21.4256 · Interpellanza · 2021-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
L'USAV ha di recente pubblicato nella Rassegna sulla nutrizione in Svizzera 2021 uno studio sulla correlazione tra la concentrazione di nitrato nell'acqua potabile e il rischio di cancro colorettale, in base al quale "non si può escludere che l'assunzione di nitrato attraverso il consumo di acqua potabile causi una parte [...] dei casi di cancro colorettale riscontrati".
Lo studio ha esaminato diverse ricerche condotte in Danimarca e negli Stati Uniti che hanno evidenziato un legame tra il tenore di nitrato nell'acqua potabile e il rischio di cancro colorettale. Per gli Stati Uniti è stato ad esempio stimato che l'1-8 per cento di tutti i casi di tumore colorettale sia riconducibile all'esposizione al nitrato nell'acqua potabile. La ricerca danese mostra che la possibilità di contrarre un cancro aumenta in maniera statisticamente rilevante a partire da una concentrazione di nitrato nell'acqua potabile > 3,87 mg/l: nel caso di un tenore > 16,75 mg/l, il relativo rischio cresce di quasi il 20 per cento rispetto a un tenore < 0,69 mg/l.
Secondo lo studio dell'USAV, "in Svizzera, l'assunzione stimata di nitrato legata al consumo di acqua potabile è un po' più alta che in Danimarca e negli Stati Uniti". Tuttavia l'incidenza dell'esposizione al nitrato nell'acqua potabile sul rischio di cancro colorettale non può essere determinata: "Per la Svizzera [...] mancano attualmente dati basati sulla popolazione che permettano di stabilire l'esposizione individuale al nitrato tramite l'acqua potabile e una correlazione tra questa e l'incidenza del cancro colorettale".
Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. A quanti consumatori svizzeri viene oggi erogata acqua potabile con una concentrazione di nitrato > 3,87 mg/l, > 16,75 mg/l, > 25,00 mg/l (valore limite) o > 40,00 mg/l?
2. Con questi valori, di quanto aumenta il rischio di cancro rispetto a una concentrazione > 0,69 mg/l?
3. In quali regioni della Svizzera, i tenori di nitrato sono superiori al valore limite vigente di 25 mg/l o al valore massimo menzionato nello studio di 40 mg/l e perché?
4. Il Consiglio federale è disposto a realizzare un vasto studio di coorte, finora mai condotto a livello nazionale, che tenga conto del consumo individuale di acqua potabile? Se sì, entro quando? Se no, perché?
5. Quali conclusioni fondamentali trae dai risultati di questo studio? Quali misure intende adottare?
6. I valori limite vigenti devono essere adeguati? Se no, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
Lo studio pubblicato nella Rassegna sulla nutrizione in Svizzera 2021 mostra la difficoltà di determinare con precisione l'esposizione della popolazione al nitrato attraverso l'acqua potabile e, di conseguenza, di valutare con esattezza il rischio associato di cancro colorettale. Prendendo in considerazione i risultati di questo studio e altre fonti di informazione, si possono fornire le seguenti risposte.
1. Le cifre relative agli abitanti riforniti da una rete di distribuzione non sono disponibili per tutte le aree del Paese, pertanto non è possibile determinare il numero esatto di consumatori che usufruiscono di acqua potabile con un determinato contenuto di nitrato. Tuttavia, le analisi delle autorità cantonali e dei fornitori d'acqua effettuate nel 2019 mostrano che nell'acqua potabile non viene mai superato il valore massimo di nitrato di 40 mg/l.
I dati dimostrano inoltre che nelle zone agricole:
- circa il 10 per cento della popolazione consuma acqua potabile con concentrazioni di nitrato comprese tra 25 e 40 mg/l e
- per quasi la metà della popolazione le concentrazioni sono superiori a 10 mg/l.
In tutta la Svizzera, circa 150 000 abitanti consumano acqua potabile con una concentrazione di nitrato superiore a 25 mg/l.
2. Per determinare un possibile nesso tra l'aumento del rischio di cancro e la presenza di nitrato nell'acqua potabile sono necessari dati che riportino l'esposizione individuale a questa sostanza. Questi dati vanno poi incrociati con quelli sui casi di cancro colorettale per stabilire un'effettiva correlazione. Attualmente, tuttavia, non sono disponibili dati sull'esposizione individuale al nitrato in Svizzera, pertanto non è possibile fare affermazioni al riguardo. Indipendentemente da ciò, nelle valutazioni dovrebbero essere considerati anche altri fattori di rischio per il cancro colorettale (consumo di sale da salatura, sovrappeso ecc.).
Con un valore mediano di 6,8 mg/l, la concentrazione di nitrato nell'acqua potabile in Svizzera stimata dallo studio menzionato si colloca tuttavia ben al di sotto del valore massimo di 40 mg/l, il che significa che si può presumere un basso rischio per la salute umana.
3. Circa l'80 per cento dell'acqua potabile in Svizzera proviene dalle acque sotterranee e il restante 20 per cento proviene dai laghi. Per l'acqua potabile si applica un valore massimo di nitrato di 40 mg/l. Per i laghi da cui si ricava acqua potabile e per le acque sotterranee utilizzate o destinate ad essere utilizzate come acqua potabile il limite è di 25 mg/l. Nei laghi da cui si ottiene l'acqua potabile, la concentrazione di nitrato è solitamente inferiore a 10 mg/l e quindi ben al di sotto dei valori limite menzionati.
Concentrazioni eccessive di nitrato nelle acque sotterranee sono di solito il risultato dell'uso agricolo e della concimazione dei terreni: il dilavamento del nitrato è significativamente maggiore per le superfici agricole rispetto a quelle destinate all'allevamento. L'Osservazione nazionale delle acque sotterranee (NAQUA), infatti, ha rilevato nelle acque sotterranee delle aree a uso prevalentemente agricolo un superamento del valore limite di 25 mg/l in oltre il 40 per cento dei punti misurati. Si tratta principalmente della zona dell'Altopiano che va dal Lago Lemano al Lago di Costanza.
4. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha messo a punto un programma generale di biomonitoraggio della popolazione svizzera, la cui fase pilota termina quest'anno (https://www.studio-sulla-salute.ch/). Il Consiglio federale è del parere che un'indagine sull'inquinamento da nitrato possa essere inclusa in tale programma e che uno studio di coorte specifico sia superfluo.
5. e 6. I risultati dello studio pubblicato nella Rassegna sulla nutrizione in Svizzera indicano che l'influenza del nitrato nell'acqua potabile sul rischio di cancro colorettale non può essere esclusa, ma è probabilmente minima. Mostrano inoltre che la stima dell'esposizione massima resta al di sotto della dose giornaliera accettabile di 40 mg/l stabilita dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che è considerata sicura. Pertanto, il Consiglio federale è del parere che il valore massimo di nitrato nell'acqua potabile non vada modificato. Tuttavia, come misura precauzionale, si impegna a ridurre il tenore di nitrato nelle acque sotterranee, che rappresentano la più importante fonte di acqua potabile in Svizzera, al di sotto del limite di 25 mg/l fissato dall'ordinanza sulla protezione delle acque. Le modifiche delle ordinanze sull'agricoltura proposte dal Consiglio federale la scorsa primavera in attuazione dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi" perseguono questo obiettivo.
Risposta del Consiglio federale.