21.3857 · Postulato · 2021-06-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un rapporto che consenta di valutare meglio l'inquinamento atmosferico causato dai circa 500 000 impianti di riscaldamento a legna individuali in Svizzera come pure di fare il punto sulle possibili soluzioni e misure per ridurlo.
Begründung
Nel dossier tematico dedicato alla protezione dell'aria pubblicato a inizio 2021 nella sua rivista "l'environnement" l'UFAM metteva in guardia dall'elevato inquinamento da polveri fini (in particolare PM2,5) causato dagli impianti di riscaldamento a legna in Svizzera, pari nel 2019 a circa 1500 tonnellate. Tuttavia, nel dossier si sottolineava che la mancanza di precisione di questi dati rimane considerevole, in particolare per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento individuali, per i quali le emissioni effettive di inquinanti dipendono da molti fattori, come il contenuto di umidità del legno, la tecnica di accensione o la modalità di funzionamento dell'impianto (intervalli di funzionamento ecc.). Dei 550 000 impianti di riscaldamento a legna in uso in Svizzera, circa 500 000 sono impianti individuali.
Nel dossier menzionato, l'UFAM precisa inoltre che esistono soluzioni adeguate per ridurre le emissioni di PM2,5 generate dagli impianti a legna, come l'eliminazione dei caminetti aperti, l'installazione di filtri efficaci, la combustione a stadi, la formazione dei proprietari degli impianti ecc. Per esempio, un progetto realizzato dall'UFAM e dalla FHNW a Saas-Fee (VS) ha dimostrato che l'installazione di filtri consente di trattenere in media circa il 70 per cento delle polveri fini.
Il presente postulato chiede quindi al Consiglio federale di elaborare un rapporto che consenta di quantificare meglio l'inquinamento atmosferico causato dagli impianti di riscaldamento a legna individuali in Svizzera come pure di analizzare e fare una sintesi delle diverse alternative ai caminetti aperti, compresi il loro costo e la loro efficacia, nonché delle misure strutturali e legislative necessarie alla loro attuazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Le emissioni generate dagli impianti a legna sono state appena ricalcolate per l'inventario svizzero delle emissioni di inquinanti atmosferici e di gas a effetto serra e sono quindi aggiornate. Il modello di emissione soggiacente è stato completamente rielaborato sulla base di una grande quantità di dati di misurazione, dei più recenti studi riportati dalla letteratura e di dati della statistica dell'energia del legno dell'Ufficio federale dell'energia (UFE). A tal fine, sono stati considerati anche gli influssi sull'esercizio, importanti per gli impianti piccoli. Secondo i nuovi calcoli, gli impianti a legna contribuiscono alle emissioni di PM2,5 nella misura del 25 per cento, che negli anni Novanta era ancora del 35 per cento. Poco meno della metà di queste emissioni sono generate da impianti a camera singola. Tra il 2005 e il 2019 il numero di impianti in funzione è diminuito del 20 per cento, il consumo di combustibile del 10 per cento e le emissioni di particolato (PM2,5) di oltre il 40 per cento. La riduzione delle emissioni è da ricondurre alla graduale sostituzione dei vecchi impianti con impianti nuovi con una tecnologia migliorata come pure ai requisiti dell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1).
Nel 2018 il Consiglio federale ha adottato norme più severe per limitare le emissioni degli impianti a legna nell'OIAt. Ora agli impianti utilizzati per il riscaldamento di singoli locali si applicano un valore limite per il particolato e un obbligo di controllo. Negli impianti di riscaldamento centrale a legna sono effettuate misurazioni periodiche degli inquinanti. Le norme consentono un'esecuzione efficace e, nel confronto internazionale, sono molto all'avanguardia. I Cantoni ne stanno definendo l'applicazione.
Inoltre, per l'immissione sul mercato di nuovi impianti prodotti in serie si applicano i valori limite di emissione delle corrispondenti norme europee.
Secondo il Consiglio federale, tenuto conto dei lavori in corso e della base di dati già esistente, un rapporto supplementare non porterebbe al momento alcun valore aggiunto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.