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21.4191 · Mozione · 2021-09-30

Dipartimento di giustizia e polizia

Il rapporto sullo stato di attuazione dell'intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare una banca dati sulle decisioni in materia di mantenimento nel diritto di famiglia. I microdati da rilevare devono contenere informazioni sull'esistenza, l'ammontare e la durata dei contributi di mantenimento fissati nelle categorie mantenimento durante il matrimonio (art. 163 CC), dopo il divorzio (art. 125 CC) e mantenimento dei figli (art. 276 segg. CC), nonché su altri aspetti delle convenzioni di mantenimento, degli accordi di separazione, delle convenzioni di divorzio come pure delle sentenze giudiziarie (basi legali, autorità parentale, custodia, diritto di visita, conguaglio della previdenza professionale, regime dei beni matrimoniali, supposizioni riguardanti il reddito da attività lucrativa e le spese). I dati devono poter essere collegati con altre fonti di dati a scopi di ricerca.

Begründung

Dopo una serie di decisioni del Tribunale federale (sentenze 5A_907/2018 del 3 novembre 2020, 5A_311/2019 dell'11 novembre 2020, 5A_891/2018 del 2 febbraio 2021, 5A_104/2018 del 2 febbraio 2021, 5A_800/2019 del 9 febbraio 2021, DTF 144 III 481) soprattutto il diritto di mantenimento durante il matrimonio si trova in una fase di forte cambiamento. Queste decisioni di principio confermano un allontanamento da diverse clausole protettive nel diritto in materia di mantenimento (tra l'altro dal concetto di matrimonio che ha influenzato fortemente la vita di una persona). Si presume che ciò si tradurrà in contributi di mantenimento meno frequenti, inferiori e/o di più breve durata, il che nella maggior parte dei divorzi va a scapito delle donne. Queste decisioni si fondano sul presupposto che le mutate condizioni sociali sono correlate a un'indipendenza economica di gran lunga maggiore delle donne, diminuendo la necessità del mantenimento (cfr. giudice federale Nicolas von Werdt in: Basler Zeitung del 7 aprile 2021)

Uno studio di recente pubblicazione finanziato dal Fondo nazionale svizzero (https://arbor.bfh.ch/11906/1/Manuscript_alimony_decline_kessler_submitted_version.docx) ha mostrato che il mantenimento dopo il divorzio è diventato più raro già tra gli anni 90 e 00, mentre all'epoca il reddito da attività lucrativa delle donne divorziate non è aumentato nella misura attesa. I redditi delle coppie con figli sono ancora oggi ripartiti in maniera molto squilibrata, in particolare a causa di incentivi fiscali negativi e dell'assenza di posti di custodia a buon mercato. Alla luce di queste premesse, è lecito presupporre che l'abolizione del mantenimento dopo il divorzio risultante dai più recenti cambiamenti nel diritto in materia di mantenimento peggiorerà la situazione finanziaria di molte persone. Ne conseguirà verosimilmente una maggiore disparità economica nelle coppie divorziate, una diminuzione del reddito disponibile, un accresciuto rischio di povertà e un maggior ricorso all'aiuto sociale, ossia un passaggio delle conseguenze economiche dei divorzi dagli uomini divorziati alle donne divorziate, ai Comuni e ai Cantoni.

Attualmente l'assenza di dati impedisce di quantificare la portata di questo fenomeno (cfr. NZZ del 21 luglio 2021, https://www.nzz.ch/meinung/richterlicher-druck-auf-geschiedene-frauen-Id.1633048?reduced=true). Fino al 2008, nel quadro della statistica dell'Ufficio federale di statistica (UST) sui divorzi per ogni sentenza di divorzio erano rilevate dai giudici informazioni fondamentali sulle decisioni di mantenimento. Per sgravare i giudici, da allora sono trasmessi all'UST i dati relativi ai divorzi tratti dal registro informatizzato dello stato civile (lnfostar), in cui mancano informazioni su decisioni di mantenimento e altre caratteristiche rilevanti degli accordi, delle convenzioni e delle sentenze di diritto di famiglia.

