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21.4551 · Postulato · 2021-12-16

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a studiare come rafforzare la società civile, in particolare le organizzazioni non governative impegnate nella lotta al riciclaggio di denaro e alla corruzione, nei Paesi a rischio di corruzione e in Svizzera, e a chiarire quale ruolo possa svolgere l'ONU.

Begründung

Il riciclaggio di denaro e la corruzione costituiscono ancora oggi un grave problema in tutto il mondo. Nel 2018 l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) ha stimato che ogni anno nel mondo vengono riciclati tra gli 800 e i duemila miliardi di dollari. Un problema che ci riguarda tutti. La società civile può svolgere un ruolo importante nelle indagini o nella prevenzione dei reati di riciclaggio di denaro e corruzione. Per esempio, il Basel Institute for Governance ha una filiale in Perù che fornisce assistenza legale alle autorità locali. Un esempio che mostra come sia possibile collaborare in maniera efficiente. Si dovrebbe dunque redigere un rapporto che illustri quali potrebbero essere i mezzi efficaci per rafforzare la società civile in loco nella lotta contro la corruzione e il riciclaggio di denaro. Occorrerebbe poi chiarire quale ruolo possa svolgere l'ONU, quale organizzazione mondiale, per sostenere la società civile nella lotta alla corruzione e al riciclaggio di denaro e cosa bisognerebbe fare per permetterle di assumere questo ruolo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale riconosce il ruolo fondamentale delle organizzazioni non governative (ONG) nella prevenzione della corruzione, come sancito dal diritto internazionale nell'articolo 13 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (RS 0.311.56), e utilizza di conseguenza gli strumenti della diplomazia e della cooperazione internazionale (CI).

La diplomazia svizzera dei diritti umani è impegnata in particolare nel far rispettare il diritto alla libertà di espressione e attribuisce grande importanza anche alla libertà di associazione e di riunione. La Svizzera ha sottolineato il legame esistente tra libertà fondamentali e prevenzione efficace della corruzione in occasione della sessione speciale dell'Assemblea generale dell'ONU dedicata al tema della corruzione svoltasi nel giugno del 2021. Il nostro Paese continuerà dunque a mettere in relazione la tutela dei diritti umani con la lotta alla corruzione allo scopo di mantenere o migliorare le condizioni per un contributo attivo da parte della società civile.

La CI della Svizzera rafforza le ONG in maniera diretta e indiretta (cfr. la risposta del CF all'interpellanza Friedl 21.3258 "L'importanza della società civile nella politica estera"). La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) promuovono la trasparenza delle amministrazioni pubbliche nei Paesi partner attraverso diversi strumenti bilaterali e multilaterali. In questo modo, per la società civile diventa più facile chiedere conto di come viene impiegato il denaro delle e dei contribuenti e di altri fondi pubblici (p. es. proventi dell'estrazione di materie prime). La DSC e la SECO aiutano inoltre singole ONG a sviluppare le capacità necessarie per sollecitare riforme e rendiconti. Nell'ambito della lotta al riciclaggio di denaro, la SECO collabora principalmente con organizzazioni internazionali (tra cui l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine, UNODC) per rafforzare l'integrità dei mercati finanziari nei Paesi in via di sviluppo. Gli elenchi dei pertinenti progetti della DSC e della SECO sono pubblicati sul sito del Gruppo di lavoro interdipartimentale per la lotta contro la corruzione.

La Strategia CI 2021-2024 spiega come la Svizzera intende promuovere il buongoverno e lo Stato di diritto e rafforzare la società civile. Al riguardo, la DSC e la SECO hanno elaborato linee guida e programmi interni complementari. Un maggiore impegno nella lotta alla corruzione nei Paesi partner prevede esplicitamente anche il sostegno agli attori della società civile.

Non vi è dunque la necessità di esaminare ulteriormente i mezzi efficaci per sostenere la società civile in loco. L'attenzione è posta piuttosto sull'attuazione dei programmi esistenti.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.