21.4376 · Mozione · 2021-12-02
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rinunciare a candidare la Svizzera al Consiglio di sicurezza dell'ONU.
Begründung
Il capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite prevede che i 15 membri del Consiglio di sicurezza possano decidere sanzioni non militari e interventi militari. Al momento sono attivi 14 regimi sanzionatori del Consiglio di sicurezza. Negli ultimi sei anni ne sono stati stabiliti tre nuovi e altri sono stati prorogati o modificati. Ciò è chiaramente incompatibile con la neutralità della Svizzera, come anche con la sua indipendenza.
Spesso le decisioni prese all'interno del Consiglio di sicurezza non si basano su valori umanitari o democratici, ma sottostanno solamente a rapporti di maggioranza legati a logiche di potere. Inoltre, la società a due livelli di questo organo dell'ONU, composto da cinque potenze con diritto di veto (i membri permanenti) e i dieci membri non permanenti, mina la credibilità di questi ultimi.
Se occupasse un seggio nel Consiglio di sicurezza in qualità di membro non permanente negli anni 2023 e 2024, la Svizzera non solo si subordinerebbe a questi rapporti di forza, ma si scontrerebbe anche con la sua tradizione secolare della neutralità.
La Svizzera occupa una posizione particolare nella politica internazionale. I suoi buoni uffici permettono di promuovere il dialogo a livello internazionale e di riunire attorno allo stesso tavolo Paesi in conflitto. Con un seggio nel Consiglio di sicurezza, la Svizzera perderebbe credibilità per quanto concerne i buoni uffici e sarebbe costretta a prendere posizione su questioni complesse, in merito alle quali potrebbe intervenire proficuamente se non fosse membro di questo organo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'adesione al Consiglio di sicurezza è nell'interesse della Svizzera. Essa le permette di operare in una posizione influente a favore della pace e della sicurezza e di un ordine internazionale basato sulle regole. Per un Paese di medie dimensioni orientato alle esportazioni, questo è di grande importanza. Inoltre, un seggio nel Consiglio di sicurezza avvicina la Svizzera a Governi importanti e le dà più voce in materia di politica estera e di sicurezza.
Un mandato nel Consiglio di sicurezza è compatibile con la neutralità, come ha spiegato in maniera esaustiva il Consiglio federale nel suo rapporto del 5 giugno 2015 sulla candidatura della Svizzera. Il Consiglio di sicurezza ha il compito di assicurare la pace e la sicurezza nel mondo. Non è parte in causa, bensì opera per far rispettare il diritto internazionale e lo Statuto delle Nazioni Unite, se necessario anche con misure coercitive. La Svizzera applica già ora, in qualità di Stato non membro, tutte le decisioni del Consiglio di sicurezza. I ripetuti mandati di altri Stati neutrali e non membri di un'alleanza come l'Austria, l'Irlanda (attualmente membro) e la nostra co-candidata Malta sono la prova che la credibilità della neutralità non ne soffrirebbe e che l'impegno attivo in seno al Consiglio di sicurezza non sarebbe messo in discussione. Al contrario, la neutralità costituisce un vantaggio.
La neutralità pone infatti la Svizzera in una posizione favorevole nella quale potrà offrire i suoi buoni uffici anche in qualità di membro del Consiglio di sicurezza. Da un lato, cercherà di fungere da elemento di collegamento in seno al Consiglio e di favorire il processo decisionale attraverso il dialogo; dall'altro, l'adesione offrirà l'opportunità di buoni uffici, come mostrano gli esempi di Svezia e Germania. La Svezia ha mediato nel conflitto nello Yemen e nel 2018 ha convocato un'importante conferenza a Stoccolma. La Germania si è adoperata a fondo nel conflitto libico e nel 2020 ha organizzato la Conferenza di Berlino.
Un seggio nel Consiglio di sicurezza rappresenta per la Svizzera un'opportunità per continuare a rafforzare la sua influenza e la sua credibilità nella politica di pace. Un ritiro della candidatura comporterebbe una perdita di credibilità. In proposito, il Consiglio federale rinvia anche alle mozioni 10.3961, 15.3559 e 18.4123.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.