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21.4587 · Interpellanza · 2021-12-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Stando allo studio pubblicato da Frontier Economics nell'ottobre 2021, a partire dal 2025 in Svizzera si potrebbe assistere a una penuria di energia elettrica; potrebbero mancare 66 GWh per un periodo di 47 ore. In situazioni ancora più estreme, ma comunque rare, potrebbero addirittura mancare ca. 690 GWh. Questa comprovata situazione di penuria è di natura probabilistica e riguarda soltanto lo 0,1 per cento dell'approvvigionamento elettrico, in casi estremi al massimo l'1 per cento. Le misure da adottare per contrastare la lacuna devono tenere conto di questa situazione.

Per far fronte alla futura penuria di energia elettrica in Svizzera, attualmente si sta discutendo dell'eventualità di costruire una centrale a gas a ciclo combinato per poter disporre di un'adeguata riserva di energia. La realizzazione di quest'opera dovrebbe ora essere avviata senza indugio.

Tuttavia, la Svizzera dispone già oggi di una potenza disponibile a breve termine, non integrata nel sistema di approvvigionamento elettrico: si tratta dei gruppi elettrogeni di emergenza, particolarmente ben sviluppati nel nostro Paese, con una potenza stimata a 5 GW.

Alla luce di quanto precede chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. A quanto ammonta la potenza dei gruppi elettrogeni di emergenza in Svizzera (una volta detratti i gruppi elettrogeni basati sulla tecnologia delle batterie)?

2. Per quanto tempo all'anno dovrebbero essere operativi i gruppi elettrogeni di emergenza per poter colmare la lacuna messa in luce dallo studio Frontier Economics?

3. Ammettendo che una simile situazione di penuria si verifichi ogni due anni: a quanto ammonterebbero gli investimenti aggiuntivi necessari sotto il profilo ecologico ed economico per realizzare una centrale a gas a ciclo combinato se rapportati ai costi di utilizzo dei gruppi elettrogeni di emergenza? Base: osservazione di un ciclo di vita di 15 anni.

4. I gruppi elettrogeni di emergenza sono presenti in maniera decentrata sul territorio: in una situazione di penuria, quale vantaggio ne deriverebbe per il carico della rete? Nel rispondere a questa domanda bisognerà tenere conto in particolare del fatto che una situazione di penuria si verificherebbe a causa delle ridotte capacità di trasporto delle reti elettriche, che non permetterebbe più di garantire le importazioni di energia elettrica.

5. Quali norme giuridiche devono essere modificate affinché i gruppi elettrogeni di emergenza possano essere impiegati in una situazione di penuria?

6. Quali presupposti tecnici occorrerebbe creare per poter impiegare in modo ben coordinato i gruppi elettrogeni di emergenza nel quadro dell'approvvigionamento elettrico?

Begründung

L'impiego di gruppi elettrogeni di emergenza è disciplinato a livello cantonale e, in termini di effetto, è limitato alle realtà locali. Poiché la potenza massima installata in Svizzera in inverno è pari a circa 13 GW, e poiché l'impiego medio è di circa 7 GW, un uso coordinato dei gruppi elettrogeni di emergenza disponibili potrebbe bastare per colmare la lacuna evocata.

Su riserva della plausibilità della stima di cui sopra, relativa alla potenza dei gruppi elettrogeni di emergenza, costruendo una centrale a gas a ciclo combinato la Svizzera si permetterebbe il lusso di disporre di un doppio sistema di sicurezza per scopi molto simili. Ciò sarebbe inefficiente sia sotto il profilo economico che ecologico. Una centrale a gas a ciclo combinato ha sì un rendimento notevolmente superiore rispetto a un gruppo elettrogeno di emergenza. Nel quadro di una valutazione complessiva, che tenga conto anche dell'energia grigia, si può tuttavia presumere che l'impiego di risorse e gli investimenti supplementari generati da una doppia infrastruttura sarebbero di gran lunga superiori al risparmio energetico conseguito, nel caso in cui l'esercizio dell'infrastruttura si limiti a un periodo breve.

Stellungnahme des Bundesrates

1.) Secondo l'"Inventario delle emissioni di motori stazionari e turbine a gas - stato 2014" (INFRAS 2016, su mandato dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM), attualmente in Svizzera ci sono generatori d'emergenza con una potenza installata complessiva stimata a circa 2000 MW.

2.) Affinché i generatori d'emergenza possano essere utilizzati come impianti di produzione di energia allacciati alla rete, i proprietari devono dare il loro consenso e affrontare costi d'investimento supplementari. Inoltre gli impianti devono essere adeguati (v. risposta alla domanda 6) .

Partendo dal presupposto che un ottavo della potenza installata (250 MW) serva a prevenire situazioni di penuria, per generare i 66 GWh ipotizzati nello studio di Frontier Economics, i generatori d'emergenza dovrebbero funzionare per ben 264 ore a pieno carico. Va tuttavia precisato che il fabbisogno annuale di 66 GWh è stato calcolato sulla base della media di 1575 simulazioni.

Questo significa che, in determinate situazioni, gli impianti devono rimanere in funzione anche molto più a lungo. In questa eventualità, si porrebbero dei problemi anche a livello di logistica per l'approvvigionamento del combustibile.

3.) Fino ad oggi non è disponibile un confronto. Per quanto riguarda l'utilizzazione dei generatori d'emergenza, sarebbe necessario sviluppare anche un modello per l'indennizzo ai proprietari dei costi d'investimento, d'esercizio e del combustibile supplementari da essi sostenuti.

4.) I generatori d'emergenza sono collegati alla rete a bassa tensione (NR7). La loro decentralizzazione consente di immettere una potenza minore nelle reti di distribuzione. In questo modo sarebbe effettivamente possibile limitare i sovraccarichi della rete a livello locale, ad eccezione di alcuni singoli casi di carico che andrebbero esaminati individualmente.

Il gestore della rete di distribuzione locale dovrebbe pertanto controllare per ogni impianto allacciato, se il dimensionamento della rete locale è in grado di assorbire la potenza elettrica supplementare. Un'integrazione su larga scala richiederebbe probabilmente infrastrutture supplementari.

5.) Le basi legali per una possibile utilizzazione dei generatori d'emergenza in caso di penuria sono già disponibili: in presenza di una situazione di grave penuria già sopraggiunta o imminente, che l'economia non è in grado di affrontare in modo autonomo, secondo il capitolo 3 della legge del 17 giugno 2016 sull'approvvigionamento del Paese (LAP; RS 531), il Consiglio federale può adottare misure d'intervento economico temporanee. Gli articoli 31 e 32 LAP permettono in linea di massima di adottare misure esaustive per gestire la domanda e l'offerta di beni e servizi d'importanza vitale (ad es. prescrizioni riguardanti la produzione e la fornitura o l'utilizzo e il consumo).

6.) Per un'integrazione concertata dei generatori d'emergenza decentralizzati, è necessario un collegamento IT coordinato. È probabile che ciò non sia il caso attualmente, motivo per cui sarebbero necessari interventi di riequipaggiamento importanti (controllo, sincronizzazione e protezione della rete). In linea di principio, i requisiti per i generatori d'emergenza sono disciplinati nell'ordinanza del 16 dicembre 1985 contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.1). Se questi impianti vengono utilizzati per più di 50 ore, sono considerati motori a combustione stazionari regolari e sottostanno a requisiti più severi secondo l'allegato 2 numero 82 OIAt. Tale situazione comporta costi d'investimento e d'esercizio supplementari e richiederebbe, in via preliminare, la definizione delle responsabilità in materia di attuazione.

Risposta del Consiglio federale.