21.4334 · Mozione · 2021-10-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento basi legali affinché, nel caso di edifici costruiti illecitamente fuori dalle zone edificabili, l'obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge si estingua dopo 30 anni.
Una minoranza della Commissione (Schneider Schüttel, Bäumle, Clivaz Christophe, Egger Kurt, Girod, Klopfenstein Broggini, Munz, Nordmann, Pult, Suter) propone di respingere la mozione.
Begründung
Nella sua decisione del 28 aprile 2021 riguardante un deposito nella zona agricola di un Comune lucernese, il Tribunale federale ha stabilito che talune costruzioni illegali erette prima del 1983 devono essere smantellate. In conseguenza di tale decisione, le costruzioni illegali situate nella zona edificabile e quelle situate fuori da essa non sottostanno alle medesime regole. Nel caso di costruzioni situate nella zona edificabile per le quali non è stata concessa un'autorizzazione, l'obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge si estingue di principio dopo 30 anni. Secondo le informazioni comunicate dalla SRF, circa 600 000 costruzioni in Svizzera sarebbero interessate dalla decisione del Tribunale federale, la cui applicazione comporterebbe oneri amministrativi sproporzionati e ingestibili per le autorità cantonali e comunali competenti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo il Consiglio federale, l'introduzione per legge di un termine di prescrizione o estinzione dell'obbligo per le costruzioni illegali al di fuori delle zone edificabili avrebbe come conseguenza che chi rispetta la legge e le decisioni ufficiali si troverebbe di fatto in una situazione peggiore di chi costruisce illegalmente.
Inoltre, a differenza delle zone edificabili, che sono destinate alla costruzione, le aree al di fuori delle zone edificabili devono essere mantenute libere da edificazioni, in ottemperanza al principio della separazione delle aree edificabili da quelle non edificabili sancito dalla legislazione in materia di pianificazione del territorio. L'abusivismo edilizio viola così un principio fondamentale della pianificazione del territorio. Tali violazioni hanno un impatto sensibile sul paesaggio, la natura e l'ambiente e possono anche influenzare la gestione agricola. Questi effetti negativi permangono finché la costruzione illegale continua ad esistere. È quindi inaccettabile che nel caso di un edificio o un impianto costruito illegalmente, l'obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge possa estinguersi dopo un certo tempo.
Il problema è aggravato dalle numerose possibilità di ritardare la procedura: anche se un Comune procede con determinazione, nella prassi la procedura può durare decenni se tutte le decisioni ufficiali necessarie vengono sistematicamente impugnate.
Un intervento sistematico da parte delle competenti autorità di polizia edilizia contro l'abusivismo è la soluzione più efficace per tutelare la certezza del diritto. In questo modo, è chiaro fin dall'inizio a coloro che vogliono costruire che dovranno aspettarsi la demolizione se costruiscono illegalmente. Nella sua sentenza del 28 aprile 2021, il Tribunale federale ha mostrato quanto sia importante che non vi sia prescrizione per le costruzioni realizzate illegalmente al di fuori delle zone edificabili. I fatti a cui questa sentenza si riferisce dimostrano anche in modo esemplare che la spesa per il Comune non diminuisce ma aumenta, se viene fissato un termine di estinzione dell'obbligo di ripristinare la situazione conforme alla legge. Questo a causa delle questioni probatorie che ne conseguono.
Va notato che in tutta la Svizzera, circa 595 000 edifici sono situati al di fuori delle zone edificabili. Solo una piccola parte è abusiva o presenta parti costruite illegalmente.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.