21.4498 · Postulato · 2021-12-16
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di esaminare gli effetti della pubblicità mirata basata sulla raccolta di dati (pubblicità di sorveglianza) e di proporre in un rapporto una modifica delle basi legali al fine di vietarne, o di regolamentarne severamente, l'utilizzo.
Begründung
Il modello d'affari dominante delle grandi imprese digitali, in particolare Google e Facebook, si fonda sulla raccolta di dati personali, sulla profilazione e la vendita di queste informazioni a fini di targeting pubblicitario.
Secondo il detto "se è gratis, il prodotto sei tu", queste imprese competono per attirare la nostra attenzione e venderla al maggior offerente: il tempo che passiamo su Facebook non lo passiamo su Google, né tantomeno su altri media.
La concorrenza in questo settore è nefasta sotto vari punti di vista. Porta queste imprese a creare algoritmi che amplificano le opinioni estreme e le informazioni fallaci e imprigionano il pubblico target nelle sue opinioni. Questi algoritmi presentano un rischio per la salute, per la democrazia e amplificano le discriminazioni razziali, di genere, ecc. In più, i giganti tech sostengono generosamente, tramite il posizionamento pubblicitario, siti che propagano informazioni fallaci o gruppi violenti.
Le soluzioni finora apportate dai fornitori di reti sociali (le liste nere di parole chiave) non funzionano.
Il presente postulato chiede al Consiglio federale di esaminare gli effetti della pubblicità mirata basata sulla raccolta di dati e di proporre in un rapporto una modifica delle basi legali al fine di vietarne, o regolamentarne severamente, l'utilizzo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel rapporto dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) del 17 novembre 2021 "Intermediari e piattaforme di comunicazione, Effetti sulla comunicazione pubblica e approcci di governance" sono già stati esaminati i problemi sollevati dal postulato, in particolare per quanto riguarda il ricorso ad algoritmi e la loro mancanza di trasparenza come pure gli effetti della pubblicità mirata sulla disinformazione e i discorsi d'odio ( https:// www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/digitale-e-internet/comunicazione_digitale/piattaforme-di-comunicazione.html). Diversi studi commissionati dall'UFCOM sono giunti alla conclusione che la popolazione ha diritto a una protezione efficace contro i discorsi d'odio illegali e la disinformazione, e che i diritti degli utenti dovrebbero essere meglio protetti nei confronti degli intermediari. Il rapporto dell'UFCOM è giunto alla conclusione che in Svizzera è necessaria un'ampia discussione sulla questione dell'integrazione sociale e della governance degli intermediari tenendo conto del contesto internazionale. Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (UFCOM) di presentargli entro la fine del 2022 una nota di discussione che indichi se e all'occorrenza come le piattaforme di comunicazione devono essere regolamentate.
Occorre pure rammentare che la nuova legge federale del 25 settembre 2020 sulla protezione dei dati (FF 2020 6695) migliora la trasparenza in materia di raccolta di dati personale e rafforza i diritti dei privati.
Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che un nuovo rapporto sulla questione non apporterebbe alcun nuovo elemento e che il postulato è già, perlomeno in parte, adempiuto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.