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21.4131 · Interpellanza · 2021-09-29

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Ricerche preliminari hanno mostrato che il rilascio di un certificato COVID basato sullo stato di immunità da parte dell'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) non porrebbe alcun problema dal punto di vista tecnico. Il certificato sarebbe valido soltanto sul territorio svizzero come alternativa a quello compatibile con il certificato dell'UE.

Per questo motivo, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. È disposto a mettere a disposizione delle persone vaccinate o guarite test adeguati e gratuiti ogni sei mesi allo scopo di determinare il loro stato immunitario e, in caso di comprovata immunità, a rilasciare loro un certificato COVID valido in Svizzera per 180 giorni?

2. È disposto a rilasciare un certificato COVID valido in Svizzera per 180 giorni anche alle persone che non possiedono un certificato di guarigione, ma di cui è stata attestata l'immunità?

Begründung

Numerosi esperti ritengono che la guarigione protegga maggiormente dalla COVID-19 rispetto alla vaccinazione. In particolare, un'infezione naturale produrrebbe una risposta immunitaria più ampia contro più componenti del virus. Nella sua risposta all'interpellanza 21.3719, il Consiglio federale parte invece dal presupposto che l'immunità acquisita dopo una malattia si riduca progressivamente.

Non sussistono per contro molti dubbi sul fatto che la protezione offerta dal vaccino diminuisca gradualmente, specialmente per i vaccini a mRNA. Tuttavia, molte persone vaccinate rifiutano le vaccinazioni di richiamo richieste da alcuni gruppi di esperti. Il virologo tedesco Christian Drosten, invece, ritiene che, con un'infezione, la protezione immunitaria sviluppata da una persona vaccinata in buona salute sia migliore rispetto a quella sviluppata con una dose di richiamo.

Le dichiarazioni parzialmente contraddittorie dei virologi, degli epidemiologi, dei medici, dei giuristi e dei politici disorientano la popolazione.

La fiducia potrebbe essere ristabilita con un'"inversione dell'onere della prova". Dal punto di vista epidemiologico, la domanda da porsi non è se una persona sia stata vaccinata, ma qual è il suo stato immunitario. Bisognerebbe quindi attestare lo stato d'immunità e non più quello di vaccinazione, accettando il fatto che tutti i test hanno un margine d'errore. Gli esperti dovrebbero consigliare il Consiglio federale sulla scelta del test adeguato.

Questa possibilità supplementare sarebbe importante per tutte le persone che sono guarite dalla COVID-19 e, tra queste, soprattutto per i più giovani, poiché permetterebbe loro di avere accesso al certificato senza doversi sottoporre a test dispendiosi.

Stellungnahme des Bundesrates

1. e 2. Il Consiglio federale ha deciso il 3 novembre 2021 l'introduzione di un "Certificato COVID svizzero" con l'intenzione di agevolare l'accesso al documento per l'utilizzo sul territorio svizzero, in particolare per le persone guarite. Ora anche un test anticorpale (test sierologico) con esito positivo permette di ottenere un certificato.

Secondo le ultime ricerche, l'immunità sviluppata a seguito di un'infezione da coronavirus sembra garantire una buona protezione contro le forme gravi della malattia. Finora è stato riscontrato solo un numero molto basso di reinfezioni.

Dato che un test anticorpale positivo non fornisce indicazioni sul momento dell'infezione e che è dimostrato che l'immunità acquisita contro i coronavirus si riduce nel tempo, la validità di questo certificato di guarigione deve essere limitata a 90 giorni. Spirati i tre mesi, la persona interessata può sottoporsi a un nuovo test anticorpale e se il risultato è ancora positivo viene rilasciato un nuovo certificato di guarigione. Il costo del test anticorpale (attualmente intorno ai 70 franchi) è a carico della persona interessata.

Sempre il 3 novembre 2021 il Consiglio federale ha inoltre deciso di prolungare da 180 a 365 giorni la validità di tutti i certificati di guarigione finora emessi. I dati attualmente disponibili mostrano che l'immunità acquisita a seguito di un'infezione da coronavirus garantisce una protezione sufficiente contro le forme gravi della malattia e l'ospedalizzazione.

Per non mettere a rischio la compatibilità con le direttive dell'UE dei certificati COVID finora emessi in Svizzera, la validità di questi nuovi certificati è limitata al solo territorio svizzero. Considerato che a livello europeo la validità rimane di 180 giorni, per i viaggi all'estero le persone in possesso di un certificato COVID svizzero devono continuare ad attenersi alle regole di ingresso valide per i soggetti non vaccinati e non guariti.

Risposta del Consiglio federale.