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21.4288 · Interpellanza · 2021-10-01

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nell'ultimo periodo vi sono sempre più casi che minano la certezza del diritto per i musei, i collezionisti e i commercianti di antichità svizzeri. In contrasto con la legge sul trasferimento dei beni culturali (LTBC), di recente sono per esempio intervenute le nostre autorità di perseguimento penale trasmettendo segnalazioni a Paesi stranieri anche senza avere le prove che si trattasse di arte trafugata. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Come spiega il fatto che un bene culturale, come inteso nell'articolo 2 capoverso 1 LTBC, non debba più appartenere a una delle categorie definite nelle Convenzioni UNESCO 1970 e 2001 o essere "importante" sotto il profilo religioso o laico, visto che da qualche tempo anche le antichità rientrano appieno in tale definizione?

2. La Svizzera ha concluso accordi bilaterali per la protezione dei beni archeologici con diversi Paesi, quali per esempio l'Egitto, la Cina, la Grecia, l'Italia, la Colombia e la Repubblica di Cipro. Dove sussistono incongruenze tra questi accordi internazionali (non sottoposti a referendum) e la LTBC e perché?

3. Gli accordi internazionali per la protezione dei beni archeologici sono al di sopra della LTBC? In materia di beni culturali il diritto internazionale prevale sostanzialmente sul diritto nazionale svizzero?

4. In quale misura il Servizio specializzato trasferimento internazionale dei beni culturali dell'Ufficio federale della cultura rappresenta nella lettera e nello spirito l'attuale LTBC, anche quando è in contrasto con l'interpretazione di alcuni Stati stranieri e autorità svizzere di perseguimento penale?

5. Quali misure intende adottare il Consiglio federale per ristabilire la certezza del diritto per i musei, i collezionisti privati e il commercio di antichità della Svizzera, che un tempo era tra i più rinomati al mondo e oggi è praticamente ridotto al lumicino?

Stellungnahme des Bundesrates

Gli eventi menzionati nell'introduzione dell'interpellanza sono stati oggetto di un procedimento ordinario davanti al Tribunale penale federale, la cui decisione in merito alla restituzione di beni culturali a fini probatori è stata emessa nell'ambito dell'assistenza internazionale in materia penale. Contro simili decisioni è possibile presentare ricorso al Tribunale federale. Non essendo ciò avvenuto nel caso in esame, la decisione è passata in giudicato. In virtù del principio della separazione dei poteri, il Consiglio federale non commenta le decisioni dei tribunali.

1. Un oggetto è considerato bene culturale se, oltre ad appartenere a una delle categorie specificate nella Convenzione UNESCO del 1970 (art. 1, RS 0.444.1) o nella Convenzione UNESCO del 2001 (art. 1 cpv. 1 lett. a, RS 0.444.2), è importante, sotto il profilo religioso o laico, per l'archeologia, la preistoria, la storia, la letteratura, l'arte o la scienza (art. 2 cpv. 1 della legge del 20 giugno 2003 sul trasferimento dei beni culturali, LTBC; RS 444.1).

Determinare quale sia l'importanza di un oggetto per uno degli ambiti di cui sopra è una questione soggetta al continuo mutare delle percezioni e delle idee. Essa può essere giudicata unicamente tenendo conto della comunità al cui patrimonio culturale i beni appartengono e del contesto specifico (FF 2002 457, in particolare pag. 495). Per quanto riguarda la definizione degli oggetti archeologici, il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle interpellanze Schneeberger 18.4322 e Heer 18.4325 e ribadisce che, secondo la volontà del legislatore, gli oggetti archeologici sono a priori importanti e vanno quindi considerati come beni culturali ai sensi della LTBC.

2./3. Non vi sono incongruenze tra gli accordi bilaterali menzionati dall'autore dell'interpellanza e la LTBC. Tali accordi sono stati conclusi sulla base della LTBC stessa allo scopo di salvaguardare gli interessi di politica culturale e di politica estera e di tutelare il patrimonio culturale (cfr. art. 7 LTBC). Quando la Svizzera conclude un accordo internazionale, verifica essenzialmente che i nuovi obblighi contrattuali siano compatibili con il diritto interno. Come per la stipula di trattati internazionali, anche per quella di accordi bilaterali le autorità si assicurano che gli obblighi internazionali che ne derivano siano in linea con il diritto nazionale.

Ai sensi della LTBC, la conclusione di convenzioni bilaterali spetta al Consiglio federale (art. 7). Questo regime di competenze specifico è stato definito dal Parlamento con l'introduzione della LTBC nel 2003.

4. Il Servizio specializzato trasferimento internazionale dei beni culturali dell'UFC adempie i propri compiti secondo le competenze attribuitegli dalla legge (art. 18 LTBC).

Il perseguimento e il giudizio dei reati ai sensi della LTBC competono ai Cantoni (art. 27 LTBC). Non è di competenza del Servizio specializzato impartire istruzioni alle autorità cantonali di perseguimento penale, dato che esse sono indipendenti nell'applicazione del diritto e sottostanno soltanto al diritto (art. 4 cpv. 1 del Codice di procedura penale, RS 312.0). Eventuali interpretazioni della LTBC da parte di Stati terzi contrarie alla volontà del legislatore non incidono sull'applicazione della legge in Svizzera.

5. In base a quanto suesposto, il Consiglio federale non ritiene vi sia alcuna necessità d'intervento. Sottolinea invece che, dalla ratifica della convenzione UNESCO del 1970 e dall'entrata in vigore della LTBC nel 2005, la Svizzera è apprezzata a livello internazionale per il suo impegno nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali. Inoltre, le disposizioni legali relative al trasferimento dei beni culturali ne favoriscono il commercio lecito e i dati relativi alle importazioni ed esportazioni dimostrano che il commercio d'arte non ha subito una battuta di arresto.

Risposta del Consiglio federale.