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21.432 · Iniziativa parlamentare · 2021-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Nella Commissione del Consiglio nazionale

Wortlaut

Un nuovo articolo 34bis nella legge sul CO2 intende gettare le basi per un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera per i prodotti ad alta intensità di CO2 tenendo conto dei relativi sviluppi nell'UE. Il legislatore definisce l'elenco di tali prodotti.

Begründung

L'impronta di gas a effetto serra della Svizzera ammonta a 114 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti all'anno (2018). Tuttavia, il 65 per cento di queste emissioni non è generato in Svizzera, bensì all'estero. Diverse misure della legge sul CO2 servono a ridurre le emissioni nazionali. Per rispondere alle aspirazioni della Svizzera di ridurre completamente le emissioni di gas a effetto serra, le emissioni derivanti dalle importazioni nette di beni e servizi non possono essere trascurate.

Non tutti gli Stati hanno tasse sul CO2 paragonabili a quelle della Svizzera. Un prodotto che viene fabbricato in un Paese privo di standard ecologici minimi o tasse sulle emissioni di CO2 può essere offerto in Svizzera a un prezzo più conveniente. Con l'aumento del prezzo del CO2 queste differenze si intensificano, il che può arrecare svantaggi competitivi ai produttori svizzeri.

Un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera affronta il problema compensando la differenza tra un'eventuale tassa sul CO2 più bassa e la nostra tassa sul CO2 quando si entra nel mercato interno. Questo protegge l'industria svizzera dai prezzi più bassi dovuti al dumping ecologico. Un meccanismo di aggiustamento alla frontiera crea incentivi per investire nella decarbonizzazione dell'industria svizzera e riduce il rischio di "carbon leakage". Al contempo aumentano gli incentivi per altri Stati ad attuare rapidamente le loro misure di politica climatica e a imporre un prezzo anche alle emissioni di gas a effetto serra.

Uno studio del 2013 ha esaminato i possibili meccanismi di aggiustamento alla frontiera per la Svizzera, giungendo alla conclusione che tali misure per i settori ad alta intensità energetica ed esposti al commercio devono essere adottate in un contesto più ampio insieme ai 27 Stati membri dell'UE. L'11 marzo 2021 il Parlamento europeo si è espresso a favore di un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera e ha assegnato alla Commissione europea il compito di sviluppare un meccanismo di aggiustamento alla frontiera conforme all'OMC.

È opportuno che la Svizzera partecipi all'elaborazione di un tale sistema. Per garantire che le stesse regole si applichino nello Spazio economico europeo, occorre cercare un sistema di compensazione alla frontiera coordinato con il suddetto Spazio. Per poter reagire in modo tempestivo agli sviluppi internazionali nel settore dei meccanismi di aggiustamento del carbonio, il legislatore deve creare le basi legali necessarie.

Il capitolo 4 della legge sul CO2 mira a regolamentare una compensazione fiscale alla frontiera sui beni ad alta intensità di CO2 come i minerali e i metalli, il petrolio, i prodotti chimici, il legno, la carta e i tessuti. Spetta al legislatore definire un elenco completo tenendo conto di considerazioni di natura concorrenziale allo scopo di proteggere i settori gravemente colpiti dal dumping ecologico.

Un meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera può essere conforme alle regole dell'OMC se non è orientato a fini protezionistici, bensì contribuisce a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Verhandlungen

Comunicato stampa della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia Consiglio nazionale del 06.11.2025

In futuro gli importatori di merci in cemento dovranno pagare una tassa sulle emissioni di CO₂ causate dalla produzione di cemento se nel Paese di produzione non è prevista una tassazione del CO₂ o è prevista una tassazione inferiore. In tal modo la Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) intende evitare che un aumento dei prezzi del CO₂ in Svizzera comporti una delocalizzazione all’estero della produzione. Il progetto preliminare della legge è ora posto in consultazione.

La CAPTE-N intende introdurre una tassa di adeguamento del carbonio alle frontiere sulle importazioni di merci in cemento in base alle emissioni prodotte in fase di produzione. A tal fine, nell’ambito dell’iniziativa parlamentare 21.432, ha elaborato un progetto preliminare per una nuova legge e lo ha adottato con 15 voti contro 7. L’obiettivo del progetto è ridurre il rischio che la produzione di cemento, e le emissioni di CO2 che ne conseguono, siano delocalizzate in Paesi con obiettivi di protezione del clima meno ambiziosi. Una simile delocalizzazione, sia essa sotto forma di trasferimento delle unità di produzione o di sostituzione di attività a seguito della concorrenza delle importazioni, comporterebbe un incremento delle emissioni globali di gas a effetto serra e sarebbe in contrasto con la politica climatica della Svizzera.

La CAPTE-N ritiene necessario un adeguamento del carbonio alle frontiere nel settore del cemento perché nei prossimi anni per i produttori svizzeri i costi delle emissioni di CO2 aumenteranno a causa dell’ulteriore sviluppo del sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) della Svizzera in linea con quello dell’UE. Per attenuare le conseguenze, l’UE ha già introdotto un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per vari settori industriali. La CAPTE-N è giunta alla conclusione che il rischio di delocalizzazione della produzione di cemento è particolarmente elevato e ha quindi sviluppato uno strumento collaterale specifico per questo settore, che può essere attuato in modo semplice ed efficiente sotto il profilo dei costi. L’analyse d’impact de la réglementation mostra che il previsto meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere può fornire un contributo significativo alla riduzione delle emissioni globali, soprattutto se parallelamente ad esso saranno implementate procedure di cattura e sequestro del CO2 nei cementifici svizzeri.

Creare condizioni di concorrenza eque in riferimento alla tariffazione del CO2

Con la tassa di adeguamento del carbonio alle frontiere si intende garantire che per tutte le merci in cemento utilizzate in Svizzera si applichi un prezzo del CO2 uniforme, indipendentemente dal fatto che siano state prodotte sul territorio nazionale o importate. Sono escluse dal campo di applicazione le merci originarie dell’UE e dell’Associazione europea di libero scambio (AELS), in quanto esse prevedono direttive equivalenti. Sarebbero quindi interessate le importazioni provenienti da Paesi extraeuropei. Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere proposto dalla Commissione è volto a garantire che l’industria del cemento svizzera non subisca svantaggi competitivi rispetto ai produttori esteri a causa della tariffazione nazionale del CO2. L’adeguamento alle frontiere crea quindi condizioni competitive eque e rafforza la sicurezza della pianificazione e la certezza degli investimenti per questo settore.

Una minoranza della Commissione respinge il progetto e mette in guardia dai rischi a livello di politica commerciale, a fronte di vantaggi incerti. Secondo la minoranza, l’adeguamento del carbonio alle frontiere costituirebbe una barriera commerciale e potrebbe pertanto inviare un segnale negativo ai partner commerciali e nuocere alle relazioni di economia esterna della Svizzera.

Documentazione relativa alla consultazione

La Commissione pone in consultazione il progetto preliminare e il relativo rapporto esplicativo fino al 20 febbraio 2026. La documentazione relativa alla consultazione è disponibile sul sito Internet della Commissione (www.parlament.ch/it > Organi > Commissioni > Commissioni tematiche > CAPTE > Rapporti e oggetti posti in consultazione delle CAPTE > 21.432: Documenti per la consultazione) e su quello della Cancelleria federale (www.fedlex.admin.ch > Procedure di consultazione > Procedure di consultazione in corso > Parl.).

Informazioni

Segreteria della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE)

urek.ceate@parl.admin.ch

Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia (CAPTE)