Riforma del Ministero pubblico della Confederazione e della sua vigilanza nel quadro di uno "status quo ante modificato" (integrazione o accorpamento al Consiglio federale nel rispetto dell'indipedenza del MPC nell'ambito del perseguimento penale)
21.3988 · Mozione · 2021-09-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare una riforma delle basi legali del Ministero pubblico della Confederazione (MPC) e della sua vigilanza, che si situi nel quadro dello "status quo ante modificato" secondo il rapporto delle Commissioni della gestione (CdG) del 22 giugno 2021 (si veda il comunicato stampa della Cdg-S del 22 giugno 2021 all'indirizzo https://www.parlament.ch/press-releases/Pages/mm-gpk-s-2021-06-22.aspx?lang=1040). Questo modello si fonda su un'integrazione o un accorpamento al Consiglio federale nel rispetto dell'indipendenza del MPC nell'ambito del perseguimento penale.
Begründung
Rinviando al rapporto del 14 gennaio 2021 della Commissione degli affari giuridici (CAG) sull'iniziativa parlamentare 19.479, la Commissione ha proposto, con 13 voti contro 12, di non dare seguito all'iniziativa parlamentare. Questa chiedeva di modificare le disposizioni legali concernenti la vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione in modo che la condivisione della responsabilità tra il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e il Tribunale federale, competenti rispettivamente per la sfera amministrativa e quella materiale, garantisse una vigilanza efficace. La Commissione condivideva la richiesta avanzata nell'iniziativa, ma in sintesi riteneva sensato attendere l'esito dell'ispezione della CdG e successivamente avviare, se del caso, una riforma sostanziale.
Con il rapporto conclusivo pubblicato il 22 giugno 2021, la CdG propone alle Commissioni degli affari giuridici di avviare una revisione della legge per quanto concerne la vigilanza sul MPC. In linea con le considerazioni contenute nel rapporto conclusivo, la presente mozione propone parimenti di esaminare il modello alternativo "status quo ante modificato".
Pro memoria: da quando è stato costituito e fino all'entrata in vigore nel 2002 del cosiddetto Progetto Efficienza, il MPC è stato sottoposto alla vigilanza del Consiglio federale e del DFGP. Con il Progetto Efficienza, la vigilanza tecnica sul MPC è stata delegata alla Camera di accusa del Tribunale federale, mentre la vigilanza amministrativa è rimasta di competenza rispettivamente del Consiglio federale e del DFGP. Il 1° aprile 2004 la Corte dei reclami del Tribunale penale federale a Bellinzona ha ripreso le funzioni dell'ex Camera d'accusa del Tribunale federale.
Nel quadro delle deliberazioni sull'organizzazione delle autorità penali (08.066) il Consiglio federale intendeva migliorare la vigilanza sul MPC attribuendo all'Esecutivo federale la competenza esclusiva di tale vigilanza. La CaG aveva invece proposto un modello che prevedeva l'esercizio di tale vigilanza da parte di un organo speciale.
L'Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC) è in funzione dal 1° gennaio 2011. Sottostà direttamente alla vigilanza dell'Assemblea federale ed è indipendente dal Consiglio federale, dall'Amministrazione federale e dai Tribunali. Mediante l'AV-MPC si è voluto in primo luogo escludere un influsso politico sull'autorità di perseguimento penale. Come si constata oggi, questo sistema si è tuttavia politicizzato. L'AV-MPC andrebbero pertanto abrogata e sostituita nuovamente da una vigilanza del Consiglio federale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Adottando la legge del 19 marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali (LOAP; RS 173.71), il legislatore ha stabilito che la vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è esercitata da un organo speciale, l'autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione (AV-MPC). Si è così discostato dal disegno della LOAP del Consiglio federale del 10 settembre 2008 (FF 2008 7153), che proponeva ancora una vigilanza da parte del Consiglio federale. La decisione del legislatore si fondava sulla considerazione che il MPC, essendo in parte dotato di poteri giudiziari, deve essere indipendente dall'Esecutivo, ma nel contempo sottoposto a una vigilanza forte, indipendente e specialistica. Secondo il legislatore dell'epoca, l'AV-MPC soddisfaceva al meglio questi requisiti.
Il Consiglio federale ritiene che il modello attuale si sia dimostrato in linea di massima efficace. Gli ampi poteri, in parte giudiziari, del MPC impongono, da un lato, che sia indipendente dall'Esecutivo e, dall'altro, che sia oggetto di una vigilanza forte e altrettanto indipendente. Un'indipendenza equiparabile del MPC non sarebbe garantita con una vigilanza esercitata dall'Esecutivo, che inoltre non dispone delle conoscenze specialistiche necessarie. Il Consiglio federale non reputa opportuno nemmeno un ritorno alla vigilanza condivisa tra la Camera d'accusa del Tribunale federale (vigilanza tecnica) e il Consiglio federale (vigilanza amministrativa). In questo sistema, in vigore dal 2002 al 2011, era difficile delimitare le competenze, con conseguenti conflitti negativi di competenza tra i due organi di vigilanza.
Per il Consiglio federale occorre pertanto mantenere il modello attuale, colmando tuttavia le lacune constatate dalle Commissioni di gestione del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati (CdG).
Anche il Parlamento intende percorrere questa via: il 15 settembre 2021 il Consiglio degli Stati ha accolto all'unanimità la mozione 21.3970 (Mo. CAG-S. Riforma del Ministero pubblico della Confederazione e della sua autorità di vigilanza). Il 21 settembre 2021 il Consiglio nazionale ha accolto la mozione 21.3972 (dello stesso tenore) della sua Commissione degli affari giuridici con 128 voti contro 45 e un'astensione. Queste mozioni chiedono di presentare modifiche legali che colmino le lacune constatate nel quadro dello "statu quo plus" dalle CdG nel loro rapporto del 22 giugno 2021. Il Consiglio federale ha raccomandato al Parlamento di accogliere entrambe le mozioni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.