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21.4301 · Mozione · 2021-10-01

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La Confederazione è incaricata di modificare le condizioni d'autorizzazione per l'importazione di burro, nel quadro dell'ordinanza sulle importazioni agricole che disciplina anche l'importazione di prodotti lattiero-caseari, in modo che non sia più autorizzata alcuna importazione di burro in caso di disponibilità all'interno del Paese finché il prezzo del latte in Svizzera non coprirà i costi di produzione e la segmentazione del mercato lattiero non contribuirà a far aumentare il valore del latte svizzero.

Begründung

La situazione attuale sul mercato lattiero è decisamente insoddisfacente. Il 20 settembre 2021 sono state importate ulteriori 900 tonnellate di burro per Mondelez, successivamente trasformate in Toblerone prima di essere riesportate, sebbene all'interno del Paese fosse disponibile una quantità sufficiente di burro e il prezzo del latte in Svizzera non consenta tuttora di coprire i costi. Si tratta di un esempio tra tanti di domande d'importazione autorizzate che mettono sotto pressione il prezzo del latte svizzero, il che va a scapito soprattutto dei piccoli contadini.

Se si vuole continuare a garantire una produzione lattiera basata su piccole aziende contadine e adeguata alle condizioni locali, si deve fare in modo che il prezzo pagato ai produttori di latte aumenti e copra i costi.

Il numero di produttori lattieri è in calo da anni: se nel 1996 se ne censivano ancora

44 000, a fine 2020 ne restavano 18 396, il che equivale a una flessione di oltre il 50 per cento.

A causa della pressione esercitata sul prezzo del latte, si produce sempre più latte industriale nella regione di pianura dove i costi di produzione sono più bassi rispetto alla regione di montagna. Questo crea una concorrenza a livello di superfici che potrebbero essere utilizzate per l'alimentazione umana anziché per il pascolo. Più si importano latte e burro anche se l'offerta del mercato sarebbe in grado di coprire la domanda, più l'industria di trasformazione e il commercio al dettaglio sono in posizione di forza. Questo causa un rovinoso dumping sui prezzi del latte che rende precaria soprattutto la situazione dei piccoli contadini. Per questo motivo, finché il prezzo del latte non coprirà i costi bisogna vietare l'importazione di burro che genera un'eccedenza artificiale sul mercato e che, in fin dei conti, va soltanto a beneficio dell'industria di trasformazione e del commercio al dettaglio.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'ordinanza sulle importazioni agricole (RS 916.01) disciplina l'importazione ordinaria di burro. Sulla base di essa, ogni anno viene liberato per l'importazione un contingente doganale parziale di 100 tonnellate. Questo quantitativo corrisponde pressoché al fabbisogno giornaliero della Svizzera. Secondo l'articolo 36 della suddetta ordinanza, in caso di insufficiente approvvigionamento del mercato indigeno, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) può aumentare temporaneamente il contingente doganale parziale dopo aver sentito le cerchie interessate. Su richiesta dell'Interprofessione latte (IP Latte), per l'anno corrente l'UFAG ha aumentato di 2500 tonnellate il contingente doganale parziale di burro a causa delle imminenti difficoltà di approvvigionamento.

All'interno dell'IP Latte, la Commissione che si occupa delle importazioni di burro è responsabile di esaminare costantemente la situazione dell'approvvigionamento in burro e, in caso di approvvigionamento insufficiente, di presentare all'UFAG una domanda di aumento del contingente doganale parziale. Si tratta di una commissione composta in modo paritetico da cinque produttori e cinque addetti alla trasformazione e al commercio al dettaglio. Il processo dalla domanda definitiva del settore fino all'effettiva liberazione di un contingente supplementare da parte dell'UFAG dura almeno sei settimane.

A livello pratico non è possibile autorizzare importazioni di burro soltanto se A) non è più disponibile burro indigeno o B) vengono pagati prezzi del latte che coprono i costi. Nel caso A), viste le scadenze summenzionate, in Svizzera l'approvvigionamento in burro sarebbe insufficiente per diverse settimane. Nel caso B) sarebbe necessario modificare l'intero disciplinamento del mercato lattiero.

Le aziende dedite alla produzione lattiera hanno costi di produzione molto diversi. Sulla base del vincolo richiesto, per tener conto di tutta la fascia lo Stato dovrebbe garantire un prezzo del latte molto elevato. Nel 1999 è stato abolito il prezzo di base del latte unitario garantito e nel 2009 è stato abrogato il contingentamento lattiero statale. Il sostegno al mercato lattiero vincolato ai prodotti è stato ridotto gradualmente, trasformandolo in pagamenti diretti a favore dei produttori di latte (pagamenti per superficie). Durante questo processo si è tenuto maggiormente conto delle regioni di montagna al fine di compensare i già citati svantaggi legati al luogo. Il vincolo richiesto dall'autrice della mozione tra prezzi del latte che coprono i costi e aumento del contingente doganale parziale per il burro sarebbe palesemente in contrasto con gli sviluppi che hanno caratterizzato finora il mercato lattiero e la politica agricola della Svizzera. Ne deriverebbero una sovrapproduzione e costi elevati per la collettività. Di conseguenza non spetta allo Stato stabilire le quantità di latte e i rispettivi prezzi.

L'importazione di 900 tonnellate di burro nel caso Mondelez è stata autorizzata nel quadro del traffico di perfezionamento attivo, che è disciplinato dalla legge sulle dogane (RS 631.0). Il diritto vigente non prevede la competenza del Consiglio federale di modificare l'ordinanza sulle importazioni ai sensi di quanto richiesto dalla mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.