21.3948 · Postulato · 2021-06-18
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio nazionale riconosce il genocidio dei Bosgnacchi del 1995. Invita il Consiglio federale a prenderne atto e a trasmettere la sua posizione attraverso i canali diplomatici abituali.
Begründung
L'uccisione pianificata e sistematica di migliaia di Bosgnacchi nel luglio del 1995 è considerata uno dei più gravi crimini di guerra perpetrati in Europa dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e la Corte internazionale di giustizia hanno ribadito in diverse sentenze che si tratta di un genocidio. In occasione dell'evento commemorativo internazionale intitolato "25th Anniversary of the Srebrenica Genocide" dell'11 luglio 2020, a differenza di molti altri rappresentanti di Stato, il Consiglio federale ha sempre fatto riferimento a un "massacro" invece di usare il termine "genocidio", internazionalmente riconosciuto. La parola "massacro" non esprime a pieno né il metodo mirato con cui hanno agito gli autori serbi né l'entità del crimine di guerra commesso.
Tra il 1992 e il 1995, oltre al genocidio di Srebrenica, la guerra in Bosnia è stata teatro dei peggiori stupri di massa commessi in Europa dalla fine degli anni 1940. La maggior parte delle vittime erano musulmane bosniache. Se la Svizzera riconoscesse il genocidio di Srebrenica, come già fatto a livello internazionale, verrebbero ricordate anche queste vittime e, allo stesso tempo, si lancerebbe un segnale di giustizia per i caduti e le loro famiglie.
Con il riconoscimento del genocidio in Bosnia, la Svizzera promuove il processo di riconciliazione in ex Jugoslavia, sottolinea il proprio impegno a favore dei diritti umani e della pace, e rafforza il suo impegno a favore della giustizia penale internazionale .
Questo postulato riprende il testo del postulato "Riconoscimento del genocidio degli armeni del 1915", adottato dal Consiglio nazionale il 16 dicembre 2003 con 107 voti favorevoli e 67 contrari.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Giudicare certe atrocità come "genocidi" spetta in linea di principio ai tribunali e alle istanze internazionali investite di un apposito mandato, e non è responsabilità dei singoli Stati. La comunità internazionale ha definito il termine "genocidio" nella Convenzione del 1948 per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio. Il "genocidio" richiede uno specifico intento genocida, che è estremamente difficile da valutare e rappresenta un notevole ostacolo. Tale intento deve in linea di principio essere dimostrato nel quadro di una procedura indipendente e imparziale.
Per quanto riguarda gli eventi di Srebrenica, il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia e la Corte internazionale di giustizia, tra le altre istanze, hanno dichiarato che è stato commesso un genocidio. La Svizzera riconosce queste sentenze.
Il Consiglio federale ha difeso questa posizione già nella sua risposta alla mozione Huguenin 05.3688.
La Svizzera ha già condiviso tale posizione anche con la Bosnia e Erzegovina attraverso i canali diplomatici, in particolare in una nota diplomatica elaborata nel giugno del 2020 in occasione della commemorazione dei 25 anni dal genocidio. Il nostro Paese ha inoltre ribadito il suo punto di vista in prese di posizione formulate dinanzi a organismi multilaterali come l'ONU e l'OSCE. Rappresentanti del Consiglio federale e del DFAE hanno partecipato a numerose manifestazioni per commemorare il genocidio di Srebrenica.
Dato che la posizione della Svizzera è nota e che i passi richiesti sono già stati messi in atto da tempo, il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.