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Situazione geopolitica in Eritrea. La Segreteria di Stato della migrazione non dovrebbe ripensare la sua politica d'asilo?

21.3899 · Interpellanza · 2021-06-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:

1. È al corrente della gravità della situazione in Eritrea e in particolare del fatto che oppositori al regime o disertori sono arrestati senza processo? In caso affermativo, come giustifica la sua politica d'asilo nei confronti dei membri della comunità eritrea?

2. È al corrente dell'esistenza di celle sotterranee in cui sono incarcerati gli oppositori al regime e i disertori? E che le condizioni di detenzione in queste celle equivalgono a tortura?

3. Prevede una modifica della prassi della SEM concernente i numerosi rifiuti dell'asilo o dell'ammissione provvisoria dei richiedenti l'asilo eritrei? Come giustifica il rifiuto dello status di rifugiato a numerosi richiedenti l'asilo eritrei?

4. Una domanda d'asilo per diserzione dal servizio militare in Eritrea non dovrebbe costituire un motivo d'asilo sufficiente per il rilascio di un permesso B? In caso contrario, come giustifica il fatto di non considerare la diserzione da un servizio equiparabile a una schiavitù di durata indefinita come un legittimo motivo d'asilo?

5. Come intende procedere nei confronti dei cittadini eritrei respinti, visto che i rinvii coatti non sono possibili e che la stragrande maggioranza di queste persone rifiuterà un ritorno volontario per paura di essere arrestata e torturata o uccisa? Il Consiglio federale prevede di riesaminare determinati casi?

6. Ammette di aver sottovalutato la situazione politica in Eritrea nel negare l'asilo a determinati cittadini eritrei?

Begründung

Un recente reportage realizzato dal media americano Frontline, pubblicato nel maggio scorso, ha evidenziato una situzione geopolitica drammatica in Eritrea. Il servizio è il frutto di un'inchiesta giornalistica di cinque anni che raccoglie testimonianze, immagini riprese con telecamere nascoste e vedute aeree di centri di detenzione in Eritrea. Secondo il reportage, il regime al potere è dittatoriale, caratterizzato da arresti arbitrari in assenza di sistema giudiziario e da casi evidenti di tortura, come pure da condizioni detentive che violano i più elementari diritti fondamentali. Inoltre, le numerose testimonianze raccolte parlano di un servizo militare di durata indeterminata analogo a una prassi di asservimento istituzionalizzata. Questo reportage corrobora peraltro i dati raccolti negli ultimi anni dagli inviati speciali delle Nazioni Unite come pure il rapporto 2019 dell'EASO "Eritrea, National service, exit and return", redatto dalla Segreteria di Stato della migrazione.

Orbene, attualmente in Svizzera alla maggior parte dei richiedenti l'asilo eritrei non è accordato lo status di rifugiato. Al 30 aprile 2021 la Svizzera contava infatti 9459 persone di origine eritrea titolari di una semplice ammissione provvisoria. Peggio ancora, secondo le statistiche della SEM, nel 2019 circa 900 Eritrei la cui domanda d'asilo era stata respinta beneficiavano del soccorso d'emergenza.

Stellungnahme des Bundesrates

1- 4 e 6. Come già illustrato a più riprese dal Consiglio federale (in dettaglio in risposta all'interpellanza 18.3468 Mazzone "Eritrea. Quali fonti permettono di prevedere determinati rinvii?"), la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), responsabile della prassi svizzera in materia di asilo e allontanamento, profonde grandi sforzi per seguire in maniera costante e approfondita la situazione in Eritrea. A tal fine valuta di continuo i rapporti aggiornati delle organizzazioni dell'ONU, delle organizzazioni internazionali per la tutela dei diritti umani, di ricercatori, giornalisti e altre fonti attendibili. Inoltre intraprende viaggi di servizio e intrattiene uno scambio intenso con esperti e uffici della migrazione di altri Stati europei nonché con l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO). Quest'ampia gamma di fonti permette alla SEM di avere un quadro aggiornato e differenziato della situazione in Eritrea. È pertanto anche a conoscenza delle carceri e delle condizioni di detenzione in questo Paese.

Fondandosi su tutte le informazioni disponibili, la SEM verifica costantemente e se necessario adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. In sintonia con l'attuale quadro della situazione, dopo la decisione di principio della Commissione di ricorso in materia d'asilo (oggi Tribunale amministrativo federale, TAF) del dicembre 2005 vige la prassi secondo cui il rifiuto di prestare servizio militare e la diserzione dal servizio nazionale eritreo portano al riconoscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell'asilo dato che le relative pene inflitte sono sproporzionatamente severe e politicamente motivate (cfr. GICRA 2006/3). Questa prassi vale anche per gli attivisti e gli oppositori politici esposti. Le persone cui è stato accordato l'asilo hanno diritto a un permesso di dimora (permesso B).

Se in base a questa prassi e alla giurisprudenza del TAF in materia di allontanamento verso l'Eritrea la SEM ritiene, nel singolo caso, che un cittadino eritreo non debba temere alcuna persecuzione rilevante per l'asilo, e se l'esecuzione dell'allontanamento è esigibile, ammissibile e possibile, questa persona non dipende dalla protezione della Svizzera e deve quindi lasciare il nostro Paese.

5. Le persone obbligate a partire devono collaborare all'ottenimento di documenti di viaggio validi. Un ritorno autonomo in Eritrea è in qualsiasi momento possibile. Il fatto che le autorità eritree non accettano il ritorno coatto dei loro cittadini non modifica in alcun modo la valutazione delle rispettive domande d'asilo. Nel singolo caso, tuttavia, i richiedenti possono sempre far valere per scritto presso la SEM, ad esempio nel quadro di una domanda di riesame o di una domanda multipla, eventuali motivi che depongono in favore del riconoscimento della qualità di rifugiato o si oppongono all'esecuzione dell'allontanamento emersi dopo il passaggio in giudicato di una decisione di asilo o di allontanamento.

Risposta del Consiglio federale.