Discriminazione di persone con un sistema immunitario funzionante a causa di conclusioni fuorvianti derivanti dall'esito dei test Covid-19
21.4030 · Mozione · 2021-09-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare al più presto provvedimenti per evitare che nessuno sia messo in quarantena o sottoposto ad altre disposizioni restrittive soltanto in base all'esito di un test, ma siano necessarie analisi supplementari che dimostrino che la persona testata sia effettivamente contagiosa (p. es. perché presenta sintomi o perché è stata accertata la presenza di un virus attivo).
Begründung
Dall'inizio della pandemia di COVID-19 sono utilizzati tre tipi di test di laboratorio.
a. I test di amplificazione degli acidi nucleici (p. es. test PCR) sono utilizzati per stabilire se una persona è portatrice del genoma virale SARS-CoV-2. Un risultato positivo attesta la presenza del genoma, ma non indica se la persona sia contagiosa o no. [1]
b. I test sierologici rilevano in un campione di sangue la presenza di anticorpi contro la proteina antigenica SARS-CoV-2 (proteina Spike). Un risultato positivo indica che in passato la persona testata è stata esposta al virus, ma non dice se sia contagiosa o no. [1]
c. I test antigenici rilevano la presenza o l'assenza di proteine virali (antigeni). Un risultato positivo indica che sono stati sviluppati antigeni, ma non dice se la persona sia contagiosa o no. [1]
Conclusione: nessuno di questi test è veramente idoneo a fornire la prova che una persona sia portatrice di un virus attivo, ossia dotato di virulenza e perciò in grado di infettare altre persone.
Se una persona con un sistema immunitario ben funzionante è infettata da un virus SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconosce la proteina Spike e sviluppa anticorpi. Dato che è possibile rilevare questa risposta immunitaria, mettere la persona interessata in isolamento costituisce una pesante discriminazione, visto che il risultato del test è una conferma che il suo sistema immunitario funziona.
Lo stesso vale per le persone vaccinate. La vaccinazione manipola il sistema immunitario e spinge le cellule dell'organismo a produrre la proteina Spike (antigene), che viene riconosciuta dal sistema immunitario, il quale sviluppa anticorpi. In questo caso, un test avrà esito positivo, ma non permetterà di stabilire se la persona sia contagiosa o no. I test hanno inoltre dimostrato che anche le persone vaccinate possono contagiarne altre e che, addirittura, in certe circostanze possono ammalarsi di SARS-CoV-2. [2]
1. Test per il SARS-CoV-2 (www.synlab.ch)
2. Impfdurchbrüche. Kein absoluter Schutz: Geimpfte können sich mit Covid-19 anstecken (SWR Wissen)
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In risposta a diversi interventi parlamentari dell'autrice della mozione, il Consiglio federale ha ribadito più volte che, secondo lo stato attuale delle conoscenze, il test PCR è considerato il metodo più affidabile per rilevare il SARS-CoV-2 e ne ha illustrato in dettagliato il funzionamento (mozione Estermann 21.3479 "Test PCR. Il fattore centrale ignorato che fatalmente porta a decisioni errate", interpellanza Estermann 21.3469 "Test per il coronavirus", domande Estermann 21.7851 "Ist in der Schweiz ein einheitlicher Schwellenwert für einen "positiven" PCR-Test vorgeschrieben?" e 20.5639 "Covid-19. PCR-Tests").
Come pure già sottolineato, oltre al risultato positivo di un test PCR (i test antigenici rapidi devono sempre essere confermati da un test PCR), nella decisione di adottare o meno provvedimenti nei confronti di una persona entrano in gioco altri fattori (sintomatologia, esposizione al contatto o stato vaccinale). Ad esempio, vi sono persone che risultano positive al test molto tempo ancora dopo un'infezione, anche se non vi è più alcun rischio di trasmissione. la valutazione è effettuata dal servizio cantonale competente. Non può essere completamente escluso che, nonostante queste precauzioni, in singoli casi un'autorità disponga l'isolamento di una persona che non rappresenta un rischio di contagio. L'Ufficio federale della sanità pubblica ritiene tuttavia che il numero di questi casi sia infimo.
Il Consiglio federale ritiene pertanto che i provvedimenti richiesti dall'autrice della mozione siano già attuati.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.