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21.4045 · Mozione · 2021-09-21

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di riaprire, non appena le circostanze lo permetteranno, una rappresentanza a Kabul. Se non è possibile una presenza in loco diretta, la Confederazione potrà delegare ad un Paese terzo la propria presenza diplomatica.

Begründung

In considerazione dei preoccupanti sviluppi, il 15 agosto 2021 la Svizzera ha chiuso temporaneamente la sua rappresentanza a Kabul e ritirato il suo personale. Vista l'emergenza umanitaria in Afghanistan, sarebbe però importante adoperarsi per riaprire - non appena le circostanze lo permetteranno - una nuova rappresentanza in loco. Questo per permettere alle persone che ne hanno diritto di depositare una richiesta di visto umanitario.

Pure sensato sarebbe un rafforzamento temporaneo delle rappresentanze svizzere nei Paesi vicini, affinché abbiano le capacità tecniche e sufficiente personale per trattare le domande. Questo permetterà alle rappresentanze svizzere, in stretta collaborazione con la SEM, di approfondire le singole richieste ed elaborarle in maniera equa e ragionata.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

A causa delle insufficienti condizioni di sicurezza vigenti nel Paese, in agosto l'Ufficio di cooperazione della Svizzera a Kabul è stato provvisoriamente chiuso. Si tratta di una misura temporanea presa per proteggere il personale. La sicurezza delle collaboratrici e dei collaboratori è fondamentale per l'Amministrazione federale in quanto datore di lavoro.

L'Afghanistan è un Paese prioritario per la cooperazione allo sviluppo e il DFAE segue da vicino la situazione anche in vista di una possibile riapertura dell'Ufficio di cooperazione. Attualmente, però, le basilari condizioni di sicurezza non sono ancora soddisfatte. Un ritorno a Kabul potrà avvenire solo quando la situazione politica e di sicurezza lo permetterà.

L'Ambasciata di Svizzera in Pakistan, con sede a Islamabad, continua a rappresentare gli interessi diplomatici del nostro Paese e a occuparsi del rilascio dei visti alle persone provenienti dall'Afghanistan oltre che di tutti gli altri servizi consolari.

Poiché la presenza internazionale a Kabul è molto ridotta, non è possibile affidare la rappresentanza degli interessi diplomatici o il rilascio di visti a un altro Stato Schengen sulla base dell'articolo 8 del Codice dei visti. La SEM e il DFAE hanno già risposto all'aumento del numero di domande con un aumento del personale. Le esigenze in questo ambito vengono continuamente monitorate per rispondere nel miglior modo possibile a tutte le richieste.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.