21.4291 · Interpellanza · 2021-10-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il titolo della presente interpellanza riprende l'accorato appello lanciato da un rivenditore di vini nella sua lettera alla redazione del quotidiano "Le Nouvelliste", pubblicata il 31 agosto 2021, riportata di seguito.
Le prospettive sono inquietanti. Nonostante i pagamenti diretti, i viticoltori non coprono più i loro costi di produzione benché negli ultimi anni li abbiano già ridotti ricorrendo alla meccanizzazione e alla manodopera estera. Da alcuni anni molti vigneti non vengono più lavorati e le perdite a seguito di un'interruzione d'esercizio per il raccolto 2021 accentueranno ulteriormente la tendenza.
I cittadini non vogliono più sentir parlare di pesticidi. Vogliono vigneti coltivati biologicamente, inerbiti e popolati da fauna indigena, il che fa lievitare i costi.
Berna ci dice che i contingenti d'importazione non si toccano, perché noi non abbiamo certo il peso dell'industria farmaceutica, di quella orologiera o del settore lattiero.
Il consumo crolla e il rapporto qualità/prezzo dei vini esteri - esacerbato dai sussidi versati dall'UE per promuoverne lo smercio in Svizzera - è talmente a loro vantaggio che purtroppo ci si è abituati alle offerte speciali a prezzi stracciati.
I vigneti si coltivano per 30-50 anni (o addirittura più a lungo) e l'investimento ammonta in media a 150 000 franchi l'ettaro.
Cosa vedranno i nostri figli e nipoti sui nostri terreni terrazzati: canapa, kiwi o pannelli solari?
Il tempo stringe: per una volta Verdi, Socialisti, PDC, PLR e UDC dovrebbero schierarsi sullo stesso fronte per salvare il settore. Se non si interviene, i vigneti svizzeri (questi "orti" come sono soliti qualificarli i viticoltori dei Paesi limitrofi) continueranno progressivamente e inesorabilmente a essere lasciati incolti prima di sparire.
Cosa risponde il Consiglio federale a questo accorato appello che interessa un'intera filiera della nostra economia e quale strategia propone per salvare la viticoltura e i viticoltori svizzeri?
Stellungnahme des Bundesrates
Il consumo di vino è in calo da diversi anni e il mercato vinicolo svizzero è più aperto rispetto a quelli di altri prodotti agricoli. Il Consiglio federale e il Parlamento si sono già espressi su questi argomenti e sulle proposte di modifica della protezione doganale, in particolare nel quadro della mozione 20.3411 "Misure urgenti Covid-19 per la viticoltura", dell'interpellanza 19.4303 "Rivedere i contingenti d'importazione dei vini" e dell'iniziativa 20.303 "Per una riduzione del 50 per cento del contingente per l'importazione di vino" depositata da un Cantone.
I costi di produzione del settore vitivinicolo svizzero, in particolare quelli dei vigneti in pendenza e terrazzati, rappresentano una sfida per i viticoltori riconosciuta dalla Confederazione. A favore di questi vigneti vengono versati pagamenti diretti che vanno da 1500 a 5000 franchi l'ettaro, i quali si sommano ai pagamenti diretti erogati a titolo di retribuzione per le altre prestazioni d'interesse generale. Ciononostante, per tutte le particelle vignate il rapporto tra i costi necessari alla loro manutenzione e le entrate che possono generare non è soddisfacente. In alcuni casi le particelle più discoste, in forte pendenza, occupate da viti vecchie e meno redditizie per il modello d'affari dei gestori - alcuni dei quali sono viticoltori non professionisti - non vengono lavorate o sono abbandonate. Tuttavia, non vengono compiuti tutti gli sforzi di razionalizzazione possibili. Spetta ai gestori procedere in modo sufficientemente tempestivo al fine di razionalizzare la loro struttura e la loro organizzazione; dal canto suo la Confederazione mette a disposizione un sostegno finanziario sussidiario mediante crediti d'investimento e contributi a fondo perso.
L'Ufficio federale dell'agricoltura sostiene attualmente diversi progetti del settore vitivinicolo tesi ad aumentare la sostenibilità della viticoltura svizzera e dei suoi vini nonché a valorizzarne meglio le specificità sul mercato. La quota di mercato dei vini svizzeri è in crescita dal 2018. Una maggiore attenzione dei consumatori per i prodotti indigeni, che la situazione legata al Covid-19 sembra aver accentuato, è un'opportunità che il settore vitivinicolo deve cogliere. Anche in questo caso la Confederazione dispone di strumenti per sostenere le iniziative del settore volte a posizionare meglio i vini svizzeri tra i consumatori. Nel 2020 la Confederazione ha versato a Swiss Wine Promotion SA un aiuto supplementare pari a 1 milione di franchi per la promozione dei vini svizzeri a complemento dei 3 milioni di franchi erogati normalmente. Nel 2021, questo aiuto supplementare è stato nuovamente concesso per le misure di Swiss Wine Promotion SA.
Risposta del Consiglio federale.