I flussi di dati tra i giudici e l'UST vanno impostati in modo da poter rilevare le informazioni sopra indicate. Occorre pure esaminare quali ulteriori fonti di dati (p. es. conti individuali dell'AVS, dati fiscali cantonali, statistica dei beneficiari dell'aiuto sociale, anticipo degli alimenti) andrebbero collegate alla banca dati ai fini di una migliore comprensione. In complesso, si tratta di somme notevoli dato che ogni anno sono emanate circa 15 000 decisioni di mantenimento (adulti e figli) ciascuna delle quali stabilisce in media una somma di circa 22 500 franchi all'anno. La comprensione del funzionamento e degli effetti di questo importante elemento della sicurezza sociale e della parità dei sessi è pertanto essenziale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Un rilevamento dei dati e un allestimento uniforme di statistiche su scala nazionale sulle prassi delle autorità giudiziarie e amministrative nei diversi settori giuridici sono fondamentali non soltanto per la valutazione della legislazione vigente e l'elaborazione di nuove leggi, ma anche per diversi scopi di ricerca. Per questo motivo, il Consiglio federale ha proposto, nel quadro del progetto di revisione del Codice di diritto processuale svizzero (CPC; RS 272, oggetto 20.026), una disposizione (cfr. art. 401a D-CPC) volta a rendere disponibili, in futuro, dati unitari a livello svizzero sugli indicatori determinanti in materia di prassi di procedura civile (p. es. numero di procedimenti di divorzio, durata e costi del procedimento, ecc.). Il Consiglio federale sostiene pertanto in linea di massima la richiesta avanzata nella presente mozione.

Tuttavia, la creazione della banca dati sulla prassi delle autorità cantonali in questioni di diritto di famiglia (p. es. ammontare e durata dei contributi di mantenimento e attribuzione della custodia) chiesta nella mozione suscita diversi interrogativi, che vanno esaminati in maniera approfondita. Occorrerebbe dapprima svolgere uno studio di fattibilità. Solo in questo modo si potrà stimare l'onere amministrativo, finanziario e in termini di risorse umane per la Confederazione e i Cantoni correlato all'attuazione della mozione.

Fino al 2008 i Cantoni hanno estrapolato alcuni dei dati menzionati nella mozione dalle sentenze di divorzio, li hanno elaborati manualmente e trasmessi, su base volontaria, all'Ufficio federale di statistica (UST). Tuttavia, questo modo di procedere non soddisfa più le necessità della statistica, poiché spesso erano trasmesse informazioni incomplete. La richiesta avanzata nella mozione presuppone un sistema (informatico) uniforme. Per poter obbligare i Cantoni a rilevare i dati richiesti, occorre innanzitutto creare una base legale formale. Deve pure essere sviluppata una nuova strategia per una statistica unitaria su scala nazionale, che permetta di comparare i dati. I dati da rilevare dovranno essere definiti e i sistemi d'informazione e comunicazione delle autorità adeguati. Infine, le autorità coinvolte (tribunali e autorità di protezione dei minori e degli adulti) dovranno essere sostenute nel rilevamento dei dati, poiché solo così è possibile garantire una sufficiente qualità dei dati. Solo allora l'UST potrà valutare i dati e fornire le informazioni chieste dalla mozione.

Le considerazioni precedenti evidenziano che al momento non è possibile attuare la richiesta avanzata nella mozione. Il Consiglio federale propone pertanto di respingerla. Essendo tuttavia convinto dell'utilità e della necessità di una banca dati sulle decisioni nel diritto di famiglia, nel caso in cui la Camera prioritaria dovesse accogliere la mozione, il Consiglio federale proporrà alla seconda Camera di trasformarla in un mandato d'esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.