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Buoni di formazione e altre misure per incentivare un maggior numero di persone poco qualificate a seguire una formazione professionale continua

21.4464 · Postulato · 2021-12-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto per rispondere alle seguenti domande.

  • A quali condizioni i buoni di formazione possono rappresentare un incentivo efficace per aumentare in maniera significativa il numero di persone con un livello d'istruzione scarso, un reddito modesto e una posizione gerarchica bassa in azienda che frequentano una formazione professionale continua?
  • Quali altre misure adottate all'estero, nei Cantoni e negli accordi di prestazione sottoscritti con la Confederazione si sono rivelate utili per aumentare in maniera significativa la percentuale di persone poco qualificate che frequentano una formazione professionale continua?
  • Quanto tempo ci vorrà per raddoppiare la percentuale registrata nel 2019?
  • Per raggiungere l'obiettivo serviranno campagne di sensibilizzazione specifiche, attività formative sul campo e offerte di coaching e mentorato, in particolare a favore delle PMI?

Begründung

Diversi studi scientifici lo dimostrano: abbassare i costi della formazione continua permette di aumentare il numero di persone che decidono di frequentarne una. Coloro che hanno acquistato un buono, infatti, non vogliono lasciarlo scadere. Si instaura così una vera e propria cultura dell'apprendimento permanente, come confermato dallo studio dell'OCSE intitolato "Financial Incentives for Steering Education and Training, Getting Skills Right" (2017).

Un progetto pilota condotto nel 2009 sotto la guida del prof. Wolter e una valutazione realizzata nel 2015 dal Cantone di Ginevra hanno dimostrato che, sebbene i buoni di formazione rischino di trasformarsi in un sussidio a pioggia, un uso adeguato dello strumento permette di evitare questo rischio.

Secondo i dati dell'OCSE in Svizzera appena un terzo delle persone poco qualificate segue una formazione continua, mentre tra le persone altamente qualificate la proporzione è molto più alta. In Svezia, Norvegia, Ungheria e nei Paesi Bassi le persone poco qualificate che partecipano alla formazione continua sono nettamente più numerose. Perché? C'entrano qualcosa i buoni di formazione? Quali strumenti si sono rivelati particolarmente efficaci?

La posta in gioco è alta. Un terzo delle persone poco qualificate non è attivo nel mercato del lavoro, vale a dire il doppio del dato registrato nel resto della popolazione. Ciò fa supporre che migliorando il livello delle qualifiche sarebbe possibile aumentare il tasso d'occupazione. Non bisogna dimenticare che le persone poco qualificate rientravano nelle categorie socialmente più colpite anche durante la crisi del coronavirus e che in futuro subiranno in maniera pesante gli effetti dei cambiamenti strutturali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel 2020 in Svizzera poco meno dell'11 per cento dei residenti di età compresa tra i 25 e i 64 anni non possedeva alcun titolo del livello secondario II ed era quindi ascrivibile alla categoria delle persone poco qualificate. In questo gruppo una persona su dieci frequenta una formazione o una formazione continua, vale a dire tre volte in meno rispetto al totale della popolazione residente.

Come sottolineato nel Messaggio sulla promozione dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI) negli anni 2021-2024, il Consiglio federale intende incrementare la partecipazione delle persone meno qualificate alle attività di formazione continua. In virtù della legge federale sulla formazione continua (LFCo; RS 419.1) la Confederazione si impegna, insieme ai Cantoni, per migliorare la competitività delle persone poco qualificate sul mercato del lavoro. Ne è un esempio la promozione delle competenze di base degli adulti, nell'ambito della quale la Confederazione stipula appositi accordi di programma con i Cantoni che permettono di andare incontro in maniera mirata alle esigenze locali. Inoltre, tramite il programma di promozione "Competenze di base sul posto di lavoro", la Confederazione sostiene, nel quadro della legge federale sulla formazione professionale (LFPr; RS 412.10), i programmi di formazione continua delle imprese che permettono ai lavoratori di stare al passo con i requisiti della loro professione. Inoltre, dal 2021 la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (SEFRI) sostiene le associazioni professionali interessate a sviluppare e testare un cosiddetto "coaching di formazione continua". Si tratta di un'offerta pensata per affiancare i dirigenti delle PMI e supportarli nello sviluppo del personale, con l'obiettivo di individuare tempestivamente le esigenze, i rischi e le opportunità che si delineano nel loro settore.

Nel 2020 la percentuale di lavoratori poco qualificati in Svizzera era del 70 per cento circa e quindi superiore rispetto a quella dei Paesi citati dall'autore del postulato. Tendenzialmente le persone con un basso livello d'istruzione sono più colpite dalla disoccupazione rispetto a chi ha conseguito una qualifica di livello superiore. Pertanto, oltre a promuovere le competenze di base, la SEFRI si impegna affinché gli adulti possano ottenere un titolo professionale riconosciuto. Ad esempio, l'iniziativa "Formazione professionale 2030" prevede diversi progetti che puntano a migliorare ulteriormente le condizioni quadro per gli adulti.

Anche i Cantoni hanno già adottato molteplici misure per incentivare la formazione continua delle persone poco qualificate; poiché infatti le esigenze e le situazioni variano in base alla regione e ai settori risulta più sensato sviluppare offerte formative specifiche in loco e soluzioni su scala cantonale piuttosto che imporre misure a livello nazionale. In particolare, alcuni Cantoni utilizzano i buoni di formazione ma non tutti sono soddisfatti di questo strumento. Ad esempio una valutazione condotta nel marzo 2021 per la quarta volta nel Cantone di Ginevra è giunta alla conclusione che il sistema cantonale dei buoni non è in grado di ridurre le differenze a livello di partecipazione formativa che si riscontrano nelle varie categorie sociali.

Alla luce delle diverse misure in corso il Consiglio federale considera adempiuto il postulato. Ulteriori sviluppi ed eventuali nuovi provvedimenti saranno illustrati nel Rapporto sul sistema educativo svizzero, pubblicato ogni quattro anni, nonché nei prossimi Messaggi ERI.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.