21.4276 · Interpellanza · 2021-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Come è stato il caso per le ondate precedenti, con il nuovo aumento dei casi di COVID-19 assistiamo anche a un forte incremento del tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali svizzeri. Il numero crescente di pazienti COVID-19 in condizioni critiche sta mettendo a dura prova soprattutto i reparti di terapia intensiva. La durata più lunga delle degenze e le maggiori risorse umane necessarie per trattare questi pazienti costringono gli ospedali a rimandare nuovamente altri interventi. La forte pressione che continua a gravare sugli operatori sanitari non fa che acuire il problema della grave carenza di personale specializzato.
Contemporaneamente si registra una diminuzione dei posti letto in terapia intensiva: all'inizio della pandemia erano stati aumentati a 1400 unità, grazie anche alla messa a disposizione di letti ad hoc. Attualmente il loro numero si situa nuovamente sotto le 900 unità.
È presumibile che anche in futuro la COVID-19 metterà a dura prova il nostro sistema sanitario; questo scenario solleva interrogativi sulle capacità necessarie nei reparti di terapia intensiva dei nostri ospedali. Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica il fatto che il numero dei posti letto nei reparti di terapia intensiva degli ospedali svizzeri si sia ridotto così tanto tra la primavera del 2020 e l'autunno del 2021?
2. Il fatto che gli ospedali non siano indennizzati per il trattamento dei pazienti gravi affetti da COVID-19 costituisce un freno al potenziamento delle terapie intensive?
3. Si può gestire la pandemia con i posti ad hoc messi a disposizione nell'emergenza?
4. Come valuta il fabbisogno a medio e lungo termine di posti letto nei reparti di terapia intensiva degli ospedali svizzeri?
5. Nei reparti di medicina e di terapia intensiva sussiste una grave carenza di personale specializzato. La Svizzera deve formare più professionisti in questi reparti?
6. Con quali misure la Svizzera può ovviare alla forte carenza di personale nei reparti di terapia intensiva?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il settore sanitario, e quindi la messa a disposizione di capacità negli ospedali, rientrano nella competenza dei Cantoni. Il Consiglio federale li ha sensibilizzati in merito alla situazione e chiesto loro di prevedere capacità supplementari di riserva nei reparti di terapia intensiva. Ciò può essere fatto, per esempio, impiegando per le cure intensive personale di altri reparti e posticipando interventi non urgenti. Questi interventi, tuttavia, dovranno essere recuperati in un secondo tempo. In base alle rispettive leggi sulla sanità, soltanto i Cantoni sono autorizzati a ordinare provvedimenti del genere in una situazione particolare.
2. Il trattamento di casi di COVID-19 è remunerato in base alla struttura tariffale SwissDRG, applicabile al settore stazionario somatico acuto. La SwissDRG SA, responsabile della manutenzione e dell'ulteriore sviluppo della struttura tariffale, ha comunicato che dalla sua analisi non risulta alcuna sottocopertura sistematica del gruppo di casi COVID (www.swissdrg.org > Comunicazioni). Pertanto la rimunerazione dei casi di COVID-19 non costituisce un ostacolo al potenziamento delle capacità dei reparti di terapia intensiva.
3., 5. e 6. Finora è stato possibile mettere a disposizione capacità complessivamente sufficienti in tutta la Svizzera grazie ai posti letto ad hoc in terapia intensiva, anche se a livello locale si sono verificati rari casi di sovraccarico. A breve termine è pressoché impossibile mettere a disposizione ulteriori capacità certificate nel settore della medicina intensiva. Il limite di capacità dei reparti di terapia intensiva non è imputabile all'infrastruttura (posti letto), ma alla mancanza di personale infermieristico specializzato. A causa della persistente situazione di sovraccarico lavorativo dovuta alla COVID-19, negli ultimi mesi si è avuto un numero significativo di dimissioni nelle terapie intensive. Inoltre spesso non è possibile rioccupare i posti vacanti. Anche formare nuovo personale è possibile soltanto a medio termine, poiché la formazione supplementare necessaria dura due anni.
Il Consiglio federale riconosce il problema della carenza di personale infermieristico e sostiene il controprogetto indiretto all'iniziativa sulle cure infermieristiche (Iv. Pa. 19.401), che comprende una campagna di formazione. Oltre a contributi per la formazione, il progetto prevede di imporre alle istituzioni sanitarie di fornire prestazioni di formazione e ai Cantoni di sostenerle finanziariamente in questo sforzo.
Inoltre, negli ultimi anni la Confederazione ha adottato varie misure per rafforzare la figura professionale dell'infermiere, in modo che un maggior numero di infermieri scelga di non abbandonare la professione o di rientrarvi. A tale scopo sono state adottate diverse misure nell'ambito dell'Iniziativa sul personale qualificato (IPQ): misure per il miglioramento della situazione del personale qualificato nelle cure di lunga durata mediante campagne di valorizzazione ("Una carriera fatta di umanità") e un sostegno finanziario a programmi cantonali di rientro nella professione, programmi per una migliore collaborazione tra i gruppi professionali nel settore sanitario (programma di promozione "Interprofessionalità nel settore sanitario 2017-2020"), nonché provvedimenti per una migliore conciliabilità di lavoro e famiglia e un ulteriore programma di promozione "Offerte di sgravio per i familiari assistenti 2017-2020".
Il Consiglio federale vede con favore la promozione di offerte di formazione e di perfezionamento, ma non dispone della competenza d'imporre singole formazioni.
4. La pianificazione delle capacità ospedaliere rientra nella competenza dei Cantoni. Spetta a questi ultimi determinare il fabbisogno futuro di capacità dei reparti di terapia intensiva ponderando le esigenze e una serie di diversi fattori.
Risposta del Consiglio federale.