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Pesanti condanne nei confronti di donne povere in El Salvador. Che cosa può fare la Svizzera?

21.4385 · Interpellanza · 2021-12-07

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

In El Salvador, ci sono donne condannate a decenni di carcere per infanticidio quando in realtà hanno subito un aborto spontaneo oppure hanno partorito un feto morto. La ragione di queste pesanti condanne è da ricercare nella legislazione molto severa in vigore nel Paese, che parte dal presupposto che queste morti potrebbero essere aborti indotti, vietati in qualsiasi circostanza.

Attualmente sono 14 le donne condannate e imprigionate, alcune delle quali molto giovani, altre quattro sono state accusate e due di loro si trovano in detenzione. Sono tutte donne provenienti da ambienti poveri e con scarso accesso all'istruzione, che non hanno potuto difendersi adeguatamente in tribunale con l'aiuto di un consulente legale. La pandemia di COVID-19 non ha fatto che peggiorare la situazione, poiché la detenzione espone queste donne a un rischio di contagio supplementare. In generale, il divieto assoluto di abortire perpetua le violazioni dei diritti umani contro le donne e le ragazze, esponendole a gravi rischi per la loro vita e salute.

Alla luce di questi fatti chiediamo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. In che modo la Svizzera si impegna per tutelare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze in El Salvador?

2. Il Consiglio federale come pensa di intensificare il suo impegno a livello bilaterale e multilaterale in questo senso?

3. Il Consiglio federale è disposto a far sentire la propria voce negli organismi multilaterali che tutelano i diritti umani per chiedere la fine della criminalizzazione dell'aborto in El Salvador e per sostenere i diritti delle donne in questo Paese?

4. In Svizzera, leggi che discriminano le donne possono essere considerate un valido motivo di fuga, come indicato nella legge sull'asilo. Il Consiglio federale ritiene che anche la criminalizzazione dell'aborto e i rischi per le donne incinte possano essere decisivi nell'esame di un'eventuale domanda d'asilo?

Stellungnahme des Bundesrates

1, 2 e 3. Il Consiglio federale ha preso atto della decisione adottata nel novembre del 2021 dalla Corte interamericana dei diritti umani, che condanna El Salvador per il decesso di una donna detenuta a seguito di un aborto spontaneo, e chiede a questo Paese di assicurare una presa in carico completa delle emergenze ostetriche e di sviluppare un programma di educazione alla sessualità e alla pianificazione familiare. Il Consiglio federale considera l'operato del sistema interamericano dei diritti umani, di cui la Corte fa parte, essenziale per garantire il rispetto dei diritti umani in questa regione del mondo, e la Confederazione lo sostiene finanziariamente. Inoltre, l'Ambasciata di Svizzera a San José monitora la situazione in loco e segue quindi anche le questioni relative ai diritti umani. Nel gennaio del 2020 il DFAE ha avviato un progetto nella Repubblica di El Salvador e in Honduras per formare il personale docente e i genitori ad affrontare il problema dello sfruttamento e dell'abuso sessuale nelle scuole.

4. Nel contesto multilaterale la Svizzera si esprime regolarmente sui diritti delle donne, compresi il diritto alla salute e i diritti sessuali e riproduttivi. Nel maggio del 2020 il consigliere federale Ignazio Cassis ha firmato una dichiarazione ministeriale congiunta sulla protezione della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi e la promozione della parità di genere nella crisi legata alla COVID-19. Tale dichiarazione, maturata nel contesto dell'appello lanciato il 5 aprile 2020 dal segretario generale dell'ONU sulla violenza di genere e la pandemia di COVID-19, è stata sostenuta da una sessantina di Paesi.

5. Secondo la prassi svizzera in materia di asilo, l'applicazione da parte di alcuni Stati di legislazioni discriminatorie nei confronti delle donne può portare al riconoscimento dello statuto di rifugiato se queste sono, o temono di essere, vittime di misure equivalenti a una persecuzione. Nell'esaminare le domande di asilo, le autorità competenti tengono conto di tutte le circostanze che riguardano un caso specifico e in particolare delle conseguenze che potrebbe comportare, per la persona interessata, l'applicazione di una legislazione che, per esempio, criminalizza l'aborto.

Risposta del Consiglio federale.