Covid-19. L'apartheid vaccinale ha creato una nuova variante. A quando una politica di sanità pubblica coerente?
21.4579 · Interpellanza · 2021-12-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il 15 dicembre l'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria ha avvertito che la propagazione della variante Omicron era probabilmente la minaccia più grave mai conosciuta dall'inizio della pandemia. Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, ha affermato che più la variante circola tra le popolazioni in gran parte non vaccinate nel mondo, maggiore è la probabilità che emergano nuove varianti sempre più resistenti. Nell'Observer ha dichiarato che i Paesi ricchi avevano adottato un approccio nazionale decisamente cieco. Ha sostenuto infine che siamo più vicini all'inizio della pandemia che alla sua fine.
La sola soluzione praticabile per uscire da questa situazione che da ottobre 2020 miete più di 10 000 vittime al giorno nei Paesi del Sud è una vaccinazione universale e un rafforzamento del sistema sanitario pubblico. Alcuni di noi non saranno mai in sicurezza se non lo saremo tutti.
Alla mia mozione 21.3150 il Consiglio federale ha risposto che la produzione di vaccino richiedeva la collaborazione tra il settore privato e il settore pubblico e che la revoca della protezione dei brevetti non era la soluzione adeguata perché si scontrava con altri fattori (in particolare una capacità di fabbricazione limitata).
Il Consiglio federale è informato dei fatti seguenti?
1. La piattaforma messa in funzione dall'OMS contava già, qualche mese fa, più di 19 siti suddivisi in 12 Paesi, capaci di produrre vaccini a mRNA messaggero se la protezione dei brevetti fosse stata revocata (accessibsa.org/mrna). Oggi Human Rights Watch recensisce più di 100 siti nel mondo che hanno un simile potenziale di produzione.
2. Tutti i dati disponibili mostrano che le aziende farmaceutiche spendono più in pubblicità che in ricerca e sviluppo. Pfizer e Moderna hanno già guadagnato 51 miliardi di dollari, cifra che nel 2022 triplicherà per i vaccini COVID-19, il cui sviluppo è stato essenzialmente finanziato con fondi pubblici. Le grandi aziende farmaceutiche massimizzano il valore delle loro azioni e quasi non s'interessano alla ricerca e allo sviluppo, finanziati in larga parte con fondi pubblici.
Ora che la quinta ondata si sta abbattendo sulla Svizzera, il Consiglio federale non considera che sia giunto il momento di cambiare radicalmente la politica in materia di produzione e di distribuzione dei vaccini e dei trattamenti contro il COVID-19?
Begründung
L'abolizione dei diritti della proprietà intellettuale su vaccini, test e trattamenti è sostenuta da comunità mondiale della sanità, più di 100 Paesi, numerosi ex capi di Stato e premi Nobel, universitari, ricercatori, Parlamento europeo, membri del Congresso americano, oltre che da organizzazioni della società civile (OSC) e da federazioni sindacali internazionali (CSI, ISP e ITF), che rappresentano più di 200 milioni di persone nel mondo.
La maggior parte dei Paesi del Sud del mondo non ha ricevuto forniture. COVAX non è in grado di rispettare le consegne e molti invii sono arrivati in modo casuale. Nemmeno il personale sanitario è protetto.
Dal rifiuto della revoca della protezione dei brevetti a ottobre 2020, più di 10 000 persone in media muoiono ogni giorno nelle zone urbane e rurali dei Paesi del Sud.
Quando la campagna di vaccinazione è iniziata un anno fa, l'OMS aveva fissato due obiettivi per il 2021: in 100 giorni il personale sanitario in tutto il mondo e il 40 per cento della popolazione mondiale doveva essere vaccinato. Ad oggi solo una persona su quattro del personale sanitario è stata vaccinata in Africa e 103 Paesi non raggiungeranno l'obiettivo del 40 per cento di vaccinati entro la fine dell'anno.
Stellungnahme des Bundesrates
1. e 2. Dall'inizio della pandemia da coronavirus, la Svizzera si impegna per una soluzione globale riguardo all'accesso ai vaccini anti-COVID-19, ai medicamenti e ai prodotti diagnostici in tutti i Paesi. Secondo l'opinione del Consiglio federale, il raggiungimento di questo obiettivo non potrebbe essere garantito sospendendo la protezione dei diritti di proprietà intellettuale nel contesto della pandemia. È necessaria piuttosto una stretta collaborazione tra tutti gli attori interessati (cfr. risposta all'interpellanza de la Reussille 21.3639 "La Svizzera deve sospendere i brevetti dei vaccini anti-COVID"). Dalla presentazione della mozione Prezioso 21.3150 "COVID-19. La pandemia non deve essere fonte di profitto!" le capacità di produzione dei vaccini anti-COVID-19 sono state notevolmente ampliate in tutto il mondo. Attualmente si producono più di 1,5 miliardi di dosi di vaccino al mese. Questo rapido ampliamento è stato possibile tra l'altro perché le aziende farmaceutiche, sulla base dell'Accordo TRIPS (RS 0.632.20), hanno concluso accordi di licenza con altri fabbricanti e possono così scambiarsi conoscenze e tecnologie in un quadro giuridicamente sicuro.
Il sistema di protezione della proprietà intellettuale basato sull'Accordo TRIPS crea gli incentivi necessari alle aziende per assumere rischi finanziari legati allo sviluppo di nuovi agenti terapeutici. Su tale base, la Svizzera sostiene la conclusione di accordi volontari di licenza. Infatti sono uno strumento efficace per aumentare le capacità di produzione e fornire ai Paesi a basso reddito vaccini, test e trattamenti, poiché garantiscono anche il trasferimento di know-how e di tecnologie non descritti nei fascicoli di brevetto (cfr. parere in risposta alla mozione Molina 21.3573 "Per porre rapidamente fine alla pandemia da coronavirus. Licenze obbligatorie per preparati anti-COVID, subito!"). Grazie anche al sostegno della Svizzera, il "Medicines Patent Pool" ha potuto concludere con le aziende Merck e Pfizer accordi di licenza che gli permettono di concedere a fabbricanti terzi licenze per la produzione di nuove terapie antivirali a beneficio di Paesi a basso reddito. L'Accordo TRIPS prevede la possibilità di licenze obbligatorie in determinate situazioni per soddisfare bisogni di salute pubblica. In base a questo approccio, la Svizzera è disposta a discutere l'utilizzo di margini di manovra, come per esempio le licenze obbligatorie, nell'ambito dell'OMC.
Nel contesto dell'attuale pandemia, l'iniziativa globale Access to COVID-19 Tools Accelerator (ACT-A) riunisce diversi attori del settore pubblico e privato e assume quindi un importante ruolo nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di vaccini, medicamenti e prodotti diagnostici. La Svizzera ha sostenuto ACT-A con un importo complessivo di 375 milioni di franchi e si adopera, nei vari organi direttivi delle organizzazioni coinvolte, affinché anche i Paesi a basso reddito abbiano accesso al materiale medico necessario a combattere la pandemia.
La Confederazione finanzia con fondi pubblici progetti di ricerca di base e applicata e progetti di innovazione che contribuiscono a fornire una risposta alla pandemia. Inoltre, il contributo svizzero ai programmi di ricerca e innovazione dell'UE sostiene l'Iniziativa in materia di medicinali innovativi (IMI), un partenariato pubblico-privato che finanzia la ricerca e l'innovazione in campo sanitario nell'ambito del programma Horizon 2020.
Risposta del Consiglio federale.