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21.458 · Iniziativa parlamentare · 2021-06-15

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

La legislazione è modificata al fine di prevedere un divieto di pubblicità per i prodotti e i servizi che producono grandi quantità di diossido di carbonio e che hanno un forte impatto ambientale, determinati in particolare dalla valutazione del ciclo di vita (LCA).

Begründung

L'evoluzione delle emissioni dirette della Svizzera potrebbe far credere che negli ultimi 20 anni abbiamo fatto un buon lavoro poiché esse si sono stabilizzate. Questa considerazione non tiene però conto della parte di emissioni indirette emesse all'estero ma legate al consumo svizzero, molto elevato. Nel 2015 questo consumo si attestava a circa il 70 per cento delle emissioni totali di cui la Svizzera è responsabile. Abbiamo delocalizzato le nostre emissioni nei Paesi il cui settore secondario è predominante (Cina, India, ecc.). Ciò significa che se si considerano le cifre per abitante e le emissioni totali (dirette e indirette), la Svizzera risulta tra i più grandi inquinatori del pianeta, come mostra il confronto internazionale delle emissioni di CO2 per abitante prodotte dalla domanda finale: il nostro Paese si posiziona al quarto posto della classifica dei Paesi che più emettono CO2 dopo gli Stati Uniti, l'Australia e il Canada (OCSE, 2019).

Per limitare il riscaldamento climatico e rispettare i nostri impegni (Parigi 2015), è dunque indispensabile modificare il nostro modo di vivere e di consumare. Nell'ottica di questo obiettivo la pubblicità svolge un ruolo importante nell'influenzare le scelte di acquisto delle consumatrici e dei consumatori. L'atto di consumare può essere suddiviso in tre tappe: l'acquisto di un bene, il suo uso e la sua eliminazione. Le decisioni prese in ognuna di queste tappe contribuiscono all'impatto ambientale di tutto il ciclo di vita del prodotto, ma il più delle volte il consumatore non ne è consapevole al momento dell'acquisto, poiché è influenzato in primo luogo dalla pubblicità. Allo stesso modo, ignora il costo climatico (energia grigia) e ambientale del prodotto prima dell'acquisto.

Alcuni ambiti economici hanno un enorme impatto ambientale. La costruzione, il settore automobilistico, i trasporti, l'abbigliamento o l'alimentazione non sostenibile consumano infatti molta energia e causano forti emissioni di gas a effetto serra e/o esercitano una pressione inaccettabile sulle risorse naturali.

Se si permette una promozione sfrenata di questi beni o queste attività, si manda al pubblico un messaggio sbagliato. In questa ottica si propone di vietare, negli spazi pubblici o negli spazi privati visibili dagli spazi pubblici, la pubblicità per i prodotti e i servizi che producono grandi quantità di diossido di carbonio. Il bilancio dei gas a effetto serra di questi beni di consumo deve essere preso in considerazione per determinare i prodotti e i servizi che producono le maggiori emissioni. Anche le altre minacce all'ambiente (inquinamento, scomparsa degli habitat, ecc.) devono essere prese in considerazione.

Per determinare una soglia a partire dalla quale la promozione dei beni di consumo sarebbe accettabile dal punto di vista dell'emergenza climatica ed ecologica, disponiamo già di diversi strumenti, tra cui in particolare le valutazioni del ciclo di vita (LCA), le statistiche sul consumo in Svizzera e i dati relativi ai flussi finanziari. Lo studio dell'UFAM sul consumo rispettoso dell'ambiente raggruppa i prodotti e i servizi consumati in cinque settori: l'abitazione, la mobilità privata, l'alimentazione, i beni di consumo e i servizi, i servizi pubblici e le assicurazioni. Per ciascun articolo o servizio sono presi in considerazione la fabbricazione, il trasporto, l'uso e l'eliminazione.