21.4489 · Interpellanza · 2021-12-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale deve spiegare come, in vista della riduzione di 30 posti tra il personale trasferibile della DSC, si possa continuare a garantire il trattamento competente di temi come il clima, la biodiversità, l'acqua e la sicurezza alimentare, ma anche la salute, l'istruzione e la formazione professionale. Questi temi non sono importanti solo per la politica estera e di sviluppo, ma anche per la sicurezza della Svizzera e non devono essere sottovalutati.
2. Il Consiglio federale deve mostrare come sia possibile dissipare la grande insicurezza del personale generata dalle misure prese nell'ambito del processo di riduzione del personale e di riorganizzazione ("fit for purpose") presso la DSC - combinato con la gestione centralizzata del personale presso la Direzione delle risorse -, riconquistare la fiducia delle collaboratrici e dei collaboratori e fare in modo che riacquistino la loro grande motivazione al lavoro.
Begründung
Il DFAE ha tagliato 30 posti di lavoro tra il personale trasferibile della DSC. Premesso che alla DSC lavorano 300-350 collaboratrici e collaboratori trasferibili, questa riduzione rappresenta circa il 10 per cento dei posti altamente specializzati. Con questi posti il DFAE intende rafforzare la rete esterna della Svizzera e in particolare le rappresentanze più piccole. Il 25 agosto 2021 la NZZ ha pubblicato un articolo al riguardo. Con questa riduzione il DFAE indebolisce il trattamento professionale di temi di grande importanza come il clima, la biodiversità, l'acqua e la sicurezza alimentare, che sono anche al centro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU. Il mandato della cooperazione allo sviluppo, sancito nella Costituzione e nella legge, presuppone un trattamento che necessita di competenze tecniche e in materia di politica di sviluppo, che viene tuttavia indebolito con la riduzione dei posti.
Nell'ambito del processo di riduzione dei posti e di riorganizzazione ("fit for purpose") della DSC, anche le unità che trattano questi temi a livello specialistico perdono dei posti. L'elevata qualità tecnica del lavoro di progetto e la partecipazione alle attività multilaterali legate all'attuazione degli OSS - basti pensare all'eccellente posizione della Svizzera nelle questioni di sicurezza idrica ("blue peace") - non possono essere mantenute con la riduzione dei posti di lavoro. Inoltre, come fa notare la NZZ, la gestione di questo processo di ridimensionamento dei posti ha portato a inquietudine, incertezza e alla diminuzione della motivazione al lavoro. Nel corso di molti anni le collaboratrici e i collaboratori della DSC si sono distinti per una spiccata motivazione e una grande identificazione con il lavoro che svolgono. La riduzione dei posti e il processo "fit for purpose" mettono quindi a repentaglio la loro elevata disponibilità.
Stellungnahme des Bundesrates
La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si trova in una fase di riorganizzazione il cui obiettivo è metterla in grado di affrontare adeguatamente le sfide future: la cooperazione internazionale (CI) è infatti diventata più complessa e deve tenere conto delle interdipendenze tra cooperazione multilaterale globale - per esempio nel campo del clima -, cooperazione bilaterale allo sviluppo, finalizzata a eliminare la povertà estrema, e aiuto umanitario, che salva vite e allevia le sofferenze. La DSC continuerà a svolgere i propri compiti, ma in una prospettiva più globale, in modo da massimizzare il proprio impatto. Questo approccio lo si ritrova anche nell'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile che la Svizzera ha adottato insieme a tutti gli altri Stati membri dell'ONU nel 2015.
Una rete esterna articolata e resiliente è fondamentale, soprattutto in situazioni di crisi. Parallelamente, ma indipendentemente dal processo di riorganizzazione della DSC, il 23 aprile 2020 il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha lanciato il progetto "Riequilibrio" e alla fine del 2020 ha deciso che entro il 2024, 35 posti dovranno essere trasferiti dalla Centrale di Berna alla rete esterna. Oltre alla DSC, anche altre direzioni contribuiscono direttamente o indirettamente al progetto. Il rafforzamento della rete esterna risponde alle priorità della politica estera, tra cui anche quelle della cooperazione internazionale.
1. Il mandato della DSC, conforme alle basi legali e all'attuale Strategia CI 2021-2024, resta invariato. Le competenze della Direzione e le sue capacità di offrire consulenza tecnica saranno rafforzate e coordinate. Nel contempo la riorganizzazione della DSC tiene conto delle esigenze del progetto "Riequilibrio", sfruttando in modo mirato le potenziali sinergie, semplificando i processi e trasferendo alla rete esterna specifici posti e determinati compiti e competenze. Le sinergie si realizzano grazie a un approccio che integra aiuto umanitario in caso di crisi prolungate e cooperazione bilaterale allo sviluppo.
2. Il Consiglio federale è consapevole che ogni riorganizzazione comporta molte incertezze. Per questo motivo la direzione della DSC ha avviato un dialogo con tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori della Centrale e della rete esterna oltre che con la Commissione del personale. A metà dicembre 2021 ha avuto luogo anche un incontro con le associazioni del personale.
Non sono previsti licenziamenti a seguito della riorganizzazione. Nel dicembre del 2021 sono stati nominati i membri della futura direzione; non appena tutte le collaboratrici e tutti i collaboratori sapranno quale sarà la loro posizione quando la nuova struttura sarà operativa, il 1° settembre 2022, molte incertezze scompariranno. Le novità sul piano del contenuto saranno elaborate dal personale stesso e questo aspetto sarà essenziale per garantire il successo della riorganizzazione e l'identificazione con i cambiamenti. Anche le aree di intervento della riforma sono state individuate insieme al personale e l'analisi è stata ampiamente condivisa.
Risposta del Consiglio federale.