o la cespica annua che rientra nella categoria delle neofite?
6. Il Consiglio federale concorda sul fatto che in relazione alle SPB all'agricoltura potrebbero essere dati un margine di manovra e responsabilità maggiori, senza ulteriore burocrazia o il timore di abusi, dato che l'utilizzo delle SPB non è significativo dal profilo economico?
Begründung
Al momento molte SPB sono infestate da rinanto e altre piante problematiche o addirittura da neofite. Anticipando la data dello sfalcio si potrebbe eliminare questo problema senza un grande dispendio e senza burocrazia. Inoltre la qualità dei prati varia considerevolmente a seconda del luogo e delle caratteristiche del suolo. Sono convinto che senza un grande dispendio anche in questo frangente si potrebbero ottenere risultati maggiori dal profilo della varietà delle specie dando più libertà nel fissare la data dello sfalcio e nel gestire i prati (p.es. spandimento di letame, maggiore sfruttamento dei pascoli). Il fatto di falciare e asportare sistematicamente la vegetazione tagliata comporta altresì una lenta diminuzione della sostanza organica nel suolo. Non vedo alcun motivo per cui agli agricoltori non si possa concedere un margine di manovra maggiore nella gestione delle SPB tanto più che il loro utilizzo non è significativo dal profilo economico. Inoltre, il rischio di abusi a seguito di una flessibilità maggiore è molto esiguo mentre con le rigide disposizioni vigenti non si può raggiungere un beneficio ottimale in termini di varietà.
Stellungnahme des Bundesrates
1., 2. e 4. Le attuali prescrizioni legali lasciano già spazio a una certa flessibilità per quanto concerne la data di sfalcio sulle superfici per la promozione della biodiversità. In alcuni casi questa può essere adeguata mediante un'autorizzazione cantonale o nel quadro di un progetto d'interconnessione: a) su superfici del livello qualitativo II, se necessario per la qualità botanica (art. 59 cpv. 4 dell'ordinanza sui pagamenti diretti, OPD; RS 910.13), b) mediante misure in tal senso in progetti d'interconnessione (art. 62 cpv. 5 OPD), c) per la lotta alle piante problematiche (art. 58 cpv. 10 OPD), d) mediante convenzioni scritte di utilizzazione e di protezione LPN (art. 58 cpv. 9 OPD), nonché d) nelle regioni a sud delle Alpi caratterizzate da una vegetazione particolarmente precoce (all. 4 n. 1.1.2 OPD). Attualmente oltre l'80 per cento dei prati sfruttati in maniera estensiva, il tipo di superficie per la promozione della biodiversità più importante dal profilo quantitativo, è interconnesso. Nella maggior parte dei progetti d'interconnessione si applica, senza burocrazia, una data di sfalcio scaglionata o flessibile. Mediante le summenzionate possibilità di adeguamento della data di sfalcio è possibile lottare in maniera mirata anche contro determinate piante problematiche come il rinanto. Il Consiglio federale è pertanto del parere che le basi legali esistenti garantiscano già una sufficiente flessibilità.
3. Per preservare e promuovere la varietà delle specie è necessario gestire le superfici in maniera adeguata alle condizioni locali. I risultati del programma di monitoraggio ALL-EMA (Riedel et al. 2019) mostrano che attualmente ciò è il caso solo in parte: una flora tipica dei prati magri ricchi di specie si riscontra soltanto su circa il 10 per cento delle superfici, prati grassi ricchi di specie si trovano sul 30 per cento circa delle superfici analizzate. In relazione alla concimazione la prudenza è d'obbligo. Sui prati di avena altissima e di avena bionda che possono essere notificati come prati sfruttati in maniera poco intensiva, ad esempio, è opportuno e possibile spandere un quantitativo limitato di letame o compost. Sui prati magri, invece, la concimazione può soppiantare specie tipiche. Anche un pascolo precoce deve avvenire in maniera il più possibile adeguata e rispettosa delle condizioni locali. In determinati progetti d'interconnessione e su superfici LPN il pascolo precoce è praticato come misura tesa, ad esempio, a lottare contro l'avanzamento del bosco. Sono in corso progetti e discussioni sull'utilizzo e sulla gestione di superfici per la promozione della biodiversità adeguati alle condizioni locali. Sarebbe prematuro autorizzare in maniera generalizzata il pascolo precoce o lo spandimento di letame su prati sfruttati in maniera estensiva.
5. Per lottare contro diverse piante problematiche presenti sulla superficie agricola utile, come ad esempio il rinanto, sono note soluzioni attuabili nella pratica. Anche per la setaria si stanno vagliano possibilità di lotta. Per le specie alloctone invasive, nel 2016 il Consiglio federale ha approvato la Strategia della Svizzera per le specie esotiche invasive in cui sono formulate misure su come arginare i popolamenti di queste specie ed evitare un'ulteriore diffusione.
6. Dalla valutazione dei contributi per la biodiversità (2019) è emerso che molti gestori non dispongono di conoscenze sufficienti per promuovere efficacemente la biodiversità. Grazie a una formazione e a una consulenza migliori, a lungo termine sarebbe possibile concedere alle aziende un margine di manovra e responsabilità maggiori. Nella Politica agricola a partire dal 2022 (PA22+), pertanto, si prevede che nel quadro dei pagamenti diretti vengano erogati contributi ai costi della consulenza e alle attività volte ad assicurare la qualità della consulenza sulla biodiversità. Anche nel progetto sulle risorse "Zielorientierte Biodiversitätsförderung" del Canton Zurigo nonché nel progetto pilota 3V nell'ambito del Piano d'azione della Strategia Biodiversità Svizzera si testano nuovi approcci per concedere alle aziende un margine di manovra maggiore.
Risposta del Consiglio federale.