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Moratoria sugli OGM. Uscire dalla situazione di stallo. Creare un ente nazionale per la valutazione dei prodotti non medici derivati da tecnologie genetiche

21.4280 · Interpellanza · 2021-10-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La proroga della moratoria sulla messa in commercio di organismi geneticamente modificati (OGM) penalizza i settori della ricerca, dell'innovazione e delle nuove tecnologie. Priva la Svizzera di progressi significativi nell'ambito della selezione delle piante. La moratoria si applica alle piante prodotte con tecnologie genetiche convenzionali come pure alle nuove tecniche di selezione vegetale come l'editing genomico e non permette di tenere conto degli sviluppi scientifici.

Questa situazione di stallo sottolinea la necessità di rivedere il quadro normativo e i processi di valutazione degli incarti. Occorre poter valutare i numerosi sviluppi legati alle nuove tecnologie genetiche in modo scientifico, neutrale e indipendente, ma anche considerare le aspettative sulle possibili applicazioni, in particolare a favore di un'agricoltura sostenibile, e ripristinare la fiducia dei consumatori.

Oggi il Consiglio federale dovrebbe basare le proprie decisioni sulle raccomandazioni scientifiche della Commissione federale di esperti per la sicurezza biologica (CFSB) e della Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano (CENU). Tuttavia, la pressione di opinioni di parte sembra invece sminuire le prove scientifiche, bloccando così le possibili soluzioni.

Per uscire da questa situazione di stallo, le valutazioni dovrebbero essere fondate su considerazioni scientifiche ed etiche, ma anche porre l'accento sulle questioni economiche, la sicurezza dell'approvvigionamento e gli interessi preponderanti della popolazione.

Il Consiglio federale non ritiene opportuno istituire un ente nazionale specializzato, indipendente e neutrale in grado di valutare gli incarti in modo globale e trasversale?

Che ruolo potrebbe avere il Consiglio svizzero della scienza (CSS) in questo ambito? Questa questione sarà affrontata nel rapporto in adempimento del postulato 20.4211?

Stellungnahme des Bundesrates

1-2) L'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) per scopi sperimentali e l'immissione sul mercato di alimenti e mangimi OGM sono esclusi dalla moratoria sin dalla sua entrata in vigore. Le procedure di valutazione sono disciplinate nell'ordinanza sull'emissione deliberata nell'ambiente (RS 814.911). Il Consiglio federale è dell'avviso che queste siano attuate in modo neutrale e fondate su basi scientifiche conformemente al diritto vigente: il coinvolgimento di servizi federali e cantonali intersettoriali specializzati e la pubblicazione delle domande presentate e delle autorizzazioni garantiscono una procedura trasparente. La partecipazione obbligatoria della Commissione federale per la sicurezza biologica (CFSB) e della Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano (CENU), composte da esperti indipendenti, garantisce l'apporto di competenze specialistiche nella procedura. Il Consiglio federale ritiene quindi che la necessaria competenza scientifica, giuridica ed etica sia sufficientemente presa in considerazione nelle procedure e non vede la necessità di istituire un centro di competenza nazionale per la valutazione delle domande o di coinvolgere il Consiglio svizzero della scienza (CSS). Secondo la legge sulla promozione della ricerca e dell'innovazione (LPRI; RS 420.1), quest'ultimo ha il compito di fornire consulenza al Consiglio federale in materia di politica della ricerca e dell'innovazione, ma non di valutare singole domande nell'ambito del diritto sull'ingegneria genetica.

3) In adempimento dei postulati 20.4211 Chevalley e 21.3980 CSEC-N, il Consiglio federale elaborerà una panoramica completa del campo d'applicazione della normativa sull'ingegneria genetica, in particolare per quanto riguarda i prodotti delle nuove tecniche di ingegneria genetica nel settore agricolo. Se dovesse emergere la necessità di intervenire nella valutazione delle domande, il Consiglio federale esaminerà soluzioni adeguate.

Risposta del Consiglio federale.