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21.4531 · Postulato · 2021-12-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a chiedere alle principali piattaforme di social media, come Facebook, Instagram, Twitter e Youtube, le cifre sul numero dei casi che violano le condizioni d'uso e che sono potenzialmente rilevanti in materia di diritto penale.

In questi casi rientrano:

- le molestie sessuali

- l'incitamento all'odio

- le notizie false

- il terrorismo e l'estremismo

- la pornografia

Begründung

Cfr. le categorie FB & Insta all'indirizzo: https://transparency.fb.com/data/community-standards-enforcement

In questo tipo di casi non si tratta solo di una violazione delle condizioni d'uso, bensì di fenomeni rilevanti per la nostra società. Sono tutti reati o addirittura crimini che rappresentano un problema per la coesione sociale e il funzionamento della nostra democrazia. È però chiaro da tempo che questi casi fanno parte della vita quotidiana su tutte le principali piattaforme di social media. La maggior parte di questi casi è riconosciuta e cancellata dalle piattaforme entro poche ore - senza che questi portino a conseguenze legali all'interno del vero e proprio stato di diritto.

La società ignora quindi la portata reale del problema e se occorra inquietarsi o meno. Molte piattaforme di social media dichiarano il numero totale dei casi, a volte anche in base ai Paesi e/o all'UE. È però ora di sapere, con riferimento specifico alla Svizzera, quanto siano diffuse queste pratiche nel nostro Paese. In quasi tutti i casi, le piattaforme di social media hanno la possibilità di associarle a un Paese.

Non c'è quindi dubbio che sia possibile e nell'interesse della Svizzera pretendere dalle piattaforme di social media il numero esatto dei casi e in quale categoria rientrino.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il 17 novembre 2021 il Consiglio federale ha preso atto del rapporto dell'UFCOM, redatto con la partecipazione della Cancelleria federale e intitolato "Intermediari e piattaforme di comunicazione. Effetti sulla comunicazione pubblica e approcci di governance" (https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/digitale-e-internet/comunicazione_digitale/piattaforme-di-comunicazione.html). Il rapporto individua tra l'altro l'incitamento all'odio in quanto area problematica.

Alla luce delle conclusioni presentate nel rapporto, il Consiglio federale ritiene che l'inclusione sociale e la governance dei nuovi intermediari richiedano un ampio dibattito pubblico. In seguito alla pubblicazione del rapporto, il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DATEC di elaborare un documento di discussione che analizzi se e come regolamentare le piattaforme di comunicazione. Questo documento affronterà anche le preoccupazioni del postulato e sarà presentato al Consiglio federale alla fine del 2022. Il risultato di questi lavori non deve essere pregiudicato.

Inoltre, con il postulato 21.3450 "Discorsi di odio. Ci sono lacune nella legislazione?" la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati ha incaricato il Consiglio federale di presentare un rapporto sulla necessità di regolamentazione entro la metà del 2023. Il rapporto affidato al DATEC chiarirà innanzitutto la necessità di un intervento legislativo in questo settore. Secondariamente rileverà la portata e le forme dell'incitamento all'odio sulle piattaforme degli intermediari. In questo contesto, anche gli intermediari menzionati nel postulato saranno invitati a documentare la portata e le forme di violazione delle loro condizioni d'uso in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.