21.3904 · Postulato · 2021-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare se, e a quali condizioni, l'istituzione di una banca per il clima di diritto pubblico potrebbe agevolare il finanziamento dei risanamenti energetici; il Collegio è incaricato di presentare un rendiconto a riguardo.
Begründung
Attualmente la trasformazione ecologica della produzione energetica e del consumo energetico può fare capo a tecnologie comprovate (energia solare, sistemi di riscaldamento alternativi, coibenza termica). Ciononostante, il tasso di risanamento del parco immobiliare, inferiore all'1 per cento, è troppo basso per far sì che, entro il 2050, il parco immobiliare sia neutrale sotto il profilo climatico. Questo basso tasso di risanamento è anche dovuto ai costi di investimento in parte elevati.
Per agevolare il finanziamento dei risanamenti ecologici, va esaminata l'istituzione di una banca per il clima che, all'occorrenza, possa garantire il finanziamento di misure edilizie per privati, imprese, istituzioni o corporazioni di diritto pubblico.
Inoltre, occorre valutare in che misura la presenza di un'istituzione intermedia (agenzia per il clima) possa sostenere la realizzazione pratica degli investimenti [1]. Una tale agenzia per il clima potrebbe essa stessa effettuare gli investimenti, analogamente all'attuale contracting energetico. Anziché una fattura energetica, agli utenti verrebbe fatturato soltanto l'ammortamento annuale dell'investimento. Grazie alla longevità delle misure, gli utenti approfittano di costi inferiori e non sono esposti all'oscillazione dei prezzi dei vettori energetici fossili. Una banca per clima sarebbe socialmente sostenibile, in quanto anche i proprietari di immobili più anziani non verrebbero gravati da investimenti elevati.
[1]: cfr. https://www.denknetz.ch/wp-content/uploads/2020/03/Klimabank_Oberholzer.pdf
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Dopo il rigetto della revisione totale della legge sul CO2 da parte di una maggioranza dell'elettorato svizzero, il DATEC si appresta a esaminare diverse opzioni per il futuro sviluppo della politica climatica svizzera. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice del postulato secondo cui gli attuali strumenti non bastano e sono necessarie ulteriori misure per raggiungere gli obiettivi climatici della Svizzera, in particolare quello della neutralità climatica entro il 2050. Una volta analizzati i risultati della votazione e le loro cause, il Collegio si esprimerà in tempi brevi sul seguito dei lavori. Per quanto riguarda l'introduzione di una banca per il clima, si fa presente che la Confederazione non dispone delle necessarie basi costituzionali per gestire un tale istituto (cfr. perizia dell'Ufficio federale di giustizia del 22 novembre 2006; GAAC 2009.9). Pertanto, per realizzare e gestire una banca per il clima a livello federale, occorre dapprima modificare la Costituzione federale. Eventualmente, a seconda del mandato che le sarà affidato, bisognerà creare una base costituzionale anche per la realizzazione di un'agenzia per il clima retta dal diritto federale.
Per il Consiglio federale è assodato che gli incentivi per i risanamenti energetici nel settore degli edifici costituiscono misure importanti. Questi ultimi dovrebbero però essere definiti in modo tale da non distorcere l'attuale mercato ipotecario, che funziona bene. Il Collegio è comunque disposto a esaminare la richiesta del postulato, compresa la questione della costituzionalità di una banca e di un'agenzia per il clima, nel quadro dei lavori in corso, coordinandola con tutti gli altri provvedimenti previsti. Per non anticipare i risultati di questo esame, il Collegio propone di respingere il postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.