21.4297 · Postulato · 2021-10-01
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a esaminare come potrebbe essere aumentata la quota di alimenti regionali e a base vegetale nella ristorazione collettiva e nella gastronomia e in che misura potrebbe essere impiegata nella ristorazione collettiva la verdura di grande calibro non vendibile nel commercio al dettaglio.
Begründung
Uno degli obiettivi della strategia alimentare della Confederazione consiste, tra le altre cose, nel privilegiare i prodotti regionali e stagionali e nel ridurre il consumo di carne a un terzo di quello attuale.
È chiaro che ognuno di noi a casa propria è libero di scegliere gli alimenti che preferisce e questo rientra nella piena libertà del consumatore. Anche nella ristorazione collettiva e nella gastronomia è importante garantire questa libertà, senza imporre troppe regole. In questo ambito, per la Confederazione non dovrebbe tuttavia essere difficile promuovere i prodotti stagionali e regionali, privilegiando gli alimenti a base vegetale, senza andare a scapito dei piaceri della tavola. La Confederazione dovrebbe promuovere e sostenere anche l'impiego, nella ristorazione collettiva, di verdura di grande calibro o di frutta rovinata dalla grandine e quindi non vendibile al dettaglio per evitare in questo modo lo spreco alimentare e attenuare le perdite economiche in caso di cattivo raccolto. Inoltre, per i servizi della ristorazione collettiva non ci sarebbero costi aggiuntivi in quanto beneficiano di contributi da parte della Confederazione. Il denaro investito avrebbe un triplice vantaggio: contribuirebbe al raggiungimento degli obiettivi della strategia alimentare della Confederazione; sosterrebbe l'agricoltura regionale grazie a contratti equi con i coltivatori di prossimità; eviterebbe gli sprechi alimentari e attenuerebbe le perdite economiche in caso di cattivo raccolto perché verrebbe utilizzata tutta la verdura ancora commestibile scartata dal commercio al dettaglio.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2015 la Svizzera ha adottato insieme a 190 Paesi l'Agenda 2030 dell'ONU per lo sviluppo sostenibile. Anche il nostro Paese è quindi chiamato a dimezzare entro il 2030 lo spreco alimentare pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e di ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura. Per quanto riguarda la riduzione delle perdite alimentari evitabili, il Consiglio federale elabora attualmente, in adempimento del postulato Chevalley 18.3829, un piano d'azione contro lo spreco alimentare che dovrebbe essere adottato nel primo trimestre del 2022.
Il Consiglio federale ha già preso numerose misure per promuovere un'alimentazione varia, equilibrata e sostenibile e per limitare lo spreco alimentare nella ristorazione collettiva. Negli ultimi anni, standard di qualità per un'alimentazione equilibrata e sostenibile sono stati sviluppati dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), in associazione con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
Questi standard, già promossi e utilizzati nella ristorazione privata e nelle mense della Confederazione (in collaborazione con l'Ufficio federale del personale), si concentrano sulla salute ma sono attualmente in fase di revisione per rafforzare l'aspetto della sostenibilità. Tengono inoltre conto delle raccomandazioni elaborate su incarico dell'UFAM per gli acquisti pubblici responsabili nel settore dell'alimentazione: l'accento è posto sull'aumento dell'offerta vegetariana, la riduzione dello spreco alimentare, la scelta di cibo prodotto in modo sostenibile, la stagionalità e i prodotti locali. Gli standard di qualità per una dieta equilibrata e sostenibile sono un elemento chiave del piano per la ristorazione e di conseguenza anche degli accordi stipulati dalla Confederazione con i servizi interessati. Un sistema di autovalutazione che permetterà anche di fissare e monitorare gli obiettivi sarà attuato entro la fine del 2022.
Le imprese di ristorazione collettiva incaricate dalla Confederazione si riforniscono da grossisti che consegnano verdure preparate (sbucciate, tagliate ecc.), il che facilita la gestione delle quantità e permette di limitare gli sprechi e i costi del personale per la loro preparazione. Queste imprese, inoltre, sono tenute a rispettare severe norme igieniche e vincoli di costo. Imporre loro di usare verdure di grande calibro richiederebbe un adeguamento dei contratti con conseguenti implicazioni sui costi.
In considerazione delle attività in corso, la prima parte del postulato è già soddisfatta, la misura riguardante le verdure di grande calibro sarebbe per contro piuttosto difficile e costosa da attuare nel settore della ristorazione collettiva.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.