21.4612 · Mozione · 2021-12-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legislazione sulla protezione degli animali, affinché l'importazione di lana prodotta con la pratica crudele del mulesing sia vietata e in Svizzera vengano importati esclusivamente lane e prodotti di lana certificati "mulesing free".
Begründung
In origine, il mulesing è stato sviluppato come metodo per contrastare l'infestazione da larve di mosche negli ovini. Per massimizzare la produzione di lana sono state allevate pecore con il maggior numero possibile di pieghe cutanee. Spesso, in queste pieghe, soprattutto nella zona anale, le mosche depositano le loro uova. Il mulesing consiste nel bloccare sulla schiena gli agnelli, generalmente da 2 a 10 settimane dalla nascita, per asportare loro, con un paio di cesoie affilate, ampi lembi di pelle nella parte posteriore del corpo e attorno alla coda. Man mano che le ferite guariscono si forma un tessuto cicatriziale liscio e senza pieghe sul quale la lana non cresce più. Questa pratica raccapricciante è eseguita senza anestesia e senza alcuna somministrazione - se non in rari casi e comunque in dosi insufficienti - di antidolorifici, il che provoca grandi sofferenze all'animale. Secondo la legislazione svizzera sulla protezione degli animali, il mulesing sarebbe un intervento doloroso che potrebbe essere eseguito soltanto in anestesia locale o generale.
In Svizzera, il mulesing non è permesso e anche all'estero vi sono alternative valide. Il modo più efficace, etico e sostenibile per contrastare la malattia causata dall'infestazione da larve di mosche consiste nel combinare una buona gestione dell'azienda agricola e un allevamento di pecore con meno pieghe cutanee. Il rapporto economico "Towards a Non-Mulesed Future" (verso un futuro "mulesing free") del 2020 mostra chiaramente che il passaggio ad allevamenti di ovini più resistenti è possibile in tempi rapidi e addirittura finanziariamente vantaggioso per le aziende. Il benessere degli animali migliorerebbe notevolmente senza dover mettere in conto una riduzione della quantità o un peggioramento della qualità della lana prodotta.
Negli ultimi anni, un numero crescente di grandi marchi si è schierato contro il mulesing, boicottando la lana prodotta con questa pratica e passando alla lana certificata al 100 % "mulesing free". Come Paese che si fregia di una protezione degli animali all'avanguardia, la Svizzera è invitata a tenere conto delle crescenti resistenze alle pratiche crudeli sugli animali e a vietare d'ora in poi le importazioni. Anche dal punto di vista della parità di trattamento degli allevatori di ovini in Svizzera e all'estero, è più che giusto imporre gli stessi requisiti in materia di condizioni di produzione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha già preso posizione più volte sui divieti d'importazione per i prodotti fabbricati infliggendo sofferenze agli animali (ad es. mozione Reimann Lukas 19.4583 "Merci prodotte infliggendo gravi sofferenze agli animali. Parità di trattamento tra produttori autoctoni e stranieri" o mozione Haab 20.3021 "Vietare l'importazione del foie gras ottenuto infliggendo sofferenze agli animali") e ribadisce la sua opposizione ai divieti di importazione anche per la lana ottenuta da animali sottoposti al mulesing. Un divieto d'importazione violerebbe il divieto di discriminazione previsto dal diritto dell'OMC.
Un divieto d'importazione sarebbe inoltre in contraddizione con la mozione 20.4267 della CSEC-S "Dichiarazione dei prodotti ottenuti mediante metodi vietati", accolta dal Parlamento, che chiede un obbligo di dichiarazione per i prodotti di origine vegetale e animale ottenuti in questo modo. Nell'ambito dell'adempimento di questa mozione è necessario esaminare se e come un obbligo di dichiarazione per la lana ottenuta da animali sottoposti a mulesing possa essere attuato in conformità con il diritto internazionale.
Il Consiglio federale aveva del resto esaminato già prima dell'accoglimento della mozione summenzionata l'introduzione di una dichiarazione obbligatoria per la lana ottenuta da animali sottoposti al mulesing nel rapporto "Dichiarazione obbligatoria dei metodi di produzione delle derrate alimentari", pubblicato l'11 settembre 2020 in adempimento del postulato 17.3967 della CSEC-S. Già allora aveva però rinunciato a perseguire ulteriormente questa opzione, perché rintracciare la lana una volta che è stata mescolata ad altri materiali o trasformata è molto difficile o praticamente impossibile. Oltre a queste difficoltà pratiche di attuazione e applicabilità, è necessario tenere in considerazione anche il diritto commerciale internazionale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.