La Svizzera si è assicurata le dosi necessarie nel caso in cui le varianti del Covid rendessero necessari dei nuovi vaccini?
21.4556 · Interpellanza · 2021-12-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nei prossimi giorni il Consiglio federale potrebbe decidere un nuovo lockdown per alcune attività economiche (quelle già duramente colpite, più di tutte le altre, dalla pandemia).
Una decisione del genere segnerebbe il fallimento della politica del Consiglio federale, la cui prima priorità avrebbe dovuto essere quella di scongiurare un nuovo (terzo) lockdown. Il Consiglio federale ha però temporeggiato per motivi di tatticismo politico fino al 28 novembre per paura di compromettere l'esito della votazione sulla legge covid. Una settimana dopo ha emanato misure blande e a distanza di pochi giorni le ha sconfessate, decretando una drastica inversione di rotta. Ora si torna a parlare di lockdown a danno anche dei vaccinati. Questa linea contraddittoria nuoce alla credibilità del Consiglio federale ed anche alla coesione nazionale. Un lockdown esteso anche ai vaccinati, imputabile all'insufficiente tasso d'immunizzazione in Svizzera, non farebbe che esacerbare le tensioni tra vaccinati e no vax, scatenando la rabbia dei primi.
Il Consiglio federale sottolinea ora l'importanza della terza dose vaccinale per tutelare il sistema sanitario dal sovraccarico. È inoltre possibile che la nuova variante Omicron, o eventuali ulteriori mutazioni del virus, rendano necessari degli aggiornamenti dei vaccini.
Chiedo al Consiglio federale:
- Nel caso in cui la variante Omicron o altre future mutazioni imponessero un aggiornamento dei vaccini, il Consiglio federale ha provveduto affinché la Svizzera disponga subito dei quantitativi necessari dell'eventuale nuovo preparato? Si ricorda che la somministrazione della prima dose vaccinale nel nostro Paese è iniziata con riprovevole ritardo per mancanza delle dosi necessarie.
- In Israele la terza dose viene somministrata da oltre 5 mesi, in conseguenza della constatazione che l'efficacia della protezione vaccinale con due dosi va scemando prima di quanto auspicato. Dagli ambienti medici da tempo si segnalava il calo degli anticorpi nei vaccinati. Come mai il Consiglio federale non ha reagito tempestivamente ed ha anzi sostenuto a lungo che prima dei 12 mesi non è auspicabile un richiamo, venendo poi vistosamente smentito dai fatti, col risultato che la Svizzera è ora in ritardo con la somministrazione delle dosi "booster"?
- L'approvvigionamento della Svizzera con farmaci o altri strumenti che si riveleranno efficaci nella lotta alla diffusione o nel combattere decorsi severi del covid è garantito?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale gestisce la pandemia di COVID-19 basandosi essenzialmente sulla situazione epidemiologica, sul principio di proporzionalità e sulle più recenti conoscenze scientifiche. Con l'adozione di provvedimenti efficaci e adeguati alla situazione si intende evitare il sovraccarico del sistema sanitario.
1. La strategia di acquisto è concepita per garantire che la Svizzera disponga sempre dei vaccini più aggiornati ed efficaci omologati da Swissmedic. A tale scopo si intrattiene una stretta collaborazione con le aziende produttrici interessate. L'attuale situazione di approvvigionamento di vaccini non può essere paragonata a quella di un anno fa. Tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 la produzione era appena iniziata in tutto il mondo. Questo ha avuto un impatto sulla logistica globale e sull'approvvigionamento. In quel momento, vi era un netto divario tra domanda e offerta. Oggi la Svizzera dispone di sufficienti dosi di vaccino e fin dall'inizio ha perseguito una strategia d'acquisto diversificata. Rispetto ad altri vaccini, i vaccini a mRNA, i più utilizzati in Svizzera, si sono rivelati particolarmente efficaci e sicuri. Inoltre, se necessario, possono essere adattati più velocemente alle mutazioni del virus. La Svizzera riceverà quindi i prodotti più aggiornati non appena saranno disponibili e omologati da Swissmedic.
2. Le raccomandazioni di vaccinazione della Commissione federale per le vaccinazioni e dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si basano sulla strategia di vaccinazione anti-COVID-19, il cui obiettivo principale è quello di impedire i decorsi gravi e le ospedalizzazioni e di prevenire il sovraccarico del sistema sanitario. Fino all'ottobre del 2021, non c'erano prove inconfutabili di una diminuzione della protezione dai decorsi gravi per le persone vaccinate in generale in caso di variante Delta, che in quel momento era dominante. Solo il rapido aumento dei casi con conseguente pressione sul sistema sanitario e la comparsa, alla fine di novembre del 2021, della variante Omicron, altamente contagiosa, hanno reso necessaria la vaccinazione di richiamo per l'intera popolazione. Inoltre, sulla base dei più recenti riscontri scientifici sulla durata della protezione del vaccino, il termine raccomandato per la vaccinazione di richiamo è stato ridotto da sei a quattro mesi.
3. Attualmente, l'approvvigionamento di medicamenti in Svizzera è assicurato secondo l'allegato 4 dell'ordinanza 3 COVID-19 (RS 818.101.24). La sicurezza di approvvigionamento si riferisce ai medicamenti omologati, per esempio necessari per la respirazione artificiale nei reparti di terapia intensiva (p. es. anestetici e miorilassanti), e ai medicamenti per il trattamento della COVID-19 non ancora omologati il cui potenziale è stato valutato positivamente dagli esperti della Science Task Force. L'ordinanza fornisce i mezzi per mettere a disposizione dei pazienti in Svizzera opzioni terapeutiche promettenti il più rapidamente possibile. È stato così possibile utilizzare i medicamenti Sotrovimab e Casirivimab/Imdevimab anche senza omologazione.
È altresì garantito l'approvvigionamento di materiale di protezione (mascherine, camici protettivi ecc.). Per sostenere il sistema sanitario, i Cantoni sono tenuti a rifornirsi di materiale di protezione sufficiente per 30 giorni. Inoltre, la Confederazione gestisce una scorta di 30 giorni destinata al sostegno sussidiario dei Cantoni. Non da ultimo, l'UFSP e l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese controllano regolarmente sia la situazione delle scorte nelle strutture sanitarie che le scorte e le consegne pianificate per garantire l'approvvigionamento degli importanti medicamenti contro la COVID-19.
Risposta del Consiglio federale.