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21.4493 · Interpellanza · 2021-12-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'illuminazione pubblica incide direttamente sul nostro ambiente e sulla qualità di vita. Il suo impatto su fauna, flora, salute, ma anche sulla percezione del cielo, è dimostrato. Quello che è noto anche come inquinamento luminoso abbaglia e disorienta gli animali, disturba la secrezione di melatonina, modifica le relazioni preda-predatore e crea trappole ecologiche e barriere immateriali. Uno studio dell'Università di Berna evidenzia l'impatto della luce sugli insetti colonizzatori notturni e la diminuzione delle piante: la produzione di frutta diminuirebbe del 13%. L'inquinamento luminoso avrebbe quindi un impatto anche sull'alimentazione.

L'illuminazione notturna influisce fortemente anche sul nostro orologio naturale, disturbando le fasi di sonno e veglia e il nostro bioritmo. Ricordiamo anche l'impatto sulla nostra galassia, un patrimonio mondiale, composto da quasi 200 miliardi di stelle, visibili fin dall'inizio della nostra civiltà e che ora svaniscono dalla nostra memoria perché oscurate dalla nostra stessa luce.

Questa luce artificiale che illumina la notte, e la cui intensità va molto spesso ben oltre il necessario, ha anche un costo energetico. L'illuminazione pubblica è attiva di notte e nei momenti in cui l'elettricità è abbondante. L'impatto sulle risorse elettriche è quindi meno importante in questi periodi rispetto al consumo durante il giorno o nelle ore mattutine o serali. Pur essendo lo spreco meno evidente da percepire, la situazione non è per questo meno assurda.

In un momento in cui la Svizzera ha deciso di abbandonare i combustibili fossili e l'energia nucleare, il risparmio energetico, ovunque sia possibile, rappresenta un enorme potenziale, accanto allo sviluppo massiccio delle energie rinnovabili. Per capire meglio questa illuminazione pubblica dispendiosa in termini di energia, inutile e disturbante, chiedo al Consiglio federale di rispondere a queste quattro domande:

1. Quanta elettricità viene usata per l'illuminazione pubblica notturna in Svizzera (in kWh)?

2. Cosa rappresenta questa quantità in relazione al consumo totale di elettricità in Svizzera (in percentuale)?

3. Qual è l'obiettivo di riduzione relativo al consumo di energia elettrica per l'illuminazione pubblica? Entro quando dovrà essere raggiunto?

4. In che modo il Consiglio federale intende armonizzare, a livello svizzero, le misure sviluppate nei Cantoni?

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1 e 2

Per l'illuminazione pubblica vengono utilizzati in Svizzera circa 0.3 terawattora (TWh), che corrispondono circa allo 0,6 % del consumo annuale di energia elettrica.

Domanda 3

A livello federale non esiste un obiettivo specifico per l'illuminazione pubblica. L'iniziativa "energylight" promossa dal settore dell'illuminotecnica mira a dimezzare il consumo di elettricità per tutta l'illuminazione in Svizzera entro il 2025 rispetto al 2017 (da 7 TWh all'anno a 3,5 TWh).

Domanda 4

La Confederazione stabilisce requisiti di efficienza per l'immissione in commercio dei dispositivi d'illuminazione (art. 44 della legge federale sull'energia, LEne; RS 730.01). Inoltre sostiene misure volontarie con SvizzeraEnergia, il programma del Consiglio federale per la promozione dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili (art. 47 e 48 LEne; RS 730.01). Nell'ambito dell'iniziativa "energylight", SvizzeraEnergia sostiene progetti di associazioni professionali e aziende, nonché di città, Comuni, aree e regioni.

Nella progettazione dell'illuminazione i Cantoni e le autorità possono attenersi alla norma SN EN 13201 sull'illuminazione stradale. Complementi a tale norma sono stati pubblicati dalla Società Svizzera di Illuminazione (SLG) nelle direttive SLG 202. Il Consiglio federale accoglie con favore il fatto che i Cantoni, le città e i Comuni, nonché le associazioni, compiano ulteriori sforzi di armonizzazione e si orientino verso soluzioni particolarmente efficienti dal punto di vista energetico.

Risposta del Consiglio federale.